Cronaca
Denunciato un 17enne di Biancavilla dalla polizia di Adrano: ecco cosa ha combinato
Da un controllo a seguito di spericolate manovre con il proprio ciclomotore, gli agenti gli trovano una mazza di legno

La Polizia di Stato ha indagato in stato di libertà un biancavillese 17enne per porto e detenzione di oggetti atti ad offendere, nonché per resistenza a pubblico ufficiale.
È stato il personale del Commissariato di Adrano a contestare al giovane diverse violazioni del Codice della Strada, tra le quali guida senza patente poiché non conseguita, guida senza casco protettivo, circolazione con veicolo già sottoposto a sequestro e assenza di copertura assicurativa obbligatoria.
Nello specifico, operatori della squadra Volante, in quella Piazza Sant’Agostino ad Adrano, notavano un motociclo, il cui conducente senza casco protettivo effettuava manovre spericolate, per poi, avvedutosi della presenza della pattuglia, abbandonare il mezzo, cercando di fuggire a piedi. Ciò nonostante veniva bloccato dagli agenti e sottoposto a controllo, durante il quale veniva rinvenuto, all’interno del baule del ciclomotore abbandonato, una mazza da legno lunga 40 cm.
Si procedeva, pertanto, al sequestro della mazza con conseguenziale denuncia in stato di libertà del giovane guidatore nonché alle relative contestazioni amministrative, affidandolo infine ai propri genitori.
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Cronaca
Stranieri sfruttati sul lavoro: nei guai biancavillese a capo di una cooperativa
L’uomo, presidente del Consiglio di amministrazione, denunciato assieme ad altre due persone

Un 32enne di Biancavilla, con precedenti penali, è fra i tre denunciati dal Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania nell’ambito di controlli contro lavoro irregolare e caporalato. L’uomo, presidente del consiglio di amministrazione di una cooperativa agricola, è ritenuto responsabile di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.
I controlli hanno portato alla luce un sistema illecito di reclutamento e impiego della manodopera. Le vittime sono due lavoratori stranieri in condizioni di forte vulnerabilità.
Oltre al biancavillese, sono sotto indagine un 38enne marocchino residente ad Adrano, incensurato, che agiva come caporale e intermediario per conto della stessa cooperativa, e un altro 38enne di Scordia, con precedenti, che di fatto collaborava con l’azienda.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i lavoratori extracomunitari venivano impiegati in condizioni lavorative ritenute altamente degradanti. Evidenziati retribuzioni ben al di sotto di quanto previsto dal contratto collettivo nazionale, turni di lavoro eccessivi e ambienti privi delle minime misure di sicurezza.
L’indagato di origini marocchine è inoltre accusato di estorsione. Avrebbe minacciato uno dei due lavoratori di licenziamento se non gli avesse restituito parte della già esigua paga percepita.
A conclusione delle attività, i due lavoratori sono stati affidati a una struttura protetta, gestita da un’organizzazione internazionale per le migrazioni. Adesso potranno ricevere assistenza e protezione.
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Cronaca
Evade dai domiciliari per le sigarette alla moglie: «È un inferno se non fuma»
Singolare “giustificazione” di un 52enne residente a Biancavilla in giro con la bicicletta a Catania

I carabinieri della stazione di Catania Playa hanno arrestato un pregiudicato 52enne, residente a Biancavilla ma domiciliato a Catania, nella zona di Ippocampo di Mare. L’uomo doveva trovarsi ai domiciliari per reati contro il patrimonio. Però, i militari lo hanno sorpreso mentre, in bici, percorreva via San Francesco La Rena. Ha tentato di passare inosservato con il volto coperto da cappuccio e sciarpa, ma è stato fermato e identificato.
Di fronte alla constatazione della violazione, il 52enne ha cercato di giustificare la sua presenza fuori casa con una spiegazione singolare. Ha sostenuto di essere uscito per acquistare le sigarette alla moglie, una “accanita fumatrice” che, in mancanza di nicotina, si sarebbe irritata al punto da trasformare la giornata in un “inferno domestico”.
Una giustificazione che non ha però evitato l’arresto, eseguito sulla base degli elementi raccolti e ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato il provvedimento e disposto il ripristino della misura degli arresti domiciliari.
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