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Cronaca

Svaligiò la casa di un pensionato, arrestato dai carabinieri di Biancavilla

Rubò un televisore e denaro contante: non l’ha fatta franca, grazie alle indagini condotte dai militari

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Svaligiò la casa di un anziano e pensava di averla fatta franca, ma i carabinieri della Stazione di Biancavilla tanto hanno indagato fino a quando lo hanno identificato e catturato: in manette è finito il 20enne Vito Marino, biancavillese, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Catania per il reato di furto aggravato in concorso. 

Grazie ad una attenta attività investigativa, che si è avvalsa anche dell’analisi dei filmati registrati dalle telecamere attive nella zona del furto, i militari hanno potuto dare un volto ad uno dei responsabili del colpo messo a segno il 24 ottobre scorso nell’abitazione di un pensionato 88enne di Biancavilla. 

Qui Marino portò via un televisore Samsung e un borsello contenente una carta di debito collegata ad un conto corrente bancoposta. Carta dalla quale, subito dopo il furto, prelevò 600 euro dal bancomat del locale ufficio postale.  

Riconosciuto attraverso le immagini dai carabinieri che fecero una perquisizione domiciliare nella sua abitazione, fu trovato in possesso del televisore e degli abiti indossati al momento del furto. L’arrestato è stato rinchiuso nel carcere catanese  di Piazza Lanza. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA 

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Cronaca

“Ultimo atto”, chiesto il rinvio a giudizio per il clan di Pippo Mancari “u pipi”

Udienza preliminare: l’amministrazione Bonanno è parte civile, assenti le vittime delle estorsioni

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Udienza davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Luca Lorenzetti, per trattare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nei confronti di 18 soggetti coinvolti nell’inchiesta “Ultimo atto”.

Le indagini, nel settembre 2023, aveva portato ad un blitz dei carabinieri per reati di associazione mafiosa, traffico di droga ed estorsioni. Al vertice dell’operazione criminale, Pippo Mancari u pipi, nome della vecchia guardia mafiosa di Biancavilla, che aveva ristrutturato il clan con giovani leve. Nello stesso ambito di inchiesta, anche il sequestro (finalizzato alla confisca) di beni ed attività imprenditoriali per un valore di 3 milioni di euro. In particolare, il clan gestiva il monopolio del trasporto merci su gomma (attraverso la cosiddetta “agenzia”) per le aziende di produzione agrumicola.

Oltre a Pippo Mancari, le richieste di processo riguardano: Salvatore Manuel Amato, Fabrizio Distefano, Placido Galvagno, Giovanni Gioco, Piero Licciardello, Nunzio Margaglio, Carmelo Militello, Nicola Gabriele Minissale, Alfio Muscia, Ferdinando Palermo, Mario Venia e Carmelo Vercoco (tutti erano stati sottoposti a misura cautelare in carcere). Assieme a loro pure Alfredo Cavallaro, Cristian Lo Cicero, Maurizio Mancari, Francesco Restivo e Marco Toscano (indagati a piede libero).

Gli avvocati di diversi imputati hanno chiesto il rito abbreviato. Il giudice deciderà nella prossima udienza, fissata per il 15 luglio.

L’assenza delle vittime di estorsioni

Nell’udienza preliminare si sono costituite le parti. Da rilevare, purtroppo, che tra le dieci persone indicate come parti offese (in quanto sottoposte al pagamento del “pizzo”), nessuna si è presentata per chiedere di costituirsi parte civile. Un segnale grave, che a Biancavilla ancora una volta fa riportare le lancette del tempo della legalità indietro agli anni dell’omertà e della paura. Di contro, invece, sono state ammesse come parti civili il Comune di Biancavilla e un’associazione antiracket.

In particolare, l’amministrazione del sindaco Antonio Bonanno, rappresentata dall’avv. Sergio Emanuele Di Mariano, aveva avanzato la richiesta «sia iure proprio, per ottenere il risarcimento del danno all’immagine della città e allo sviluppo turistico ed economico, sia quale ente preposto alla rappresentanza dei propri cittadini, per il pregiudizio arrecato dal reato all’ordine pubblico e al senso di insicurezza e pace sociale percepito nel territorio». L’ammissione del Comune ha riguardato tutti i reati, da quello di mafia al traffico di droga e all’estorsione.

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