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Cronaca

Blitz per liberare piazza Stazione: rimossi una ventina di veicoli

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Erano anni che i cittadini della zona avanzavano segnalazioni, senza avere alcuna risposta. Adesso, è proprio il caso di dirlo, è stata fatta “piazza pulita”. Parte dello spiazzale della stazione centrale della Fce di Biancavilla è stata liberata da alcune decine di mezzi semiabbandonati o prive di assicurazione.

Pattuglie di carabinieri e della polizia municipale sono state sul posto per procedere a verbalizzare e ad elevare una serie di multe per mancata copertura assicurativa. Ulteriori approfondimenti sono in corso per accertare eventuali, altre responsabilità e proseguire, se è il caso, con la presentazione di denunce.

Una ventina di auto e furgoncini si trovavano lì, fermi, da anni, nonostante le segnalazioni. Parte di questi sono stati già rimossi, altri mezzi saranno portati via nei prossimi giorni così da consentire la riappropriazione di spazi pubblici e contrastare situazioni di degrado, in uno spiazzale, peraltro, spesso diventato luogo di spaccio di sostanze stupefacenti, come emerso da diverse operazioni e servizi di controlli dei carabinieri.

«Un’azione congiunta dei nostri vigili urbani assieme ai carabinieri (che ringrazio vivamente). Una risposta che si doveva ai residenti del quartiere e alla sicurezza della nostra comunità», ha commentato il sindaco Antonio Bonanno.

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Cronaca

“Ultimo atto”, chiesto il rinvio a giudizio per il clan di Pippo Mancari “u pipi”

Udienza preliminare: l’amministrazione Bonanno è parte civile, assenti le vittime delle estorsioni

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Udienza davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Luca Lorenzetti, per trattare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nei confronti di 18 soggetti coinvolti nell’inchiesta “Ultimo atto”.

Le indagini, nel settembre 2023, aveva portato ad un blitz dei carabinieri per reati di associazione mafiosa, traffico di droga ed estorsioni. Al vertice dell’operazione criminale, Pippo Mancari u pipi, nome della vecchia guardia mafiosa di Biancavilla, che aveva ristrutturato il clan con giovani leve. Nello stesso ambito di inchiesta, anche il sequestro (finalizzato alla confisca) di beni ed attività imprenditoriali per un valore di 3 milioni di euro. In particolare, il clan gestiva il monopolio del trasporto merci su gomma (attraverso la cosiddetta “agenzia”) per le aziende di produzione agrumicola.

Oltre a Pippo Mancari, le richieste di processo riguardano: Salvatore Manuel Amato, Fabrizio Distefano, Placido Galvagno, Giovanni Gioco, Piero Licciardello, Nunzio Margaglio, Carmelo Militello, Nicola Gabriele Minissale, Alfio Muscia, Ferdinando Palermo, Mario Venia e Carmelo Vercoco (tutti erano stati sottoposti a misura cautelare in carcere). Assieme a loro pure Alfredo Cavallaro, Cristian Lo Cicero, Maurizio Mancari, Francesco Restivo e Marco Toscano (indagati a piede libero).

Gli avvocati di diversi imputati hanno chiesto il rito abbreviato. Il giudice deciderà nella prossima udienza, fissata per il 15 luglio.

L’assenza delle vittime di estorsioni

Nell’udienza preliminare si sono costituite le parti. Da rilevare, purtroppo, che tra le dieci persone indicate come parti offese (in quanto sottoposte al pagamento del “pizzo”), nessuna si è presentata per chiedere di costituirsi parte civile. Un segnale grave, che a Biancavilla ancora una volta fa riportare le lancette del tempo della legalità indietro agli anni dell’omertà e della paura. Di contro, invece, sono state ammesse come parti civili il Comune di Biancavilla e un’associazione antiracket.

In particolare, l’amministrazione del sindaco Antonio Bonanno, rappresentata dall’avv. Sergio Emanuele Di Mariano, aveva avanzato la richiesta «sia iure proprio, per ottenere il risarcimento del danno all’immagine della città e allo sviluppo turistico ed economico, sia quale ente preposto alla rappresentanza dei propri cittadini, per il pregiudizio arrecato dal reato all’ordine pubblico e al senso di insicurezza e pace sociale percepito nel territorio». L’ammissione del Comune ha riguardato tutti i reati, da quello di mafia al traffico di droga e all’estorsione.

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