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Cronaca

Insulta l’ex marito su Facebook, citata a giudizio per diffamazione

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di Vittorio Fiorenza

«Padre di merda che hai abbandonato le tue figlie e la legge più merda di te che non ti punisce, tutti devono sapere…». E in effetti, tutti hanno letto. Ma proprio per questo, lo sfogo che una donna di Biancavilla ha pubblicato sul proprio profilo Facebook contro l’ex marito è finito in un’aula giudiziaria.

Il post non è passato inosservato, al punto che l’uomo, sentitosi insultato e offeso nella propria reputazione, ha fatto screenshot e, tramite il proprio legale, l’avv. Pilar Castiglia, ha presentato una querela. La sua ex, assistita dall’avv. Maurizio Di Bella, è chiamata ora a rispondere di diffamazione aggravata.

«Sei un uomo senza palle, essere uomini è prendersi le proprie responsabilità… e poi la vita te la facevi skifoso», aveva aggiunto la donna.

Parole dal tenore inequivocabile. Eppure, il pubblico ministero, dopo la conclusione delle indagini, aveva chiesto l’archiviazione, sostenendo, da un lato, la mancanza di «elementi dai quali poter desumere che le offese fossero a lui rivolte», e dall’altra che, trattandosi di commento su piattaforrna Facebook, «l’offensività e la carica diffamatoria di una presa di posizione risultino senz’altro attenuati, se non addirittura elisi, dalla possibile serie di ulteriori commenti postati anche in risposta ad un commento altrui non condiviso».

Ragioni su cui il querelante ha avanzato opposizione, poi accolta dal Gip Giovanni Cariolo, riconoscendo così il potenziale diffamatorio e disponendo l’imputazione coatta. Il pm, Michela Maresca, quindi, ha dovuto emettere, nei confronti della donna, un decreto di citazione a giudizio dinnanzi al Tribunale in composizione monocratica.

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Cronaca

Ubriaco non si ferma all’alt, poi inveisce contro i carabinieri: arrestato 48enne

Bloccato dai militari dopo un inseguimento: deve rispondere di minaccia, resistenza ed oltraggio

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I carabinieri della stazione di Biancavilla hanno arrestato il 48enne biancavillese Alfio Sarvà, resosi reponsabile di omessa custodia di cose sottoposte a sequestro, minaccia, resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale. L’uomo è stato denunciato anche per guida sotto l’effetto di alcol.

I militari, mentre perlustravano le vie cittadine, hanno incrociato una Fiat Punto, il cui guidatore zigzagava pericolosamente, mettendo a repentaglio l’incolumità dei passanti. Azionato il lampeggiante, i carabinieri gli hanno intimato di fermarsi, ma per tutta risposta si è espresso con gestacci, accelerando l’andatura e cercando un’improbabile fuga.

Immediatamente è scattato l’inseguimento che, poi, si è  concluso in via Bernini, quando i carabinieri hanno bloccato la Punto con l’auto di servizio, rendendosi immediatamente conto che l’uomo era visibilmente in preda ai fumi dell’alcol.

Nel corso del preliminare accertamento dei militari è risultato che l’autovettura fermata era già posta sotto sequestro perché utilizzata in assenza della necessaria copertura assicurativa, quindi hanno condotto l’uomo, che continuava ininterrottamente ad inveire contro di loro, presso l’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla per essere sottoposto ad alcoltest al fine di determinarne il tasso alcolemico.

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Cronaca

Cede il freno a mano e l’auto “fugge” via, intervento dei volontari della Gepa

Il mezzo, parcheggiato nello spiazzale antistante la chiesa “San Francesco”, si è mosso fino al viale

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Era stata parcheggiata nello spiazzo antistante la chiesa “San Francesco” di Biancavilla. Ma evidentemente il freno a mano non era stato azionato correttamente, così l’auto si è mossa fino a finire al centro della carreggiata di viale Cristoforo Colombo. Per fortuna non c’è stata alcuna conseguenza.

Sono stati alcuni volontari dell’associazione Gepa a notare il mezzo e a riposizionarlo, dopo avere avvertito la proprietaria, che era in chiesa, assieme ad un’altra donna. Pericolo scongiurato, ma la disattenzione poteva costare cara.

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UNA VITA ANCORA PIU' BELLA Memorie di un sopravvissuto. Lettere e riflessioni inedite di Gerardo Sangiorgio, il biancavillese deportato nei lager nazisti per avere detto "no" alla Repubblica di Salò. La sua è la vicenda di un "Internato Militare Italiano" raccontata nel nuovo libro di "Nero su Bianco", curato da Salvatore Borzì con prefazione di Francesco Benigno e contributi di Liliana Segre, Massimo Cacciari, Luciano Canfora ed altri esponenti della cultura italiana.

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