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Una pedalata in bici e un raduno di “Vespe” nel giorno di San Placido

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Esattamente 12 mesi fa, Biancavilla si risvegliava stordita ed impaurita dagli effetti della forte scossa di terremoto, scoprendo i danni a chiese, scuole e abitazioni. Questa mattina, esattamente un anno dopo, un clima di festa ha pervaso la città.

Due eventi collaterali ai festeggiamenti patronali. La “Pedalata di San Placido” ha raggruppato decine di grandi e bambini in bici. Una piacevole passeggiata in bicicletta da piazza Roma fino alla “Pedata di San Placido”, in coincidenza della rotatoria di viale dei Fiori, dove è stato posto un omaggio floreale ai piedi della stele dedicata al santo patrono di Biancavilla. In sella ad una bici, assieme a tanti papà, anche il sindaco Antonio Bonanno e la moglie Giulia Galizia. All’iniziativa, promossa dal Circolo San Placido e dalla Pro Loco di Biancavilla, hanno aderito le associazioni Vulcan Riders Team, Etna Wolves, Etna ClimBikers, Reckless team, Asd Free Bike Biancavilla, la società ciclistica Etna Biancavilla e l’oratorio “Don Bosco” della parrocchia Annunziata, con la presenza dei volontari dell’associazione di Protezione Civile e della Croce Rossa.

Altro momento aggregativo in piazza Roma, promosso da Circolo San Placido e dalla Pro Loco, a cura dell’associazione “AutoMotoClub Biancavilla”, è stato il raduno di decine di “Vespe”. Una schiera di “due ruote” di ogni epoca che ha fatto bella mostra per quanti si trovavano ai piedi della basilica per questa domenica speciale in omaggio a San Placido.

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In città

L’incontro mancato con l’Addolorata: video d’emozioni girato al “Cenacolo”

Musica e immagini per raccontare un Venerdì santo senza i riti e la tradizionale processione mattutina

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Messaggio augurale di Pasqua realizzato in un video, con la partecipazione attiva degli ospiti della Comunità Terapeutica Assistita “Cenacolo Cristo Re” di Biancavilla.

A causa del perdurare della pandemia da Covid-19, questa Pasqua, come quella dell’anno scorso, non prevede riti esterni, quelli che caratterizzano e rappresentano visivamente in modo significativo la Passione e la Resurrezione del Cristo.

Uno dei momenti più emozionanti della processione della Madonna Addolorata, il Venerdì Santo mattina, è la sosta davanti la Comunità del “Cenacolo”. Per gli ospiti, la presidenza, la direzione ed il personale è un appuntamento molto atteso e commovente.

Il settecentesco simulacro in cera della Madonna viene accolto con un omaggio floreale e con un canto appositamente composto: “Il pianto di Maria” (testo e musica di Elisa Salomone), eseguito in modo toccante dai presenti. Successivamente, la “varetta” con la statua della Vergine viene sorretta a spalla dagli operatori per il breve tratto di strada che costeggia la struttura.

Cosicché, “non potendo venire” l’Addolorata, materialmente al “Cenacolo”, e privati successivamente della gioia del momento festoso che si vive nella grande piazza del paese la domenica di Pasqua per la cosiddetta “Paci”, la Comunità ha ideato un video per esternare attraverso immagini e suoni, le emozioni che tali festività provocano.

Gli ospiti sono stati impegnati dagli operatori, coordinati dal Direttore sanitario e dall’Equipe multidisciplinare, in un lavoro di preparazione meticoloso ed attento che ha portato alla realizzazione di un filmato. Per la sua attuazione ci si è avvalsi della collaborazione di Salvuccio Furnari, cultore dei Riti della Settimana Santa nella nostra città, per il coordinamento logistico.

Il progetto cinematografico è stato curato da Filadelfio Grasso, e si propone diversi obiettivi: omaggiare la Madonna Addolorata; rivivere, anche se virtualmente, la spiritualità dei riti pasquali; ringraziare gli operatori sanitari che in questa pandemia si spendono con abnegazione al servizio degli ammalati; rivolgere un pensiero augurale a tutte le persone che saranno raggiunte dal videomessaggio tramite i canali social.

«Così facendo – afferma il direttore generale, Giosuè Greco – si conferma la presenza della nostra Comunità nel contesto territoriale come parte integrante e viva della società».

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