14112018GOODNEWS:

Processo “Reset”, altre condanne:
24 anni di reclusione a tre imputati

di Vittorio Fiorenza

Condannati dal Tribunale di Catania Angelo Girasole, Alberto Gravagna e Alfio Petralia per il reato di estorsione, ai danni di un’impresa di pompe funebri di Biancavilla. I tre erano stati arrestati nell’ambito del blitz antiracket “Reset”, condotto nell’aprile del 2017 dai carabinieri della stazione biancavillese.

La seconda sezione penale (composta dal presiedente Roberto Camilleri, Carla A. Valenti e Ottavio Grasso) ha inflitto una pena a Girasole e Gravagna di otto anni di reclusione ciascuno, oltre a 3mila euro di multa, mentre a Petralia sette anni e 6 mesi di carcere e una multa di 2mila e 500 euro. Si tratta di pene inferiori rispetto alle richieste avanzate dal pubblico ministero, Andrea Bonomo.

Alle parti civili (il titolare dell’impresa funebre, Giuseppe Arena, il Comune di Biancavilla e l’associazione antiracket ed antiusura Libera Impresa) è stato riconosciuto un risarcimento danni di 5mila euro ciascuno. Rigettate, invece, le richieste di risarcimento avanzate da Orazio Arena, Luca Arena e Maria Grazia Anfuso.

Determinante per le indagini dei militari biancavillesi è stata la collaborazione della vittima. A spianare la strada all’operazione “Reset” è stato il precedente blitz-gemello “Onda d’urto” del dicembre 2016. Entrambe le operazioni, oltre a consentire di avere una mappa aggiornata della criminalità organizzata locale, hanno squarciato il velo che nascondeva gli affari illeciti sull’oscuro settore delle pompe funebri e, in particolare, sul pizzo, sulle spartizioni e sulle pretese imposte per anni alle agenzie di Orazio Arena e dei figli Giuseppe e Luca.

Fino alla loro fattiva collaborazione con la Direzione Distrettuale Antimafia e i militari della compagnia di Paternò e della stazione biancavillese, al prezzo, però, di chiudere le loro attività ed essere inseriti nel programma di protezione per testimoni di giustizia, lontani da Biancavilla. Le sentenze di primo grado ripagano la loro scelta di campo.

Oltre a quest’ultima con la condanna dei tre imputati, altri sette soggetti coinvolti sia nel blitz “Onda d’urto” che in “Reset” sono stati già giudicati con rito abbreviato dal Gip Giuliana Sammartino del Tribunale di Catania, che ha inflitto condanne per complessivi 60 anni di carcere. Per loro, il processo d’appello comincerà tra meno di un mese.

È ancora in corso, invece, il processo di primo grado, stralcio con rito ordinario, per gli altri soggetti arrestati nella retata del dicembre 2016.

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