Politica
Clamoroso riconteggio dei voti: entra Furnari, fuori Neri o Zammataro

di Vittorio Fiorenza
Le indiscrezioni pervenute da fonti qualificate a Biancavilla Oggi non trovano conferme, ma solo “no comment”. Bisognerà attendere qualche giorno per l’ufficialità. Ma se le informazioni trapelate finora e che già si stanno diffondendo, trovassero riscontri, la composizione del Consiglio Comunale sarebbe da rimodulare.
Il controllo dei verbali e le verifiche sui voti espressi, infatti, farebbero emergere delle differenze rispetto a quanto finora saputo. Effetto del pasticcio e degli errori commessi nelle varie sezioni durante lo spoglio. E quindi, questo significa che qualche posizione andrebbe “corretta”.
In altre parole, l’assegnazione attribuita ad un consigliere andrebbe sostituita con altro nominativo. In particolare, il nuovo conteggio avrebbe fatto trovare alcune decine di voti in più alla lista “Biancavilla che lavora”, al punto da farle scattare il terzo eletto, cioè Dino Furnari.
A scapito di chi? A quanto pare a perdere un seggio sarebbe la lista del sindaco Bonanno, che fino ad adesso, in maniera ufficiosa, era data con tre consiglieri. Il terzo, dunque, sarebbe fuori dall’assemblea cittadina. Ma attenzione: anche qui ci potrebbe essere un ulteriore colpo di scena. In base alle verifiche effettuate, infatti, lo scarto tra la seconda e la terza posizione è di qualche manciata di voti. In bilico sarebbero Agatino Neri oppure Rosita Zammataro, anche se quest’ultima -secondo alcune voci- sarebbe quella avanti.
Stando così le cose, quindi, Dino Furnari entrerebbe di diritto in Consiglio, mentre sarebbe fuori la Zammataro o Neri, in base a chi dei due risulterà terzo della lista. Una terribile suspense per chi è stato convinto da tre settimane di essere eletto ed ora vede sfumare questa certezza. Si attende la proclamazione ufficiale degli eletti per fugare ogni dubbio.
Certo è che in questo quadro, il clamoroso stravolgimento riguarderebbe soltanto lo schieramento del primo cittadino (la cui consistenza comunque resta a 11 componenti) e non quello della minoranza, la cui fisionomia resta intatta.
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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