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Mursia, Khalil, Stissi e Russo: ecco la Giunta di Antonio Bonanno

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La Giunta del sindaco Antonio Bonanno adesso c’è. A quasi tre settimane dal voto, il primo cittadino ha nominato i quattro assessori: Antonio Mursia (già designato in campagna elettorale), Giulio Khalil, Alfio Stissi e Daniela Russo.

Sono i nomi che già aveva anticipato Biancavilla Oggi, ad eccezione di un componente. Per Mursia non era prevista la nomina, ma la mancanza di un nominativo della lista “Costruiamo il nostro futuro”, ha spinto Bonanno a questa soluzione. È questo il dato politico che salta subito agli occhi. Vedremo nelle prossime ore e nei prossimi giorni quali reazioni ci saranno e che evoluzione assumeranno.

I quattro assessori, comunque, hanno già giurato: settimana prossima la distribuzione delle deleghe e l’indicazione della carica di vicesindaco. Daniela Russo è un’insegnante, Alfio Stissi un imprenditore agricolo di 40 anni, Antonio Mursia ha 31 anni ed è ricercatore universitario, mentre Khalil ha 30 anni ed è noto per operare in Pubbliche relazioni.

Stando così le cose, quindi, la presidenza del Consiglio Comunale andrà a Marco Cantarella della lista “Riparti Biancavilla” per completare il quadro istituzionale. Un assetto mai così in discontinuità con il passato e con amministratori giovani, che sanciscono un radicale ricambio generazionale (almeno nella forma).

«Faccio i miei in bocca al lupo ai quattro neo-assessori. So già –ha detto Bonanno– che lavoreranno con determinazione, così come pretendo che lo faccia tutta la mia amministrazione. Sono ben consapevoli che vi saranno tante emergenze da affrontare: così come occorrerà ripristinare l’ordinario che è stato trascurato negli scorsi anni. I nostri concittadini ci chiedono un confronto costante: ed è per questo che esorto i miei assessori di essere tra la gente nel nome di quei valori che ci hanno sempre contraddistinto».

Le dichiarazione degli assessori

DANIELA RUSSO: «E’ un grande orgoglio, per me, potere ricoprire questo ruolo e mettere in campo tutto il mio impegno, la mia dedizione e le mie competenze a disposizione dei miei concittadini. La mia nomina è stata ampiamente condivisa dal sindaco e dai miei compagni di lista. Certamente, l’amministrazione della quale faccio parte punterà molto sulla scuola e sull’edilizia scolastica».

ALFIO STISSI: «Ringrazio i miei compagni di lista. In attesa della distribuzione delle deleghe, mi metterò subito a disposizione del sindaco e della comunità biancavillese per lavorare al meglio nel tentativo di risolvere fin da subito le priorità della nostra città. Una città che attende risposte e che noi non possiamo deludere».

ANTONIO MURSIA: «Ho accettato con responsabilità e orgoglio la nomina ad assessore. Farò in modo di conciliare nel miglior modo possibile la mia professione accademica con un ruolo istituzionale che certamente comporterà impegno e sacrificio ma anche gratificazione. Una cosa è certa: la cultura dovrà tornare a essere perno della nostra città».

GIULIO KHALIL: «Sono felice di questo ruolo. Un ruolo arduo e di responsabilità nei confronti dei miei concittadini. Mi sento di poter dire che occorrerà puntare parecchio sui giovani della nostra città perché ritengo i giovani una risorsa cardine della comunità biancavillese. Sono pieno di entusiasmo e sono già al lavoro».

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Biancavilla va a destra, 5 Stelle primi, imbarazzante il Pd, boom di “SCateno”

Elezioni storiche con l’exploit di Fratelli d’Italia, per il centrosinistra è il peggior risultato dal 1948

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Giorgia Meloni nel 2013 a Biancavilla a sostegno di Antonio Bonanno

Il quadro uscito dalle urne a Biancavilla, per le Politiche 2022, ha tutti i connotati della svolta storica. Numeri inimmaginabili fino a qualche anno fa per una destra (la forza che affonda le radici in An e nell’Msi) che, nel nostro paese, è stata sempre relegata ai margini. E che ora risulta essere all’apice del consenso.

Sì, il risultato di Fratelli d’Italia è quello che più abbaglia. A Biancavilla, il partito di Giorgia Meloni si attesta intorno al 24% sia alla Camera dei deputati (2343 voti) che al Senato (2251 voti). Una percentuale di consensi (mai registrata a Biancavilla da una forza di destra nella storia repubblicana) che fa balzare l’intera coalizione ad oltre 4000 preferenze. Coalizione che vede Forza Italia attorno al 9% (oltre 800 voti) e la Lega (oltre 700) appena sotto di un punto percentuale.

Dati imbarazzanti, invece, nella coalizione di Centrosinistra con un Partito democratico che si attesta al di sotto del 9%, cioè poco più di 800 consensi (mai registrati a Biancavilla da una forza di sinistra nella storia repubblicana). Il resto dello schieramento (+Europa, Verdi, Impegno Civico) raccoglie numeri da prefisso telefonico. Nel complesso, la coalizione guidata da Enrico Letta si ferma intorno all’11,50%, ovvero 1100 preferenze. Un tonfo politico umiliante che si ripete (le Amministrative 2018 sono ancora una ferita sanguinante) e, anzi, raggiunge livelli drammatici.

E poco sarebbe cambiato, sommando pure i voti di Azione-Italia Viva. A Biancavilla l’accoppiata Calenda-Renzi ha convinto il 5-6% dei votanti (592 alla Camera e 441 al Senato).

Ma dov’è finito, dunque, il popolo della sinistra a Biancavilla? A guardare i numeri, l’emorragia di votanti ha favorito il Movimento 5 Stelle, che con il 26,08% si colloca –per queste Politiche 2022– come la prima forza nel nostro paese. A segnare una X sul suo simbolo sono stati 2628 biancavillesi per Montecitorio e 2486 per Palazzo Madama. Numeri che –va notato da una prima analisi– ricalcano quelli dei percettori del reddito di cittadinanza a Biancavilla. Un consenso “politico” motivato, dunque, da chi vede la misura sociale (invenzione e vanto del movimento guidato da Giuseppe Conte) come l’unica àncora di salvataggio per il proprio sostentamento.

C’è poi la fetta del voto di protesta e di pancia, quello degli arrabbiati e degli urlatori trascinatori di piazza. Quello che un tempo era appannaggio dei “grillini” con il “Vaffa” come intercalare. Adesso la platea che si infiamma è quella di (S)Cateno De Luca, il principe del populismo in salsa siciliana. A Biancavilla, la lista “Sud chiama Nord” ha ottenuto il 9,59% (918 voti) alla Camera ed il 14% (cioè 1334 preferenze) al Senato. Numeri che fanno ombra ai più strutturati Pd, Forza Italia e Lega.

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