16112018GOODNEWS:

«Zitto o ti spacchiamo la faccia» Arrestati per pizzo ad imprenditore

Due arresti, a Biancavilla, da parte dei carabinieri, per estorsione, aggravata dal metodo mafioso. Si tratta di Salvatore Gioco, 28 anni, e Alfio Mauceri, 38enne. Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura di Catania, i due avrebbero minacciato un imprenditore locale che aveva eseguito dei lavori nell’abitazione di Gioco.

L’imprenditore non aveva ricevuto alcun acconto per le opere svolte ed avendo sollecitato il legittimo pagamento, era stato pesantemente minacciato ed invitato a non reiterare le richieste. Nell’eventuale circostanza, i due gli avrebbero “spaccato la faccia” e nel caso avesse denunciato l’accaduto ai carabinieri, altre persone lo avrebbero massacrato e i locali dell’attività sarebbero stati bruciati.

La Procura della Repubblica di Catania, in esito ad indagini delegate alla stazione dei carabinieri di Biancavilla, aveva disposto il fermo dei due malviventi. Il fermo non veniva convalidato dal Gip del Tribunale di Catania. Da qui, la decisione della Procura di presentare appello al Tribunale di Catania – Quinta Sezione Penale, che emetteva nei confronti di Gioco e Mauceri ordinanza di custodia cautelare in carcere, confermata dalla Corte di cassazione qualche giorno fa.

Il primo arrestato, in particolare, è ritenuto esponente di spicco del clan biancavillese. Gioco, in quanto sorvegliato speciale, risponderà anche dell’aggravante prevista dal codice antimafia. Lo stesso, inoltre, lo scorso marzo veniva tratto in arresto dai carabinieri di Biancavilla per il reato di associazione mafiosa in esecuzione di ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Catania.

I riscontri investigativi svolti, caratterizzati anche da attività di riprese video, hanno permesso di ricostruire minuziosamente l’azione estorsiva.

«L’indagine  evidenzia –si legge in una nota della magistratura catanese– ancora una volta la vicinanza della Procura delle Repubblica e dell’Arma dei Carabinieri alla cittadinanza di Biancavilla e sottolinea altresì la serrata attività investigativa finalizzata a infrangere il muro d’omertà ancora presente nella provincia catanese».

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria gli arrestati sono stati rinchiusi nella casa circondariale di Catania Bicocca.

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