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Bonanno chiede all’Acoset un aumento dell’erogazione idrica

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Il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, ha inviato una nota ufficiale all’Acoset per chiedere un immediato intervento a proposito di un approvvigionamento idrico che resta insufficiente su tutta la città.

«Almeno fino a settembre va potenziata la portata d’acqua che, al momento, rischia di creare disagi seri ai cittadini biancavillesi», spiega Bonanno.

Il primo cittadino chiede un incremento di almeno 5 l/s, rispetto a quanto l’azienda riconosce a Biancavilla.

Il centro etneo da sempre garantisce il servizio idrico attraverso proprie risorse, a cui l’Acoset aggiunge circa il 25% derivanti dalle proprie condotti. Ma il calo della portata dei pozzi comunali ha creato, soprattutto d’estate e in modo particolare nella parte alta ed ovest di Biancavilla, disagi a causa della mancanza d’acqua. Da qui, la richiesta di Bonanno, sottoscritta pure dal funzionario dell’Ufficio tecnico comunale, ing. Placido Mancari.

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

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