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Politica

Antonio Bonanno verso la vittoria Dati parziali: consenso oltre il 50%

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di Vittorio Fiorenza

Quando i dati sono ancora parziali, il vantaggio di Antonio Bonanno è netto. E –salvo clamorose rimonte– Biancavilla si dovrebbe svegliare con Bonanno come nuovo sindaco. A seguire, Carmelo Mignemi e poi Marco Vinicio Mastrocola. Un quadro che ricalca fedelmente le previsioni. Mentre scriviamo queste righe, quasi tre ore dopo la mezzanotte, le schede uscite da ogni urna hanno mostrato una tendenza pressoché costante con un vistoso distacco di Bonanno, rispetto agli altri due competitor di questa campagna elettorale.

Per l’esponente politico che fa riferimento a Salvo Pogliese, sostenuto da sei liste (tutto il Centrodestra con pezzi staccatisi dalla coalizione del sindaco uscente Giuseppe Glorioso), le percentuali, su dati parziali, vanno ben oltre il 50%. Sotto al 30 per Mignemi, riferimento di Luca Sammartino, proposto dal Pd e da due liste civiche. Il resto a Mastrocola, candidato del Movimento 5 Stelle. Se fino alla conclusione degli scrutini, le cose dovessero stabilizzarsi così, già da questa mattina Bonanno potrà lavorare al completamento della squadra di governo.

L’affluenza a Biancavilla si è fermata a quota 63,46% con 13.773 biancavillesi che sono andati a votare, rispetto ai 21.703 degli aventi diritto. Cinque anni fa (quando si è votato pure il lunedì) la percentuale definitiva dell’affluenza era stata del 72,95%. Un calo di 10 punti percentuali. Non poco, in una competizione comunale con un elettorato in genere motivato dalla conoscenza diretta dei candidati.

►I DATI UFFICIALI

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Politica

Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio

La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori

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© Foto Biancavilla Oggi

Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.

Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).

Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).

Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.

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Politica

Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”

Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti

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La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.

Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.

I sostenitori del “Sì”

Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.

I sostenitori del “No”

Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.

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