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Cronaca

Giovane evade dai domiciliari, arrestato di nuovo dai carabinieri

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Una conoscenza diventata ormai “stretta”, quella tra lui e i carabinieri. Più volte il suo nome e la sua foto segnaletica sono finiti nel “mattinale” del comando provinciale dell’Arma di Catania.

Un copione scritto e ripetuto, che vede protagonista un 24enne biancavillese, Antonio Galvagno, nei guai per detenzione e spaccio di droga e quindi messo ai “domiciliari”.

I carabinieri della stazione di Biancavilla lo hanno arrestato di nuovo perché ritenuto responsabile di evasione.

I militari di pattuglia, durante il controllo del territorio, lo hanno riconosciuto e fermato mentre a piedi percorreva una strada del centro cittadino, in evidente violazione della misura restrittiva cui era sottoposto. L’arrestato, è stato, quindi, ricollocato agli arresti domiciliari.

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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