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Cronaca

Addio straziante a Sara Tomasello, padre Pino “tuona” contro la Ss 284

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Basilica “Maria Santissima dell’Elemosina” di Biancavilla affollata per dare l’addio a Sara Tomasello, la 44enne morta nell’incidente stradale sulla Ss 284, nel tratto di Paternò. In tanti si sono stretti al marito Piero e ai due figli.

Momenti di commozione quando una dipendete della Leroy Marlin, dove Sara lavorava, ha rivolto il saluto a nome di tutti i colleghi. Lavoratori che hanno voluto portare a spalla la bara. Applausi e lancio di palloncini hanno scandito il corteo.

Il prevosto, padre Pino Salerno, ha ricordato le qualità di Sara, da tutti conosciuta come una donna, una moglie e una mamma affettuosa. Ma anche “tuonato” in chiesa contro la Ss 284, ribattezzata “strada della morte” per l’alto numero di vittime che ha provocato.

Padre Pino ha chiesto che la sicurezza su quell’arteria sia inserita con urgenza nelle agende politiche. Aspetti sottolineati anche a margine dalla funzione in un’intervista di Salvo Sidoti per Tva Notizie. Pubblichiamo qui i servizi realizzati dall’emittente televisiva di Adrano.

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Sara, l’ultima vittima sulla Ss 284: «Era una mamma affettuosa»

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Cronaca

Mafia a Biancavilla, sei nuove misure di sorveglianza speciale per “volti noti”

Provvedimenti eseguiti dalla Questura di Catania ed emessi dal Tribunale su richiesta della Procura

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Volti noti alle forze dell’ordine, in maniera particolare in riferimento al blitz “Onda d’urto”, eseguito a Biancavilla nel dicembre 2016. Adesso, sei di loro, sono sottoposti alle misure della sorveglianza speciale. Tutti indiziati di associazione a delinquere di stampo mafioso.

Si tratta di Giuseppe Amoroso, detto Pippo l’avvucatu, 49 anni, Fabio Amoroso (28 anni), Tino Caruso (43), Gregorio Gangi (32), Angelo Girasole (45) e Vincenzo Monforte (35).

I provvedimenti sono stati applicati nell’ultimo periodo dalla Questura ed emessi dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura. I soggetti coinvolti sono ritenuti «socialmente pericolosi per la sicurezza pubblica».

Ai “nuovi” sorvegliati speciali, come previsto dal Codice Antimafia, invalidati i titoli per l’espatrio (carta d’identità, passaporto) e per la guida. Imposti anche diversi obbligh. Tra questi: darsi alla ricerca di stabile lavoro, non frequentare abitualmente persone già condannate, non rincasare oltre le ore 21.00 e non uscire prima delle ore 6.00. E ancora: non trattenersi abitualmente nei pubblici esercizi e non partecipare a pubbliche riunione, non detenere e non portare armi.

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