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“Una danza a due” per parlare di stalking al Circolo Castriota

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di Lara Coco

“Una danza a due”. Questo il titolo del convegno organizzato a Biancavilla, nei locali del Circolo Castriota, dalla Fidapa Adrano-Biancavilla, presieduta dalla dott. Flavia La Cava.

Il profilo dello stalker, i rapporti patologici tra uomo e donna, la dipendenza affettiva, la figura del narcisista, sono solo alcuni degli argomenti trattati durante la serata da parte di autorevolissimi esperti del settore. “Una danza a due”, ovvero una “danza patologica”, cioè un “aggancio malato”.

Tra i relatori, l’avv. Pilar Castiglia, presidente del Centro antiviolenza ed antistalking Calypso, la quale, oltre a fornire una chiara rappresentazione dello stalking e della violenza domestica in chiave giuridica e psicologica, ha condiviso con il pubblico alcune delle più gravi vicende legali da lei seguite su questi temi, alcune delle quali verificatesi proprio a Biancavilla.

Significativo ed estremamente professionale anche l’intervento del dott. Giuseppe Capraro, professore associato di psicologia clinica dell’Università Kore di Enna, che ha trattato gli argomenti, analizzando gli aspetti clinici e rispondendo alle sollecitazioni della dott.ssa La Cava e del pubblico.

Particolarmente toccante ed emozionante è stato il ricordo, sollecitato dall’avv. Castiglia, di Giordana Di Stefano e di Laura Russo, giovanissime vittime di femminicidio per mano, rispettivamente, dell’ex compagno e del padre.

All’incontro sono intervenuti anche il dott. Pippo Catania, presidente del Lions club Adrano, Bronte, Biancavilla ed il dott. Giosuè Greco, presidente del Circolo che ha ospitato l’evento.

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In città

Biancavilla ricorda Paolo Borsellino a 30 anni dalla strage che segnò l’Italia

Piantato un albero di ulivo, simbolo di speranza: «Il profumo della libertà contro il puzzo dell’indifferenza»

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Trent’anni fa la strage di via D’Amelio. Trent’anni dalla barbara uccisione di Paolo Borsellino e della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Biancavilla ha ricordato quell’evento -succeduto alla strage di Capaci- che ha segnato la storia della nostra Repubblica.

In piazza Falcone e Borsellino, dove si trova il monumento cittadino dedicato ai due magistrati antimafia, è stato piantato un albero di ulivo come simbolo di pace e di speranza.

«Ciascuno di noi ha il dovere di coltivare la memoria per 365 giorni l’anno», ha detto il sindaco Antonio Bonanno, affiancato dall’assessore all’Educazione civica, Enza Cantarella. Con loro, una parte del clero biancavillese, il comandante della stazione dei carabinieri, Fabrizio Gatta, e la presenza di tanti giovanissimi biancavillesi. Soprattutto ragazzi dei grest parrocchiali e dei gruppi di boy scout.

«Ricordare Borsellino 30 anni dopo la strage vuol dire -ha sottolineato Bonanno- far memoria di come egli incarnò alla perfezione la figura del servitore dello Stato che lottava per l’affermazione della legalità. Alla stessa maniera del suo amico Giovanni Falcone. Grazie a Paolo Borsellino, l’Italia comprese che la lotta alla mafia non doveva essere una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale che deve coinvolgere le giovani generazioni».

«Per questa ragione -ha evidenziato il sindaco- è stata particolarmente significativa la presenza di tantissimi ragazzi».

Due di loro hanno letto brevi passi dei discorsi che Borsellino pronunciò durante gli incontri con i giovani: “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

Alla fiaccolata di Palermo in fascia tricolore

In serata, il primo cittadino ha partecipato a Palermo alla fiaccolata in ricordo di Borsellino. Lo ha fatto indossando la fascia tricolore, in rappresentanza di tutta Biancavilla.

«Da anni -ha ricordato- partecipo a questo appuntamento per testimoniare la stima nei confronti di Paolo Borsellino che ha dato la vita (assieme a lui 5 agenti della scorta) per affermare legalità e giustizia in tutta Italia. Partecipare alla fiaccolata da sindaco mi rende ancora più orgoglioso. So, infatti, di onorare la memoria di un grande magistrato rappresentando tutta la mia comunità che attinge a quei valori per i quali Borsellino ha lottato».

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