Cronaca
Processo d’appello per Ingrassia: «Pena a 12 anni con il concordato»

di Vittorio Fiorenza
Fasi finali in Corte d’Assise d’Appello a Catania del processo per l’omicidio di Alfio Longo per mano della moglie Enza Ingrassia, condannata in primo grado a 14 anni di carcere dal Gup Rosa Alba Recupido.
Il procuratore generale Angelo Busacca e la difesa dell’imputata con l’avv. Pilar Castiglia hanno chiesto la definizione di un concordato per una pena definitiva di 12 anni. Il legale della Ingrassia, in tal caso, rinuncerebbe ai motivi d’appello (in primis la richiesta della perizia per l’accertamento dell’eventuale incapacità di intendere e volere dell’imputata).
A marzo, la decisione della Corte sia su questo punto che sull’eccezione di inammissibilità (sollevata dalla Procura genrale) degli atti d’appello delle parti civili: i nipoti e la sorella della vittima, rappresentati dagli avv. Vincenzo Nicolosi e Alfina D’Oca.
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Cronaca
Due giovani con arnesi da scasso sorpresi dai carabinieri di Biancavilla
I militari della stazione di via Benedetto Croce sono intervenuti in una struttura comunale di Belpasso
Una segnalazione di “strani movimenti” fatta al 112. Così, i carabinieri della stazione di Biancavilla, in sinergia con la Centrale Operativa, sono intervenuti a Belpasso presso un’ex struttura per anziani, di proprietà comunale, ma in stato di abbandono.
Raggiunto il posto, i militari hanno individuato e bloccato due giovani di 22 e 26 anni, entrambi di Paternò e già noti alle forze dell’ordine. I due avevano arnesi da scasso e, pertanto, è scattata la denuncia per “possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli”.
Non è la prima volta che i militari biancavillesi sotto il comando del maresciallo Francesco De Giovanni vengano chiamati per operazioni e servizi fuori dal territorio comunale. I carabinieri della stazione di via Benedetto Croce sono stati visti operare in diversi comuni del comprensorio etneo e anche fino a Catania. Prova di un livello operativo qualificato, al servizio della comunità locale.
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Cronaca
Il dolore di Geolier per Davide Toscano: «La vita è fragile, ho fatto una preghiera»
Il rapper ha ricordato il giovane biancavillese morto sulla A18, di ritorno dal concerto di Messina
Una storia di Geolier sul proprio profilo Instagram per ricordare Davide Toscano, il 29enne di Biancavilla che, di ritorno dal concerto del rapper napoletano, è morto in un incidente sull’autostrada Messina-Catania. Un impatto violento tra l’auto del giovane e un autobus rimasto in panne con a bordo una cinquantina di altri fans, anche loro reduci dello spettacolo.
Il cantante esprime tutto il suo dispiacere per la tragedia: «Ho saputo stamattina dell’incidente al ritorno da Messina. Non riesco a non pensare a quanto la vita sia fragile. Non ci sono parole giuste in questi momenti. Vi prego state attenti, la vita è troppo preziosa. Ho fatto una preghiera per loro, fatela anche voi».
Davide Toscano aveva partecipato al concerto assieme alla figlia di 6 anni, rimasta ferita ma non in pericolo di vita. Sul suo profilo Facebook diverse clip di una serata passata con la bambina a cantare le canzoni del loro cantante preferito. Immagini di felicità e amore tra padre e figlia. Poi, il ritorno a casa. All’interno della galleria tra Taormina e Giardini Naxsos l’impatto violento tra la Fiat di Toscano e l’autobus che era fermo sulla corsia di marcia. Per il giovane biancavillese – conosciuto come un lavoratore instancabile e appassionato di bodybuilding – non c’è stato nulla fare.
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salvatore
3 Febbraio 2018 at 12:17
Finalmente giustizia è stata fatta, era ora,non saprei dire se 12 anni siano pochi, ma è già qualcosa.E’ giusto che nessun omicidio rimanga impunito