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Il dissenso di Giuseppe Milazzo: dimissioni da segretario del Pd

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Il Partito democratico di Biancavilla non ha più un segretario. Giuseppe Milazzo ha rassegnato le sue dimissioni. «Alla luce delle ultime decisioni verticistiche che hanno riguardato la scelta dei candidati in tutto il territorio nazionale, sento il dovere –ha spiegato in una nota alla stampa– di fare un passo indietro e di rassegnare le mie irrevocabili dimissioni da segretario del Circolo PD di Biancavilla».

«Mi tocca scrivere a malincuore –ha specificato Milazzo– queste poche righe, in dissenso con il “metodo” adottato: metodo – si badi bene – che frustra e violenta ogni forma di partecipazione democratica alla vita del partito da parte di tanti militanti e simpatizzanti. Ed è proprio a questi ultimi che va il mio più sincero grazie, per la fiducia riposta nel sottoscritto durante gli anni di guida del Circolo comunale».

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Politica

Antonio Bonanno rinuncia all’aumento del proprio “stipendio” di sindaco

Notevole risparmio per il Comune: la scelta ricadrà in automatico pure su tutti gli amministratori

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Una legge regionale ha aumentato le indennità di funzione dei sindaci. Un atto che ricade, a cascata, anche sugli altri amministratori (vicesindaci, assessori, presidenti del Consiglio Comunale e consiglieri).

A Biancavilla, però, il primo cittadino ha rinunciato a tale aumento di “stipendio”. Antonio Bonanno lo ha già formalmente comunicato al segretario generale. Gli uffici comunali, quindi, sono tenuti al calcolo delle “spettanze”, così come finora è avvenuto, senza ulteriori carichi per l’ente.

«La mia decisione –spiega Bonanno– è coerente con il mio primo atto da sindaco. Appena insediato, tagliai del 30% le indennità del sindaco e degli amministratori».

Il risparmio economico per il Comune di Biancavilla è in via di definizione da parte degli uffici competenti. Certo è che si tratta di somme non di poco rilievo.

«Gli effetti della rinuncia –sottolinea ancora Bonanno– portano a un notevole risparmio. L’aumento delle indennità dei sindaci ridetermina, infatti, anche il compenso massimo mensile percepibile dagli assessori, dai consiglieri comunali e dal presidente del Consiglio Comunale. Per le regioni a statuto speciale, come la Sicilia, gli aumenti sono a carico degli enti interessati. Graverebbero, cioè, sulle casse del Comune di Biancavilla e questo non possiamo permettercelo».

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