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Cronaca

Anziano derubato in pieno centro, militari sulle tracce di una “Punto”

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di VITTORIO FIORENZA

Al vaglio dei carabinieri, oltre alla testimonianza dalla vittima, ci sono le immagini dei sistemi di videosorveglianza di piazza Collegiata e piazza Roma e di altri punti del centro cittadino.

Dalle registrazioni si tenta di avere ulteriori dettagli per risalire all’uomo che ha rapinato un anziano, fino a farlo cadere a terra. Un episodio accaduto nel cuore del centro storico di Biancavilla, nelle ore pomeridiane.

La vittima, un 84enne biancavillese, era in piazza, quando un individuo lo ha bloccato derubandolo del denaro che aveva in tasca, circa 500 euro, per poi strattonarlo, facendolo cadere.

Il rapinatore, che ha agito con destrezza dopo avere individuato e seguito il suo bersaglio, ha fatto perdere le sue tracce, a bordo di una Fiat Punto, mentre l’anziano è stato soccorso dal personale del 118, trasportandolo all’ospedale “Maria Santissima Addolorata”. Nessuna grave conseguenze, per fortuna: è già tornato a casa.

I carabinieri, intervenuti sul posto con diverse pattuglie, sono già al lavoro per cercare di dare un volto e un nome al malvivente. Dai militari, sulla base degli elementi raccolti fino ad ora, c’è un certo ottimismo. Una svolta, potrebbe arrivare già nei prossimi giorni.

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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