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Cronaca

Processo “Reset”, prima udienza con rito ordinario per tre imputati

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Prima udienza per il filone del processo “Reset” che si svolge con rito ordinario al Tribunale di Catania. È il procedimento che trae origine dal blitz compiuto a Biancavilla contro il gruppo che avrebbe sottoposto ad estorsione un’agenzia di pompe funebri.

Tre gli imputati: Alfio Petralia, Alberto Gravagna e Angelo Girasole. Le parti civili sono l’imprenditore Giuseppe Arena e la moglie, l’associazione “Libera Impresa” ed il Comune.

In udienza, Arena è stato sottoposto all’esame del pm Andrea Bonomo e al controesame dei legali degli imputati. Prossima udienza fissata in autunno.

Altri tre imputati (Carmelo Vercoco, Alfio Muscia e Vincenzo Monforte) seguiranno il rito abbreviato: sentenza prevista per loro a settembre.

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Cronaca

Lite con coltello: 66enne di Biancavilla arrestato per tentato omicidio

Diverbio tra proprietari di terreni attigui, la vittima trasportata al “Maria Santissima Addolorata”

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Arrestato dai carabinieri un 66enne di Biancavilla con l’accusa di tentato omicidio aggravato. Avrebbe colpito un coetaneo di Adrano con diversi fendenti. Adesso si trova rinchiuso nel carcere di Noto. I fatti sono stati ricostruiti dai militari, dopo che la vittima si è presentata nella stazione di Adrano, chiedendo aiuto.

L’uomo, che aveva vistose ferite da taglio in diverse parti del corpo e in particolare al collo e al volto, è stato immediatamente soccorso dai carabinieri. Chiamata un’ambulanza, è stato trasportato all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla.

Secondo quanto appurato dai militari, il 66enne adranita, proprietario di alcuni appezzamenti in contrada Irveri, aveva avuto un diverbio con il padrone dei terreni attigui, un 66enne di Biancavilla, per questioni relative ai confini dei fondi. La discussione si era però tramutata in una vera e propria lite, al termine della quale il biancavillese aveva usato un coltello da cucina, ferendo l’altro. Ferite con una prognosi –stabilita dai medici di Biancavilla– in 10 giorni.

Svolte le indagini, i carabinieri hanno quindi rintracciato l’aggressore nella sua abitazione. Qui è stato trovato con la maglietta ancora sporca di sangue ed in possesso del coltello appena utilizzato. Immediato l’arresto.

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