L'Intervento
Il custode morso dal cane randagio, la Lav pone una domanda a Glorioso

Angelica Petrina e i cani affidatele dal Comune a costo zero
L’INTERVENTO. L’episodio di aggressione di un randagio all’interno del cimitero. I vertici dell’associazione animalista si rivolgono al sindaco: «Metta di lato l’orgoglio, ci vuole un piano serio e concreto di lotta al randagismo».
di Angelica Petrina
Responsabile provinciale Lav
Non conosciamo l’animale in questione, ma ci dicono sia di razza, quindi un cane abbandonato. È tremendo quello che è accaduto, sia per il custode che per l’animale che ora rischia il linciaggio o l’avvelenamento. Ci auguriamo che l’amministrazione si preoccupi anche di lui, vittima della bestia che lo ha lasciato per strada.
Per quanto ci riguarda, nonostante i bastoni tra le ruote che l’amministrazione ci pone, continuiamo il nostro lavoro sul territorio, anche se con grandissima difficoltà.
Ci auguriamo a questo punto di essere convocati ufficialmente per mettere mano ad un piano serio e concreto di lotta al randagismo e controllo del territorio. Senza un programma, il Comune non risolverà il problema e butterà via i soldi dei cittadini.
LEGGI L’ARTICOLO
►Aggredito da un cane randagio, dipendente riporta ferite
Una domanda vorrei porgere al sindaco, però. Magari, posta in pubblico, ci risponderà.
Perché quando Lav Catania segnala (per iscritto) a lui ed ai suoi uffici cagne da sterilizzare, che si fanno avvicinare dalla sottoscritta (che ha tutti i requisiti ed i titoli per farlo) -facendo risparmiare l’accalappiamento alle casse comunali– le cagne vengono lasciate a partorire in strada?
Sindaco, anche se vi abbiamo denunciati, non deve dimenticare che il dovere viene prima dell’orgoglio. Noi lo mettiamo da parte ogni volta che un animale è in difficoltà. Lei ci provi pure.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L'Intervento
«Carri allegorici in Quaresima? Non è un’offesa al Cielo né una trasgressione»
Il sindaco Antonio Bonanno risponde così al “Detto tra blog” pubblicato su “Biancavilla Oggi”
Ho letto con attenzione l’intervento che Alessandro Rapisarda ha fatto su Biancavilla Oggi in merito alla decisione di fare sfilare i carri allegorici sabato 21 febbraio, cioè a Quaresima iniziata. Un intervento legittimo sul quale desidero aggiungere qualche considerazione.
Il maltempo ci ha giocato un brutto scherzo rovinando la festa di Carnevale. E con essa, purtroppo, ha rischiato di cancellare mesi e mesi di lavoro dei nostri instancabili maestri carristi.
Per questo, come amministrazione, abbiamo deciso di recuperare la sfilata sabato 21 febbraio. Sì, è in Quaresima, lo so. Ma lasciatemi spiegare. Non c’è alcuna intenzione di mancare di rispetto a questo periodo. Chi ci conosce lo sa bene. Il punto è un altro: dobbiamo un riconoscimento ai nostri artigiani, che altrimenti vedrebbero andare in fumo (anzi, in una pozzanghera) la fatica di un anno.
Anche nei giorni della Quaresima, chi è credente sa bene che ci si può concedere un momento di sana leggerezza senza violare la sacralità del momento. Non è una trasgressione, è comunità. È stare insieme per ammirare la bellezza che le nostre mani sanno creare.
Del resto, non siamo i soli: anche Acireale e Sciacca, solo per citare le più conosciute, hanno fatto la stessa scelta. Rinviare troppo oltre la data, avrebbe comportato una serie di spese non sopportabili dai carristi.
Il 21 febbraio saremo in Piazza Roma, non per fare a gara a chi fa più rumore ma per regalare un applauso meritato ai nostri artisti e per goderci, insieme, la loro arte. Un giorno di festa non offende il Cielo.
ANTONIO BONANNO, Sindaco di Biancavilla
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L'Intervento
«Nel ricordo di Borsellino, l’impegno è combattere la mentalità mafiosa»
Ci scrive l’assessore Vincenzo Randazzo: una riflessione su via D’Amelio che riguarda Biancavilla
Gentile direttore di Biancavilla Oggi,
oggi si ricorda la tragica morte del giudice Paolo Borsellino e di cinque agenti della sua scorta, tra i quali una donna. L’amministrazione comunale ha organizzato una fiaccolata che da Villa delle Favare giungerà a Piazza Falcone e Borsellino. A questa iniziativa partecipano, oltre alle diverse associazioni di volontariato, anche i ragazzi e i giovani dei diversi Grest. Una manifestazione importante per condividere il ricordo di uno degli eventi più tragici della storia italiana e caratterizzata dalla seria e concreta lotta contro il sistema mafioso, ma soprattutto contro la sua mentalità.
Ecco il punto: il messaggio di Paolo Borsellino e il suo volontario sacrificio hanno dell’attualità ancora un valore? Le nuove generazioni li recepiscono? Qualche dubbio mi sorge se guardo ai modelli sociali e culturali prevalenti: individualismo esasperato, esagerata messa in mostra di atteggiamenti malandrineschi, menefreghismo, esibizione del proprio desiderio di dominio, farsi ragione con la violenza… Appunto, mentalità mafiosa, che non poche volte determina risse.
Tutto questo rende vano quanto Paolo Borsellino ha cercato di insegnare e la cosa che amareggia di più è considerare un fesso il giudice palermitano. E come lui, fessi Falcone, Chinnici, Impastato, Don Puglisi, Livatino, Fava… E tanti che nel combattere la mafia sono caduti. Perdoni, direttore, il mio sfogo, ma tanto tanto tanto è il lavoro che va fatto. Come Amministrazione, certamente. Ma anche come famiglie, come istituzioni in senso lato, come scuola, come gruppi di volontariato… l’obiettivo è contrastare la mentalità mafiosa.
VINCENZO RANDAZZO, Assessore comunale
© RIPRODUZIONE RISERVATA
-
Chiesa4 settimane agoSuor Cristiana Scandurra è la nuova badessa del monastero di Biancavilla
-
Istituzioni4 settimane agoUfficio Anagrafe in “straordinario”: oltre 4000 carte di identità da sostituire
-
Storie3 settimane agoTrovano un portafogli e lo portano ai vigili urbani: elogio per Gioele e Nicolò
-
Chiesa3 settimane agoConfraternita dell’Idria in crescita: rito della vestizione per i nuovi membri




