Connettiti con

Detto tra blog

Monte Calvario ridotto a discarica e trasformato in “collina dei veleni”

Pubblicato

il

banner-detto-tra-blog

Un paradosso: per la scuola media “Luigi Sturzo” sono normali lavori di ristrutturazione edili, di contro si mettono gli inerti in sacchi bianchi e si conferiscono nella zona di monte Calvario. Delle due l’una: o sono interventi da effettuare in massima sicurezza o sono inerti nei quali si può escludere la presenza di fluoroedenite e, pertanto, devono andare in una qualsiasi discarica.

Prima in quella zona (siamo sempre all’interno della superficie dove insistevano ben due cave!) c’era una enorme buca larga e profonda, tanto da creare preoccupazione anche per un probabile inquinamento delle falde acquifere.

Adesso, quasi per miracolo, non se ne parla più ed anzi si usa sistematicamente come una normale discarica. Siamo passati in pochi anni dall’enorme buca profonda e pericolosa (quanti articoli su “La Sicilia” in tale senso!) ad una paurosa (brutta esteticamente!) collina piena di veleni.

Parafrasando un vecchio romanzo si potrebbe dire: E le stelle stanno a guardare!! Tutti sanno della questione ma nessuno parla, insomma fa comodo avere una discarica a portata di mano, dietro porta anzi dentro il paese. Da oggi chiamiamola “collina dei veleni” e continueremo a chiamarla così finché i nostri politici non provvederanno a risolvere il tutto con una bonifica integrale di tutta la zona.

Dobbiamo dire grazie al bravo giornalista Vittorio Fiorenza, che con i suoi articoli ha portato alla ribalta questa brutta vicenda.

Il paradosso consiste nel fatto che, mentre lo Stato sta, giustamente (dico io), intervenendo con somme sostanziose a bonificare l’intera zona confinante di monte Calvario, si continua a scaricare materiale potenzialmente inquinato proveniente da scavi e lavori effettuati dal Comune di Biancavilla. Si fa finta di non vedere tutte le abitazioni che insistono a qualche decina di metri, per non parlare del vicino albergo, dei vicini ristoranti e bar, della chiesa, del supermercato, delle scuole e del vicino ospedale.

Visto che si tratta di messa in sicurezza come mai questa zona viene volutamente dimenticata, anzi continuamente riempita di materiali inquinati da fluoroedenite (amianto)? Gli abitanti di questa vasta zona di Biancavilla sono immuni ai maledetti danni che provocano le fibre della fluoroedenite? Sono cittadini di serie B?

La mia non è polemica ma vuole essere una esortazione di uno dei circa seimila abitanti del quartiere, sperando che chi di dovere possa immediatamente attivarsi per la risoluzione del problema.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità
Fai clic per commentare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Detto tra blog

Covid, sacrifici inutili in una Biancavilla con strade e piazze affollate di gente

Ciò che si vede in giro offende le famiglie che hanno pagato a caro prezzo la stupidità umana imperante

Pubblicato

il

Vedendo ciò che accadeva a Biancavilla, qualcuno mi ha chiesto: “Come potremo mai uscirne?”. Ho risposto, testualmente: “Semplice: facendo tamponi!”. L’interlocutore, evidentemente spiazzato dalla mia risposta, ha ribattuto: “In che senso?!”. Allora ho dovuto mettere da parte l’amara ironia e rispondere seriamente.

«Io da un anno a questa parte vivo di rinunce, di sacrifici; e per quanto non si tratti di questioni di vita o di morte, mi costano comunque tanto. Dopo un anno mi ritrovo in una città minacciata da varianti del coronavirus forse più contagiose, aggressive, letali e con numeri da zona rossa – che tra l’altro non capisco perché non sia stata ancora chiesta, ma tant’è! -, nel contesto di una pandemia che vede ormai arrivare in ospedale, in alcuni casi anche in condizioni severe o critiche, ventenni, trentenni, quarantenni.

Quello a cui assisto ormai da mesi e quanto visto stasera a Biancavilla offende la mia intelligenza, le mie rinunce, i miei sacrifici ma offende soprattutto quelle persone e quelle famiglie che nonostante scrupolosa osservanza delle regole, rinunce e sacrifici hanno pagato a caro prezzo la stupidità umana imperante.

Da cittadino, e da persona che ritiene di avere un briciolo di intelligenza, mi aspetterei che le istituzioni, visto che una buona parte della cittadinanza è incapace di autoregolarsi con buon senso e consapevolezza, non si limitino a sterili appelli mediatici privi di alcun valore persuasivo-coercitivo e destinati a rimanere lettera morta. Ma che si attivino con solerzia ed efficienza per chiedere e operare controlli capillari, rigidi, severi.

Ma ormai Biancavilla è come l’inferno dantesco: quando a novembre sono entrato nei meandri della stupidità umana ho lasciato ogni speranza!».

Letto questo messaggio la chiosa dell’interlocutore è stata: “Sono sceso per trascorrere le vacanze pasquali coi miei, che non vedo dall’estate scorsa proprio a causa delle rinunce e dei sacrifici di cui parli, e approfittando dello smart working sarei voluto rimanere per qualche altra settimana. Al primo volo economico che troverò dopo Pasquetta ripartirò!”. Un senso di amarezza, rabbia, sconfitta mi pervade. E due parole mi sovvengono: “Schifo, vergogna!”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua a leggere

Trending

Nel rispetto dei lettori e a garanzia della propria indipendenza, questa testata giornalistica non chiede e rifiuta finanziamenti, contributi, sponsorizzazioni, patrocini onerosi da parte del Comune di Biancavilla, di forze politiche e soggetti locali con ruoli di rappresentanza istituzionale o ad essi riconducibili