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Macché ketchup italiano, era turco Nei guai supermercato di Biancavilla

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I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania, unitamente ai Funzionari della locale Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno sequestrato, nei giorni scorsi, un carico di 3.000 fusti di salsa di pomodoro proveniente dalla Turchia, con etichettatura tale da far credere che il prodotto fosse di origine italiana.

Nell’ambito dei servizi di vigilanza doganale e a contrasto delle frodi alimentari, ulteriormente intensificati anche per incrementare il dispositivo di sicurezza dell’area portuale, i finanzieri del Gruppo di Catania, unitamente al personale dell’Agenzia delle Dogane, hanno sviluppato un’accurata analisi di rischio sulle merci in transito presso lo scalo etneo finalizzata all’individuazione di trasporti sensibili da sottoporre a controllo per verificare sia il corretto assolvimento degli obblighi doganali che la regolarità delle merci movimentate.

L’attività -come si legge in un comunicato stampa delle Fiamme Gialle- ha portato a controllare una spedizione sospetta di ketchup già confezionato con i dati identificativi della società importatrice, un supermercato di Biancavilla.

L’apertura del container ha fatto scoprire che i recipienti da 5 kg di salsa con etichetta “senza glutine”, già pronti per la vendita all’ingrosso agli operatori del settore della ristorazione, non solo erano sprovvisti delle indicazioni di legge sulla qualità e origine del prodotto, ma riportavano immagini, quali la “Trinacria” e la Sicilia, tali da indurre il consumatore finale a credere che il prodotto fosse “made in Italy”.

Al termine del controllo doganale, la merce è stata sottoposta a sequestro penale e il rappresentante legale della società è stato denunciato alla Procura della Repubblica per il commercio di prodotti industriali con mendaci segni di origine.

La Procura della Repubblica di Catania, nel condividere le violazioni accertate dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane, ha convalidato il sequestro e quindi ordinato, a spese dell’importatore, ai fini della loro restituzione, la regolarizzazione di tali prodotti alimentari alle vigenti norme a tutela del consumatore e del mercato.

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Cronaca

Omicidio a Biancavilla: la vittima è Antonio Andolfi di appena 20 anni

C’è un fermo da parte dei carabinieri, il movente sarebbe legato a “questioni di pascolo”

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Un giovane di Biancavilla, Antonio Andolfi, di appena 20 anni, compiuti lo scorso 15 luglio, è morto a seguito di ferite da arma da fuoco.

Già fermato il presunto omicida: si tratta di un pastore. Il movente, secondo fonti investigative, sarebbe legato a «questioni di pascolo». La pista seguita dai militari quindi è quella della sfera personale, escludendo collegamenti con la criminalità organizzata.

Conoscenti avrebbero trasportato la vittima al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata”, ma non c’è stato nulla da fare. Il giovane era già morto durante il tragitto.

Sul fatto, indagano i carabinieri della compagnia di Paternò e della stazione di Biancavilla. I militari hanno già ricostruito le fasi di quanto accaduto. Per il presunto omicida si attende la convalida del fermo da parte del Gip.

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