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Mafia, Biancavilla comune caldo: la preoccupazione del prefetto

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Il prefetto di Catania, Maria Guia Federico

«In questo momento i Comuni che più ci preoccupano sono Paternò, Biancavilla e Palagonia. Malgrado un incessante lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura, l’organizzazione permane ma segnalo una diminuzione dei reati in provincia di Catania, in modo particolare di quelli predatori».

Ad annoverare Biancavilla nel trittico di che, tra tutte quelle della provincia di Catania, destano maggiore preoccupazioni e timori sul fronte della criminalità mafiosa è il prefetto Maria Guia Federico.

Lo ha fatto a margine della sua audizione alla Commissione Parlamentare Antimafia a Roma. Diversi gli argomenti affrontati, ma l’avere citato Biancavilla tra i centri sotto i riflettori rappresenta un dettaglio di non poco conto.

Omicidi di mafia, tentate uccisioni, sete di vendetta e ricerca di nuovi spazi di potere criminale hanno caratterizzato le cronache biancavillesi degli ultimi anni. Nonostante le operazioni di carabinieri e polizia, dall’operazione Garden all’operazione Adernò (solo per citare gli ultimi blitz), il centro etneo, assieme a Paternò e Palagonia, non manca di preoccupare.

Il nome di Biancavilla era echeggiato nell’aula della Commissione Parlamentare Antimafia anche nel gennaio 2015, quando fu sentito l’allora procuratore capo Giovanni Salvi, che evidenziò «situazioni di forte tensione, che vanno dall’area di Biancavilla a quella di Paternò».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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1 Comment

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  1. francesco

    12 Ottobre 2016 at 18:51

    beh dire che i reati predatori sono in diminuzione è troppo ,forse tanti non denunciano tanto ,la sicurezza del territorio e stato tralasciato da qualche mese le forze dell’ordine si sono messe in moto penso che ci voglia un maggiore impegno anche dall’amministrazione non basta fare bla bla bla

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Agricoltori disperati: «L’80% dei frutti pendenti spazzato via dal ciclone Harry»

A distanza di pochi giorni dalla furia del vento e della pioggia emergono ingenti danni nelle campagne

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«Le campagne sono il cuore pulsante del territorio, ma dopo il forte maltempo, i raccolti sono compromessi, in particolare gli agrumi: interi alberi svuotati dei loro frutti, caduti a terra sotto la furia del vento e della pioggia incessante».

A parlare è Carmelo, biancavillese, titolare di un’azienda agricola familiare. A distanza di pochi giorni, i danni provocati dal ciclone “Harry” si rendono ancora più evidenti. Le violente raffiche di vento hanno danneggiato i frutti pendenti fino all’80% del raccolto, considerando che si era in fase di piena maturazione. Una devastazione che fa sentire il suo peso sull’economia agricola locale.

«È venuto giù tutto. Alberi con rami spezzati. Rischio di funghi e malattie per le piante. E adesso la campagna è completamente inzuppata d’acqua. Non si può entrare, non si può lavorare. Così resterà impraticabile ancora per giorni», dice Antonio, figlio di Carmelo, con la voce carica di amarezza. In alcuni casi, i proprietari non riescono nemmeno a raggiungere i propri fondi: strade sterrate e poderi trasformati in pozzanghere di fango, accessi interrotti, disagi.

«Il vento e l’acqua – parla Salvatore, un altro proprietario agricolo di Biancavilla – hanno distrutto tutto: canalette, impianti, coperture. È come se qualcuno avesse cancellato anni di sacrifici in un giorno». Poi la domanda, sospesa e piena di sconforto: «Chissà quanto ci vorrà per riparare tutto questo».

Domande che restano senza risposta, mentre l’attenzione mediatica si spegne e le telecamere si allontanano. Ma a Biancavilla e nei paesi dell’entroterra etneo l’emergenza è tutt’altro che finita. I danni sono reali, profondi, e colpiscono famiglie, lavoratori, un intero tessuto produttivo già messo a dura prova.

Il ciclone Harry non ha lasciato solo macerie visibili, ma ha scavato solchi nell’economia e nell’anima di un territorio che chiede di non essere dimenticato. Perché anche lontano dalle coste, anche dove le onde non si vedono, la tempesta è arrivata. E ha fatto molto male.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Istituzioni

Pioggia e raffiche di vento, il sindaco chiude le scuole per il terzo giorno

«Misura necessaria per consentire ai nostri tecnici di completare in sicurezza la verifica dei danni»

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Ancora una ordinanza, firmata dal sindaco Antonio Bonanno, dispone le chiusura di tutte le scuole di Biancavilla anche per la giornata di mercoledì 21 gennaio.

«Questa misura si rende necessaria – spiega il primo cittadino – per consentire ai nostri tecnici di completare in sicurezza la verifica approfondita di tutti gli edifici scolastici e degli altri danni provocati dall’evento atmosferico in atto».

«La ricognizione – prosegue Bonanno – è un passaggio indispensabile per garantire che i nostri ragazzi e tutto il personale scolastico possano rientrare negli ambienti didattici in condizioni di massima sicurezza, una volta accertata l’assenza di criticità».

Il ciclone “Harry” non si arresta. Non si segnalano danni di rilevo a Biancavilla, per fortuna. Di fronte al plesso elementare “San Giovanni Bosco”, le forti raffiche di vento hanno abbattuto un albero di pino. Piegato e caduto a terra a causa della forze impietuosa.

Il maltempo ha anche provocato un’interruzione di energia elettrica, mettendo fuori servizio due pozzi della sorgente Picardo, importanti per l’approvvigionamento idrico della città. Il primo cittadino ha sollecitato Enel per il ripristino urgente dell’energia elettrica.

«Restiamo in continuo contatto con la Protezione Civile e tutti gli enti competenti per monitorare la situazione. Invito tutta la cittadinanza a mantenere alta l’attenzione e a seguire le indicazioni delle autorità». È il messaggio del sindaco Bonanno.

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