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Le confraternite di Biancavilla diventano pop art da calendario

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di Vittorio Fiorenza

Un’opera che unisce tradizione religiosa ed arte moderna con il Venerdì santo di Biancavilla in versione Pop Art. C’è anche questo dipinto dell’artista biancavillese Salvo Ardizzone rappresentata nella settima edizione del calendario “Luoghi e tradizione d’Italia 2017” a cura dell’associazione Arti Communication. Ardizzone è stato scelto tra 14 artisti in rappresentanza delle varie regioni italiane.

Il maestro biancavillese, che opera a Roma da diversi anni ed è inserito nel gruppo artistico della Pop Art Romana capitanato da Fabio Ferrone, ha inserito per il calendario il tema delle confraternite religiose che nel centro etneo sono protagoniste nella processione dei “Misteri” del Venerdì santo.

Si tratta di un dipinto che raffigura la schiera di confratelli, sovrastati dalla basilica “Maria Santissima dell’Elemosina”. A fare da cornice, in un mix di colori, c’è il ricordo d’infanzia di Ardizzone con i merletti che le suore e le nonne del paese lavoravano all’uncinetto con l’aiuto del tombolo.

La pubblicazione sarà distribuita in tutto il mondo in 1500-2000 e contribuirà al sostegno dell’Unesco, a tutela dei borghi d’Italia.

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L’artista biancavillese Salvo Ardizzone

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Cultura

Un avvincente viaggio con Alfio Lanaia ne “La Sicilia dei cento dialetti”

Dopo il grande successo di “Di cu ti dìciunu?”, un nuovo straordinario volume dello studioso biancavillese

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Il suo precedente volume, “Di cu ti dìciunu?“, una puntigliosa ricerca che raccoglie 1200 soprannomi personali e familiari di Biancavilla, ha registrato un travolgente successo. E la casa editrice “Nero su Bianco” ha dovuto provvedere alla ristampa. In tanti – anche all’estero, persino in America, tra i figli e i nipoti di biancavillesi emigrati – hanno apprezzato il lavoro del prof. Alfio Lanaia.

Così, l’autore, sempre per la nostra casa editrice, firma un nuovo, straordinario studio, questa volta con un raggio d’indagine allargato a tutta l’Isola. Si intitola “La Sicilia dei cento dialetti” il volume dedicato alle parole che attraversano i secoli per raccontarci storie e curiosità dell’evoluzione linguistica regionale.

Si comincia con la pasta alla norma e si chiamano in causa un soprano di nome Giuditta e una cuoca di nome Saridda. Poi si passa alla gazzosa e il racconto ci catapulta agli albori della storia, della letteratura e della filosofia. Diciamolo: la gente di Sicilia è strurusa, ma siamo anche un po’ tutti streusi. E non mancano strafallàri e lafannàri. Vi siete mai chiesti perché i birichini sono cunnuteddi? E perché in Sicilia la seccatura è una gran camurrìa? Per questa còppula di subbicenzu. Ecco: abbissati semu.

In un compromesso tra divulgazione e rigore scientifico, Alfio Lanaia (con la prefazione di Iride Valenti dell’Università di Catania) ci accompagna in un appassionante viaggio linguistico, con piglio ironico ed arguto, riservandoci punti di osservazione privilegiati ed originali.

Ci fa scoprire, così, quella dialettalità antica e nuova che nell’Isola resiste e si rigenera, nell’uso orale quotidiano, nelle opere letterarie, sul web, nelle app di messaggistica e nei social network. Pagina dopo pagina, la scoperta suscita una meraviglia crescente per quello che le parole sanno raccontare e per la storia che veicolano. Un volume da leggere con sorriso ed intelligente divertimento.

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