Cronaca
Un terribile schianto nella notte: giovane ferito nel viale Colombo
Fiant Punto si schianta a grande velocità. Il ferito è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale “Cannizzaro”. Coinvolti altri due ragazzi, tutti di Adrano. È il terzo incidente, in poche settimane, con le stesse modalità.
di VITTORIO FIORENZA
Un giovane ricoverato in prognosi riservata all’ospedale “Cannizzaro” di Catania. Potrebbe essere stata la velocità sostenuta a provocare l’incidente autonomo che, nella notte, verso le 2.30, nel viale Cristoforo Colombo di Biancavilla, ha coinvolto una Fiat Punto con a bordo tre ragazzi di Adrano.
Il mezzo, dopo che il conducente ha perso il controllo, è andato a schiantarsi contro la base di una barra del passaggio a livello della Ferrovia Circumetnea. Un impatto violento che ha praticamente distrutto l’auto, facendo sballottare i tre ragazzi all’interno dell’abitacolo.
Ad avere la peggio è stato uno degli occupanti, che con un’ambulanza del 118 è stato trasportato prima al vicino pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” e da qui, viste le sue condizioni e per consentire ulteriori esami, trasferito all’ospedale catanese. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Adrano e una pattuglia dei carabinieri della stazione di Ragalna.
Quest’incidente è l’ultimo di una serie con le stesse modalità, nelle ultime settimane: la perdita del controllo del mezzo e lo schianto contro un ostacolo laterale. Sulla stessa arteria, il 16 luglio, all’altezza dello spiazzo del convento San Francesco, un’auto ha divelto un palo dell’illuminazione, facendo perdere le tracce. Il 5 agosto, in piazza Sant’Orsola, altra auto fuori controllo, ha mandato in frantumi fioriere ed aiuole e ha messo giù un altro palo della luce.
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Cronaca
Controlli della polizia su 264 persone e 121 veicoli, dal centro urbano alle Vigne
Servizio ad ampio raggio degli agenti nei territori di Biancavilla, Adrano, Santa Maria di Licodia e Bronte
I poliziotti del Commissariato di Adrano hanno eseguito, nel fine settimana di Ferragosto, controlli ad ampio raggio a Bronte, Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia. Sorpresi tre conducenti alla guida di veicoli sottoposti a fermo amministrativo con conseguenti sanzioni per 5.952 euro. Complessivamente, identificate 264 persone e controllati 121 veicoli, tra auto e moto.
In particolare, gli agenti sono stati impegnati sulle strade di collegamento e nei principali punti di snodo del traffico veicolare. Posti di controllo, fissi e dinamici, predisposti inoltre nelle zone di villeggiature delle “Vigne”, nei territori di Adrano, Biancavilla, Santa Maria di Licodia.
In questi casi, i cittadini che trascorrono il periodo estivo nelle zone rurali dell’Etna hanno espresso la loro gratitudine ai poliziotti. Non sono mancate occasioni di dialogo con i poliziotti che hanno fornito consigli e suggerimenti per tenersi alla larga da truffatori e malintenzionati.
Una parte significativa degli accertamenti espletati in strada dai poliziotti del Commissariato di Adrano sono stati dedicati al monitoraggio delle condotte tenute da automobilisti e motociclisti. Sono state rilevate alcune infrazioni al Codice della Strada legate all’assenza di copertura assicurativa, alla mancanza della revisione periodica del mezzo e alla guida senza patente e ciò ha determinato rispettivamente il sequestro del mezzo, la sospensione dalla circolazione e il ritiro della patente.
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Cronaca
«Scommesse illegali all’internet point», gestore condannato dalla Cassazione
Chiuso un procedimento lungo sette anni: confermati i pronunciamenti di primo e secondo grado
È diventata definitiva la condanna per il titolare di un internet point di Biancavilla coinvolto in un’attività di raccolta abusiva di scommesse attraverso un operatore estero privo di concessione in Italia. La Corte di Cassazione ha infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla difesa, confermando quanto stabilito nei precedenti gradi di giudizio.
La vicenda giudiziaria – come ricostruisce Agipro, l’agenzia di stampa specializzata in giochi e scommesse – era iniziata davanti al Tribunale di Catania, che a fine 2019 aveva riconosciuto la responsabilità dell’imputato. La Corte d’Appello, sei anni dopo, aveva confermato la condanna, concedendo i doppi benefici di legge e subordinando la sospensione condizionale della pena allo svolgimento di un’attività non retribuita a favore della collettività.
A portare i giudici a escludere che si trattasse di un normale servizio di accesso a internet sono stati diversi elementi emersi durante gli accertamenti. All’interno del locale erano presenti una postazione utilizzata per l’attività e un computer collegato a un sito di scommesse. In appena una settimana erano state registrate 2.131 schedine per una somma complessiva di 5.227 euro.
Gli investigatori avevano inoltre individuato un conto di gioco ritenuto riconducibile al gestore dell’esercizio, oltre a numerose ricevute trovate nel cestino del front office e a una cassetta contenente denaro contante. Per i giudici, il complesso di questi elementi ha consentito di ricostruire un’attività che andava oltre la semplice disponibilità di computer e connessione internet ai clienti.
Respinta la ricostruzione della difesa
La difesa aveva sostenuto invece che l’internet point offrisse esclusivamente apparecchiature per la navigazione online e che non vi fosse una vera attività di raccolta delle giocate. La Cassazione non ha accolto questa ricostruzione, ritenendo che l’attività svolta configurasse una forma di intermediazione e raccolta di scommesse.
Il procedimento riguardava quindi un’attività esercitata senza i titoli richiesti dalla normativa italiana, tra cui la concessione necessaria per la raccolta delle scommesse e la licenza di pubblica sicurezza prevista dall’articolo 88 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.
La difesa aveva sottoposto alla Suprema Corte dieci motivi di ricorso, contestando diversi aspetti della decisione d’appello. Le censure riguardavano, tra l’altro, la ricostruzione dei fatti, la configurabilità del reato e il trattamento sanzionatorio. La Cassazione le ha dichiarate tutte inammissibili, chiudendo così definitivamente il procedimento.
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Roberto
21 Agosto 2016 at 22:33
Ci dovrebbero essere più controlli con l’alcol test biancavilla e abbandonata a se stessa dopo una certa ora i carabinieri sono totalmente assenti e forse non per colpa loro ma delle disposizioni o di una mancanza di personale
claudia
22 Agosto 2016 at 11:52
A mio parere le forze dell’ordine non servirebbero a nulla, si possono sequestrare centinaia di auto e di patenti, ma se non si riesce a fare entrare nella testa dei ragazzini che non c’è divertimento nell’ubriacarsi e soprattutto che non bisogna mettersi alla guida dopo aver bevuto, sarebbe tutto inutile.Oggi i ragazzi bevono per divertirsi, bevono per dimenticare, bevono senza motivo, l’alcool li fa sentire grandi, forti e coraggiosi, e non gli fa rendere conto di quanto siano ridicoli, deboli ed immaturi. peccato che poi siano i genitori a piangerne le conseguenze.
claudia
21 Agosto 2016 at 10:56
speriamo bene, giovani, velocità ed alcol…la storia si ripete sempre