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Lo sfogo in rime di Domenico Chisari «Ho 15 anni, voglio diventare rapper»

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«Il rap è il migliore sfogo che mi sia capitato», canta Domenico Chisari, in arte “Twenty21one”. Ha 15 anni, ma gioca già con le parole e le rime per farne rap da diffondere su Youtube.

La sua idea di questo genere musicale? In uno dei suoi pezzi, mette subito le mani avanti contro la deriva commerciale che ha offuscato l’anima ribelle e di denuncia: «Fai rap solo per avere soldi a palate, al massimo per avere troiette arrapate, ma poi le tue canzoni verranno dimenticate».

Per questo, Domenico, specifica a Biancavilla Oggi di non ispirarsi «a nessun altro rapper, anzi io ho un stile tutto mio». E vuole continuare su questa strada.

«Mi sono appassionato al rap all’età di 12 anni, ascoltando rapper italiani di tutti i generi, più passavano gli anni e più ero attratto da questa passione, ormai fare il rapper è diventato un sogno».

E in questo progetto, non è solo: «Io non vivo una vita facile perché ho passato tantissimi periodi brutti, ma per fortuna c’è stata sempre mia madre e mio padre a sostenermi. I miei testi, per me, sono come una sorte di sfogo per far capire alla gente di cosa è fatta la mia vita. Io metterò tutti i mezzi per andare avanti e per farmi conoscere di più ad un pubblico sempre più vasto».

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La movida oltre l’inciviltà, il gesto di un giovane: trova 50 euro e li restituisce

Un’azione “controcorrente”, nei posti del ritrovo serale di Biancavilla, spazza via certi luoghi comuni

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Pronunci la parola “movida” e a Biancavilla scatta l’automatismo dell’inciviltà diffusa. Purtroppo alle verità evidenti di un fenomeno sociale ultraventennale, si mischiano spesso –per dipingerlo come un male da estirpare– luoghi comuni, strumentalizzazioni e indignazioni a convenienza. In base alle stagioni (politiche), cambiano le visuali.

Ma al di là dei buzzurri, dei devastatori, dei violenti, dei maleducati e dei dispensatori di piscio e vomito ad ogni angolo, c’è anche ben altro panorama.

Ecco perché ci piace evidenziare il piccolo gesto compiuto da un giovane fruitore della “movida”. Il ragazzo, biancavillese, ha trovato, proprio nei luoghi del ritrovo del centro storico, una banconota di 50 euro. Avrebbe potuto intascarsela o spenderla subito in birre ed alcolici. Invece, l’ha restituita al locale, nel tentativo di risalire alla persona che l’aveva persa.

«La notte tra sabato e domenica –ci racconta questo giovane, che desidera l’anonimato perché non vuole applausi– ho trovato 50 euro all’interno del pub “B.B.King”. Li ho lasciati in cassa al proprietario con la promessa che avrebbe guardato le telecamere per risalire al legittimo proprietario».

Un gesto non scontato e che, proprio per questo, fa “notizia”, stridendo con la litania di chi vuole dipingere un’intera generazione fatta soltanto da “persi” e irrecuperabili.

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