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Cronaca

Il giorno dopo il violento rogo resta un’abitazione “disintegrata”

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di Vittorio Fiorenza

Tutto crollato e distrutto dal fuoco. E quelle strutture rimaste, con ogni probabilità, sarebbero da abbattere. Il giorno dopo il rogo di via Romania, all’angolo con via Unione Sovietica, a Biancavilla, che ha divorato un’intera abitazione a tre piani, lo scenario che si presenta è veramente spaventoso.

A fiamme domate, ciò che rimane dell’edificio e quello che si vede all’interno del garage, da dove sarebbe partito l’incendio, fanno meglio comprendere come una grande tragedia sia stata evitata per pura casualità.

I vigili del fuoco del distaccamento di Adrano con i rinforzi venuti da Catania hanno lavorato fino a sera. Quasi sette ore di intervento per spegnere ogni focolaio e delimitare l’area. Affianco a loro anche il personale comunale e i volontari dell’associazione di protezione civile, oltre a carabinieri e polizia municipale. Un lavoro, il loro, sempre prezioso. Ma la macchina dei soccorsi, va anche annotato, al di là delle dichiarazioni istituzionali con la solita retorica di circostanza, ha fatto emergere diverse falle, che hanno determinato dei ritardi, come peraltro documentato dai diversi videoreporter improvvisati su Facebook.

Nel quartiere, ancora impregnato dell’odore dei nuvoloni di fumo che si sono sprigionati per ore, resta lo spavento per quelle scene di vera emergenza che hanno fatto temere il peggio. E resta pure lo sconforto per una famiglia che è rimasta senza casa, senza mobili, senza i propri beni più elementari.

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Cronaca

Omicidio a Biancavilla: la vittima è Antonio Andolfi di appena 20 anni

C’è un fermo da parte dei carabinieri, il movente sarebbe legato a “questioni di pascolo”

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Un giovane di Biancavilla, Antonio Andolfi, di appena 20 anni, compiuti lo scorso 15 luglio, è morto a seguito di ferite da arma da fuoco.

Già fermato il presunto omicida: si tratta di un pastore. Il movente, secondo fonti investigative, sarebbe legato a «questioni di pascolo». La pista seguita dai militari quindi è quella della sfera personale, escludendo collegamenti con la criminalità organizzata.

Conoscenti avrebbero trasportato la vittima al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata”, ma non c’è stato nulla da fare. Il giovane era già morto durante il tragitto.

Sul fatto, indagano i carabinieri della compagnia di Paternò e della stazione di Biancavilla. I militari hanno già ricostruito le fasi di quanto accaduto. Per il presunto omicida si attende la convalida del fermo da parte del Gip.

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