Cronaca
Via Siracusa, reagisce alla rapina: in due accoltellano un 38enne
Volevano le chiavi dell’auto e il portafoglio. Sorpresi dalla resistenza dell’uomo, gli hanno sferrato due fendenti al torace e all’ascella. Fortunatamente non hanno colpito organi vitali: le ferite sono guaribili in 15 giorni.
di Orazio Caruso
È finita nel sangue una tentata rapina ai danni di un bracciante agricolo di Biancavilla, che ha reagito scagliandosi contro i malviventi, i quali, sorpresi dalla reazione dell’uomo, l’hanno accoltellato al torace e all’ascella. Due fendenti che non hanno leso, fortunatamente, organi vitali. I medici dell’ospedale “Santissimo Salvatore” di Paternò, dove è stato condotto per le cure del caso, l’hanno giudicato guaribile in 15 giorni, salvo complicazioni.
I banditi sono entrati in azione, sabato sera poco prima delle 21 in via Siracusa, in pieno centro cittadino. Due gli individui che hanno agito col volto coperto da passamontagna: la vittima, un bracciante agricolo di 38 anni, sceso dalla propria auto, è stato avvicinato dai soggetti che con fare minaccioso e facendogli intendere di essere armati, hanno intimato all’uomo di consegnargli le chiavi dell’autovettura e il portafoglio.
Tuttavia la vittima ha reagito, opponendosi energicamente e scagliandosi contro i due rapinatori. Uno dei due banditi, per divincolarsi dalla morsa dell’uomo, ha tirato fuori dalla tasca un coltello di grosse dimensioni, ferendo al torace e all’ascella la vittima.
I due malviventi, a questo punto, sono fuggiti facendo perdere le proprie tracce. Il 38nne biancavillese è stato soccorso e trasportato all’ospedale di Biancavilla. Successivamente è stato trasferito al nosocomio paternese per ulteriori accertamenti medici.
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Cronaca
Pistole e munizioni in camera da letto: Vito Amoroso finisce di nuovo in manette
Blitz dei carabinieri nell’abitazione dell’uomo, vecchia conoscenza del clan locale fin dagli anni ’90
Due pistole, una delle quali con la matricola abrasa, e numerose munizioni nascoste nella camera da letto. È quanto hanno trovato i carabinieri della Compagnia di Paternò nell’abitazione di Vito Amoroso, 59 anni, figura di rilievo del clan mafioso di Biancavilla fin dagli anni ’90.
L’intervento è stato condotto dai militari della Sezione Operativa che hanno organizzato una perquisizione nell’abitazione dell’uomo, già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Di primo mattino, dunque, gli investigatori hanno bussato alla porta di Amoroso, dando inizio alle verifiche nell’abitazione a due piani.
Sotto il letto matrimoniale, i carabinieri hanno scovato una busta al cui interno, avvolta in uno straccio: c’era una pistola mod. 950, con il colpo in canna e matricola abrasa, e con il caricatore inserito al cui interno c’erano altri 7 colpi calibro 6,35.
Nella stessa stanza, all’interno del comodino, era nascosta un’altra arma: una calibro 38 special, a tamburo, con matricola parzialmente leggibile e all’interno 6 colpi. Altri 11 proiettili erano sistemati in un guanto in lattice, adoperato come contenitore.
I revolver e le munizioni sono stati sequestrati per accertamenti. Amoroso è stato arrestato e portato al carcere catanese di piazza Lanza.
Vito Amoroso, vecchia conoscenza
Nel corso degli anni, Amoroso è stato coinvolto in diversi procedimenti penali. Nel 2013, l’uomo è stato arrestato proprio per detenzione illegale di armi e munizioni, oltre che per possesso di documenti d’identità falsi. E ancora, nel 2015, era poi stato coinvolto nell’operazione “Adernò” per traffico di sostanze stupefacenti. Il suo nome è, inoltre, emerso nel febbraio 2019 nell’operazione antimafia “Città blindata”: un blitz a Biancavilla su impulso della Dda di Catania.
La ricostruzione del suo ruolo nella criminalità di Biancavilla è emersa nell’ambito delle indagini successive ai due omicidi nel 2014 di Agatino Bivona e Nicola Gioco. Dopo la scarcerazione e il ritorno a Biancavilla nel luglio 2014, Vito Amoroso avrebbe affiancato il fratello Giuseppe, detto “Pippo l’avvocato”, nella gestione del gruppo mafioso, ricevendo quotidianamente visite di persone che lo aggiornavano sugli sviluppi delle dinamiche criminali. Le vicende dei due fratelli si sono intrecciate proprio in quel periodo, quando i carabinieri hanno cercato di ricostruire gli equilibri mafiosi di Biancavilla. L’influenza degli Amoroso sarebbe stata esercitata attraverso una rete di collaboratori e affiliati, con interessi nel traffico di stupefacenti, nella disponibilità di armi e nelle attività estorsive.
In quello stesso periodo, gli investigatori hanno documentato anche tensioni interne al contesto criminale di cui Amoroso faceva parte, fino al progetto di un gruppo rivale di eliminarlo, sventato nell’ottobre 2014 dall’intervento congiunto di carabinieri e polizia.
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Cronaca
Donna 53enne picchiata dal compagno: scattano il “Codice rosso” e l’arresto
Intervento dei carabinieri dopo la richiesta di aiuto al 112: la vittima si trova ora in una casa protetta
Una lite furibonda di notte e poi l’aggressione alla donna da parte del compagno. L’uomo, un 54enne, è stato arrestato per violenza domestica, a Biancavilla, dopo una segnalazione al Numero Unico di Emergenza 112.
Una gazzella del Nucleo Radiomobile di Paternò è intervenuta, su attivazione della Centrale Operativa, in un’abitazione nei pressi di via Giacomo Matteotti, da dove era partita la richiesta telefonica di aiuto da parte della donna 53enne.
La vittima sarebbe stata prima minacciata e poi aggredita fisicamente dal compagno dopo una discussione iniziata per futili motivi. Visibilmente scossa e agitata, la donna è stata trasportata da personale sanitario del 118, allertato dai carabinieri, al pronto soccorso. Per lei la prognosi indicata dai medici è di 10 giorni.
Il compagno, già noto alle forze dell’ordine, avrebbe, secondo quanto denunciato in caserma dalla vittima, costantemente esercitato pressioni psicologiche. Ripetute le aggressioni fisiche, aggravate dall’assunzione di alcool e stupefacenti. Da qui, i timori della donna, adesso collocata presso una casa protetta.
I carabinieri hanno attivato la procedura del “Codice Rosso” e arrestato l’uomo per “maltrattamenti in famiglia”. Adesso si trova rinchiuso in una cella del carcere catanese di piazza Lanza.
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vincenzo
30 Dicembre 2015 at 17:03
Queste vicende la dicono lunga sull’annoso problema della sicurezza a Biancavilla, forze dell’ordine totalmente assenti sul territorio, criminalità sempre crescente, ed a pagarne le conseguenze è sempre il cittadino.L’amministrazione sempre pronta a spendere denaro pubblico in sciocchezze che non servono a nessuno, ma non sia mai ad investire sulla sicurezza, come ad esempio cominciare ad istallare impianti di videosorveglianza nelle più principali vie della città.
Al povero sventurato auguriamo di rimettersi quanto prima ed a questi due rifiuti umani che possano un giorno ottenere ciò che si meritano.