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Detto tra blog

Abusi sulle donne, condanniamo tutte le bestie (pure a Biancavilla)

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di MARCO CHISARI*

Tengo particolarmente a questa tematica, per questo insieme alla nostra associazione “Giovani in azione” abbiamo deciso di stringerci al dolore di tutte quelle donne che ogni giorno sono vittime di violenze. Noi condanniamo ogni tipo di violenza, da quella verbale a quella intellettiva, passando per quella fisica.

Condanniamo ogni forma di limitazione. Condanniamo soprattutto chi vede e tace, chi sa e fa finta di niente, perché tanto siamo a Biancavilla e qui le cose sono sempre andate così e quindi perché dovremmo cambiarle proprio noi?

Condanniamo quelle bestie che si permettono di toccare una donna, bestie che qualcuno erroneamente definisce uomini. Dobbiamo avere il coraggio di denunciare ogni violenza, questo purtroppo non basta; non dobbiamo, infatti, limitarci soltanto a denunciare, ma dobbiamo imparare a non lasciare sole tutte quelle donne vittime di abusi.

Dobbiamo avere il coraggio di avviare una rivoluzione culturale, specialmente tra noi giovani, solo con la cultura potremmo provare a fermare questi avvenimenti. Lo dobbiamo alle nostre madri, che hanno dedicato e dedicano, la maggior parte della loro vita per noi, lo dobbiamo alle nostre dolci nonne, lo dobbiamo alla nostra vicina, lo dobbiamo ad ogni donna vittima di una qualsiasi prepotenza.

Oggi è facile riempirsi la bocca di parole di conforto e sostegno alle donne, ma la sfida vera e propria inizierà a partire da domani, quando tutti dimenticheranno questo triste fenomeno e noi invece daremo il massimo.

Invito quindi le istituzioni, che ad oggi sembrano aver dimenticato questo triste fenomeno, a mobilitarsi per non lasciare sole e sostenere queste donne. Le donne vanno rispettate 365 giorni l’anno.

*dirigente dell’associazione “Giovani in azione”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il “fiume” di Viale dei Fiori e la memoria dei pesci rossi: canne da pesca pronte

L’ennesimo allagamento produce polemiche sterili, ma chi ha responsabilità non ha diritto di indignarsi

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© Foto Biancavilla Oggi

Ormai la prassi è nota, il momento è servito. Cellulare alla mano per immortalare con foto e video, una mezz’oretta per delineare un colorito post sui social e la polemica è apparecchiata. Si fa ovvio riferimento all’ultimo acquazzone estivo che crea disagi in viale dei Fiori.

Tutto nella norma, se a comporre ciò è il semplice cittadino, giustamente indignato e pronto a denunciare i malesseri quotidiani. Non rientra nella norma se a farlo è certa politica, che ha precise responsabilità. Soprattutto quando ci si dimentica che lo spartitraffico (ridotto a galleggiare dopo la pioggia) è installato in via sperimentale. E che lo stesso favorisce la riduzione della velocità ed impedisce i sorpassi azzardati.

Ci si dimentica che il “fiume” è presente in viale dei Fiori fin dall’inaugurazione del nuovo tratto di strada, avvenuto con la passata amministrazione. Ci si dimentica che Bonanno, poco dopo l’insediamento, annunciò interventi mirati per trovare una soluzione e che i tempi non sarebbero stati brevi.

Una memoria di pesciolini rossi che produce polemiche sterili, dettate più che altro da conflitti politici e non da un mero interesse verso la collettività. Si sa, il dibattito si inasprisce soprattutto in questo periodo in cui infuriano le elezioni: da qui al prossimo anno saranno ancor più numerosi i manifesti elettorali a mezzo social.

Una polemica costruttiva sarebbe stata quella di far notare, agli addetti ai lavori, che i “New Jersey” avevano all’interno poca acqua e che quindi erano facilmente esposti a “galleggiamento” ad un certo livello di pioggia. Se le barriere fossero state riempite fino all’orlo, il peso dell’acqua ne avrebbe probabilmente evitato il trascinamento.

Riguardo alla “piscina” che si viene a creare, il disagio è risaputo e noto a tutti. Ma la questione di fatto è che l’arteria presenta un “problema strutturale”. Questioni già affrontate dall’attuale amministrazione, in attesa adesso che i finanziamenti ottenuti siano spesi per interventi massicci e definitivi.

Noi comuni cittadini, inermi e fiduciosi, non possiamo che sperare affinché i tempi di intervento sull’arteria siano ridotti al minimo. Nel frattempo, ci armiamo di stivali da fiume e canne da pesca.

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