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Detto tra blog

Abusi sulle donne, condanniamo tutte le bestie (pure a Biancavilla)

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di MARCO CHISARI*

Tengo particolarmente a questa tematica, per questo insieme alla nostra associazione “Giovani in azione” abbiamo deciso di stringerci al dolore di tutte quelle donne che ogni giorno sono vittime di violenze. Noi condanniamo ogni tipo di violenza, da quella verbale a quella intellettiva, passando per quella fisica.

Condanniamo ogni forma di limitazione. Condanniamo soprattutto chi vede e tace, chi sa e fa finta di niente, perché tanto siamo a Biancavilla e qui le cose sono sempre andate così e quindi perché dovremmo cambiarle proprio noi?

Condanniamo quelle bestie che si permettono di toccare una donna, bestie che qualcuno erroneamente definisce uomini. Dobbiamo avere il coraggio di denunciare ogni violenza, questo purtroppo non basta; non dobbiamo, infatti, limitarci soltanto a denunciare, ma dobbiamo imparare a non lasciare sole tutte quelle donne vittime di abusi.

Dobbiamo avere il coraggio di avviare una rivoluzione culturale, specialmente tra noi giovani, solo con la cultura potremmo provare a fermare questi avvenimenti. Lo dobbiamo alle nostre madri, che hanno dedicato e dedicano, la maggior parte della loro vita per noi, lo dobbiamo alle nostre dolci nonne, lo dobbiamo alla nostra vicina, lo dobbiamo ad ogni donna vittima di una qualsiasi prepotenza.

Oggi è facile riempirsi la bocca di parole di conforto e sostegno alle donne, ma la sfida vera e propria inizierà a partire da domani, quando tutti dimenticheranno questo triste fenomeno e noi invece daremo il massimo.

Invito quindi le istituzioni, che ad oggi sembrano aver dimenticato questo triste fenomeno, a mobilitarsi per non lasciare sole e sostenere queste donne. Le donne vanno rispettate 365 giorni l’anno.

*dirigente dell’associazione “Giovani in azione”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Detto tra blog

Biancavilla insensibile alla strategia “plastic free”: chiude la “Casa dell’acqua”

In altre città è un successo, da noi è un flop: mancano senso civico, rispetto ambientale e cultura “green”

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di VINCENZO RUSSO

Era stata inaugurata due anni fa in piazza Don Bosco ed era stata annunciata come un’iniziativa di civiltà. La “Casa dell’acqua” era a disposizione di tutti: il prezioso liquido controllato ed adeguatamente filtrato ad un prezzo di 5 centesimi a litro. Ognuno, con una tessera acquistabile in alcuni punti vendita di Biancavilla, avrebbe potuto riempire proprie bottiglie. Un gesto semplice con una duplice finalità: risparmiare sull’acquisto di acqua ed evitare la disporsione di plactica. Un gesto che ogni cittadino attento alla comunità e alla causa ecologica (che riguarda tutti indistintamente) avrebbe dovuto compiere con convinzione.

Invece, poche decine di biancavillesi hanno usufruito del servizio, aderendo civilmente alla strategia “plastic free” e contribuendo ad una minore diffusione della plastica. Così, mentre in diverse altre città (anche vicine alla nostra), le “Case dell’acqua” sono ampiamente utilizzate, da noi si assiste all’esatto opposto.

A Biancavilla, la ditta che gestisce il servizio ha dovuto constatare la non sostenibilità. Pertanto, la piccola struttura di erogazione idrica di piazza Don Bosco – come recita un avviso – è destinata ad essere disinstallata. Anzi, il termine ultimo era stato già fissato per febbraio per gli utenti che ancora hanno credito da spendere.

Non è una buona notizia, questa. Perché Biancavilla si dimostra ancora una volta insensibile a regole di civiltà, al rispetto ambientale e alla cultura “green”. Che grande delusione! Mi chiedo quanti politici di destra e di sinistra abbiano utilizzato la “Casa dell’acqua”, giusto per dare l’esempio.

Dove sono i cosiddetti “ambientalisti” da tastiera? E dove sono coloro che in piazza Roma avevano parlato di “plastic free”? Forse era solo un pretesto per auto propaganda a favore di telecamere per poi andare a fare la spesa, riempendo la macchina di confezioni d’acqua in bottiglie e cellophan di plastica. Sta di fatto che su 8mila famiglie biancavillesi, soltanto alcune decine hanno usato la “Casa dell’acqua”. A loro va un plauso, a tutto il resto un velo pietoso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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