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Cronaca

Scontro tra un’auto e una Vespa, un giovane ferito nel viale Europa

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Il 33enne alla guida del mezzo a due ruote trasportato all’ospedale: non ha riportato gravi conseguenze. Resta aperta la questione sicurezza. Abitanti e titolari di attività: «Qui spesso siamo al buio e l’illuminazione è insufficiente, è una vergogna. Dobbiamo aspettare la tragedia?».

 

di Vittorio Fiorenza

Ancora un altro incidente stradale nel viale Europa. Impatto tra un’auto, una Ford Fiesta, e una Vespa. Ad avere la peggio, il guidatore del mezzo a due ruote, un 33enne.

Il giovane è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” con un’ambulanza del servizio del 118 per i dovuti accertamenti. Non ha comunque riportato gravi conseguenze.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale per i rilievi. Viabilità interrotta in entrambi i sensi di marcia e traffico veicolare deviato su via Filippo Turati ed altre traverse di viale Europa.

Appena una settimana fa, nello stesso tratto, un pedone era stato investito da un’auto mentre attraversava la strada.

Due episodi in una settimana. Quanto basta per riproporre la questione sicurezza. Gli abitanti e i titolari delle attività commerciali della zona lamentano la scarsa o la frequente assenza di illuminazione pubblica.

«Qui spesso –evidenziano a Biancavilla Oggi– siamo al buio e quando le luci sono accese, l’intensità è insufficiente. Quasi fossimo in un’altra epoca. Da tempo lamentiamo questa situazione ma nessuno ci ascolta. Ne va della sicurezza degli abitanti, dei pedoni, dei bambini e delle attività. È assurdo che certe volte la strada sia illuminata soltanto dalle insegne e dalle luci interne degli esercizi commerciali. È una vergogna: qualcuno intervenga subito. Oppure dobbiamo aspettare la tragedia?».

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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