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Cronaca

Scontro tra un’auto e una Vespa, un giovane ferito nel viale Europa

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Ancora un altro incidente stradale nel viale Europa. Impatto tra un’auto, una Ford Fiesta, e una Vespa. Ad avere la peggio, il guidatore del mezzo a due ruote, un 33enne.

Il giovane è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” con un’ambulanza del servizio del 118 per i dovuti accertamenti. Non ha comunque riportato gravi conseguenze.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia municipale per i rilievi. Viabilità interrotta in entrambi i sensi di marcia e traffico veicolare deviato su via Filippo Turati ed altre traverse di viale Europa.

Appena una settimana fa, nello stesso tratto, un pedone era stato investito da un’auto mentre attraversava la strada.

Due episodi in una settimana. Quanto basta per riproporre la questione sicurezza. Gli abitanti e i titolari delle attività commerciali della zona lamentano la scarsa o la frequente assenza di illuminazione pubblica.

«Qui spesso –evidenziano a Biancavilla Oggi– siamo al buio e quando le luci sono accese, l’intensità è insufficiente. Quasi fossimo in un’altra epoca. Da tempo lamentiamo questa situazione ma nessuno ci ascolta. Ne va della sicurezza degli abitanti, dei pedoni, dei bambini e delle attività. È assurdo che certe volte la strada sia illuminata soltanto dalle insegne e dalle luci interne degli esercizi commerciali. È una vergogna: qualcuno intervenga subito. Oppure dobbiamo aspettare la tragedia?».

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Cronaca

“Ultimo atto”, chiesto il rinvio a giudizio per il clan di Pippo Mancari “u pipi”

Udienza preliminare: l’amministrazione Bonanno è parte civile, assenti le vittime delle estorsioni

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Udienza davanti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania, Luca Lorenzetti, per trattare la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura nei confronti di 18 soggetti coinvolti nell’inchiesta “Ultimo atto”.

Le indagini, nel settembre 2023, aveva portato ad un blitz dei carabinieri per reati di associazione mafiosa, traffico di droga ed estorsioni. Al vertice dell’operazione criminale, Pippo Mancari u pipi, nome della vecchia guardia mafiosa di Biancavilla, che aveva ristrutturato il clan con giovani leve. Nello stesso ambito di inchiesta, anche il sequestro (finalizzato alla confisca) di beni ed attività imprenditoriali per un valore di 3 milioni di euro. In particolare, il clan gestiva il monopolio del trasporto merci su gomma (attraverso la cosiddetta “agenzia”) per le aziende di produzione agrumicola.

Oltre a Pippo Mancari, le richieste di processo riguardano: Salvatore Manuel Amato, Fabrizio Distefano, Placido Galvagno, Giovanni Gioco, Piero Licciardello, Nunzio Margaglio, Carmelo Militello, Nicola Gabriele Minissale, Alfio Muscia, Ferdinando Palermo, Mario Venia e Carmelo Vercoco (tutti erano stati sottoposti a misura cautelare in carcere). Assieme a loro pure Alfredo Cavallaro, Cristian Lo Cicero, Maurizio Mancari, Francesco Restivo e Marco Toscano (indagati a piede libero).

Gli avvocati di diversi imputati hanno chiesto il rito abbreviato. Il giudice deciderà nella prossima udienza, fissata per il 15 luglio.

L’assenza delle vittime di estorsioni

Nell’udienza preliminare si sono costituite le parti. Da rilevare, purtroppo, che tra le dieci persone indicate come parti offese (in quanto sottoposte al pagamento del “pizzo”), nessuna si è presentata per chiedere di costituirsi parte civile. Un segnale grave, che a Biancavilla ancora una volta fa riportare le lancette del tempo della legalità indietro agli anni dell’omertà e della paura. Di contro, invece, sono state ammesse come parti civili il Comune di Biancavilla e un’associazione antiracket.

In particolare, l’amministrazione del sindaco Antonio Bonanno, rappresentata dall’avv. Sergio Emanuele Di Mariano, aveva avanzato la richiesta «sia iure proprio, per ottenere il risarcimento del danno all’immagine della città e allo sviluppo turistico ed economico, sia quale ente preposto alla rappresentanza dei propri cittadini, per il pregiudizio arrecato dal reato all’ordine pubblico e al senso di insicurezza e pace sociale percepito nel territorio». L’ammissione del Comune ha riguardato tutti i reati, da quello di mafia al traffico di droga e all’estorsione.

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