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Cronaca

Operaio senza stipendio minaccia il suicidio dal cantiere dell’ospedale

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Come ogni mattina è andato al lavoro e ha fatto il suo ingresso nel cantiere. Ma lo sconforto e la disperazione lo hanno sopraffatto. Così, ha minacciato di buttarsi dal balcone del terzo piano del nuovo plesso ospedaliero di Biancavilla: «Non ce la faccio più, non so più come andare avanti». Un operaio 48enne di Motta Sant’Anastasia ha tentato il suicidio perché senza stipendio da molti mesi. Soltanto l’intervento dei carabinieri della stazione di Biancavilla ha fatto desistere l’uomo dalla soluzione estrema. Non un gesto provocatorio, sottolineano colleghi e sindacalisti. Ma un gesto dettato da uno stato di malessere che riguarda tutti gli operai della ditta. L’impresa è la Lotos srl di Aci Castello e il cantiere è quello della nuova ala dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata”.

«La situazione è veramente allucinante –denuncia Domenico Morabito, dirigente della Filca-Cisl, che si è subito recato in cantiere– perché la disperazione di questo operaio riguarda tutti gli altri suoi colleghi, una quindicina, che si trovano nella stessa condizione. Noi della Cisl seguiamo il caso dallo scorso luglio. L’impresa, che ha consegnato il Sal (Stato di avanzamento lavori) ci aveva detto di avere problemi con la stazione appaltante, che è l’Asp di Catania. Ma ci aveva rassicurato che avrebbe liquidato almeno il 50% degli stipendi arretrati. Il lavoratore si aspettava una comunicazione in tal senso proprio stamattina ma non avendo avuto riscontri ha pensato di compiere quel gesto».

Il sindacalista non nasconde la sua preoccupazione. «Una situazione così drammatica –sottolinea a Biancavilla Oggi– non possiamo gestirla a lungo, l’esasperazione è palpabile. Ecco perché chiederemo una convocazione urgente all’Asp, coinvolgendo tutti i soggetti in campo e in sinergia con la Prefettura di Catania e l’Ispettorato provinciale del lavoro».

Una vicenda su cui l’organizzazione sindacale vuole chiarezza e soprattutto garanzie per i lavoratori, come specifica Nunzio Turrisi, segretario generale Filca-Cisl: «Se l’impresa non è in grado di corrispondere immediatamente quanto dovuto agli operai, chiederemo all’ente appaltante di sostituirsi nei pagamenti in maniera diretta».

«Siamo contenti che l’episodio si sia risolto positivamente per la salute e la vita dell’operaio – aggiunge Turrisi – ma resta in piedi tutta la vicenda che ha scatenato il gesto. Ancora una volta, sono i lavoratori a pagare il prezzo più alto di quella che appare una serie di inadempienze e di incapacità imprenditoriali. Il problema va risolto nel più breve tempo possibile e per questo chiamiamo tutte le parti interessate a una maggiore vigilanza e responsabilità».

Un cantiere “tormentato”, quello del nuovo plesso ospedaliero. Negli anni non sono mancati gli inghippi burocratici, stop dei lavori, furti, sabotaggi e minacce. Poi il cambio di impresa, dall’Ati Group alla Lotos, lo scorso novembre. E adesso, nonostante i lavori siano ripartiti, le mancate spettanze ai lavoratori.

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Cronaca

Truffa un’azienda agricola con un assegno rubato di 7500 euro: arrestato

Un 49enne smascherato dai carabinieri dopo un secondo tentativo di illecito pagamento di 2700 euro

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Aveva acquistato da un’azienda agricola di Biancavilla materiale per 7500 euro, pagando con un assegno risultato poi provento di furto. La titolare ha richiesto l’intervento dei carabinieri dopo avere riconosciuto l’uomo, che a distanza di due giorni si è ripresentato per un ulteriore acquisto di 2700 euro con relativo assegno.

I militari hanno subito avviato le indagini, risalendo ad un 49enne di Ramacca. L’uomo è stato ora arrestato dai militari della stazione di Biancavilla, con il supporto della Radiomobile della Compagnia di Paternò. Dovrà rispondere di truffa e, per il secondo episodio, tentata truffa ai danni dell’azienda di Biancavilla.

I carabinieri erano intervenuti immediatamente in azienda, sorprendendo l’uomo che insisteva per pagare mediante il titolo bancario. Appena gli sono stati chiesti i documenti per identificarlo, lui ha sostenuto di non avere la carta di identità, fornendo false generalità nel tentativo di eludere i controlli. Un tentativo, però, che gli è costato anche una denuncia per false dichiarazioni a pubblico ufficiale.

Nell’immediatezza, infatti, le pattuglie sul campo hanno contattato i colleghi della Centrale Operativa che, grazie alla consultazione della banca dati delle forze dell’ordine, hanno consentito di risalire alla sua vera identità.

Smascherato, dunque, l’uomo è stato portato in caserma a Biancavilla e sottoposto a ulteriori verifiche. In particolare, sono stati sequestrati gli assegni che il 49enne aveva con sé, perché risultati appartenenti a un carnet rubato. Per lui, c’è quindi un’ulteriore accusa di ricettazione.

Dalle indagini è, inoltre, emerso come l’uomo avesse già messo a segno, con analogo modus operandi, un’altra truffa sempre ai danni di un commerciante. Sulla base degli indizi raccolti, il 49enne è stato arrestato e sottoposto all’obbligo di firma tutti i giorni presso la stazione dei carabinieri di Ramacca.

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Cronaca

Violenta rissa in via Milone: due arresti dei carabinieri per tentato omicidio

I militari chiudono subito il cerchio su una lite tra stranieri: la vittima colpita anche con uno sgabello

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Tentato omicidio in concorso. Con questa accusa, i carabinieri della Stazione di Biancavilla hanno arrestato due uomini di 36 e 27 anni, entrambi con precedenti penali. I due, di originini straniere ma residenti a Biancavilla, sarebbero gli autori del ferimento di un loro connazionale, 38enne, al culmine di una lite. I fatti sono accaduti in via Milone, in pieno centro storico.

Al loro arrivo, i militari, intervenuti dopo una segnalazione giunta al 112 e alla locale caserma, hanno trovato il ferito a terra, dolorante. Immediato il suo trasporto al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata”.

Nell’immediato sono state avviate anche le indagini per risalire ai colpevoli. Grazie alla rapida acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e alle testimonianze di chi aveva assistito ai fatti, i militari sono riusciti in breve tempo a identificare i presunti responsabili dell’episodio.

Secondo quanto ricostruito, i due, al culmine di una lite per motivi ancora in corso di approfondimento, avrebbero aggredito il connazionale colpendolo ripetutamente al capo anche con uno sgabello.

I due indagati, rintracciati poco dopo dai Carabinieri al termine di una rapida attività di ricerca sul territorio, sono stati arrestati e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, rinchiusi nel carcere catanese di piazza Lanza.

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