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Soccorsi mobilitati per salvare la vita di un neonato in stress respiratorio

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termoculla

La macchina dei soccorsi, questa volta, si è mobilitata ed ha funzionato. Dall’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla corsa di emergenza verso l’ospedale “Santo Bambino” di Catania per salvare un neonato da insufficienza respiratoria.

Come ha raccontato il quotidiano “La Sicilia”, il piccolo, a causa di prematurità alveolare ha accusato da subito stress respiratorio. Da qui, l’iter dei soccorsi attraverso il 118. Resisi conto della gravità, il personale del reparto di Biancavilla ha intubato e stabilizzato il neonato. Poi la chiamata all’Utin del “Santo Bambino”, che fa riferimento al policlinico. Quindi un’ambulanza attrezzata con equipe specializzata in interventi ad alto rischio ha permesso il trasferimento a Catania, dove il piccolo è stato sistemato in una speciale termoculla.

Il soccorso è riuscito, la macchina delle emergenza ha funzionato. Dopo il caso della piccola Nicola, una notizia di buona sanità.

Di contro vanno anche ricordate due vicende, ancora aperte da un punto di vista processuale, che hanno riguardato il reparto di “Ginecologia ed ostetricia” di Biancavilla.

LEGGI L’ARTICOLO

Due gravidanze con esiti mortali, l’Asp di Catania finisce in Tribunale

Vicende raccontate nelle settimane scorse da Biancavilla Oggi che riguardano la morte di una neonata dopo ore di agonia e il caso di decesso intrauterino. Secondo i familiari, alla base ci sarebbero gravi negligenze, errori e ritardi.

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Cronaca

Violenta lite tra due uomini all’Idria, carabinieri aggrediti e minacciati

Calci e pugni ai militari intervenuti sul posto: «Ve la faccio finire male, vi ammazzo a tutti quanti»

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Un uomo di 38 anni è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Biancavilla per di minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Un 37enne è stato denunciato per lesioni personali. Entrambi protagonisti di una lite, in piazza Cavour, ai piedi della chiesa dell’Idria, nel centro storico di Biancavilla.

Su disposizione della centrale operativa della Compagnia dei Carabinieri di Paternò, che aveva ricevuto tramite 112 una segnalazione, i militari di pattuglia si sono recati immediatamente sul posto.

Nemmeno il tempo di scendere dall’auto di servizio, che i militari si son visti parare davanti il 38enne. Senza mascherina e il volto insanguinato, nonché in evidente stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di alcool, li ha aggrediti con calci e pugni. E poi urla contro di loro: «Non servite a nulla! Io faccio parte di un clan mafioso di Adrano! Ora ve la faccio finire male! Ora vi mando tutti in ospedale! Appena mi liberate vi ammazzo a tutti quanti».        

Dopo una violenta colluttazione, i carabinieri sono comunque riusciti a bloccarlo e ammanettarlo. I militari hanno accertato che poco prima, al termine di un’animata lite, il 38enne era stato colpito al volto dal 37enne, quest’ultimo risultato l’ex marito dell’attuale compagna dell’altro. L’arrestato è stato accompagnato all’Ospedale “San Marco” di Catania, dove i medici del pronto soccorso gli hanno diagnosticato un “trauma facciale con ematomi al viso”, giudicato guaribile in 30 giorni.

La solidarietà del sindaco ai carabinieri

«Ritengo doveroso esprimere tutta la mia vicinanza ai carabinieri che ieri sera sono stati minacciati e vessati da due persone», ha detto il sindaco Antonio Bonanno per manifestare solidarietà alla stazione di via Benedetto Croce.

«Il lavoro dei militari della nostra Stazione è impagabile. Sempre in prima linea a fronteggiare anche l’emergenza sanitaria in corso. La loro efficienza e sensibilità -ha concluso il primo cittadino- si stanno rivelando fondamentale. A loro, va tutto il nostro sostegno».

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