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Cronaca

Tornano i razziatori delle campagne, ladri in “visita” in zona Sgarrata

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Tagliata la catena del cancello della contrada, a sud di Biancavilla, tutte le case rurali sono state “visitate”. Portate via le saracinesche in rame degli impianti di irrigazione. L’episodio conferma il senso di insicurezza degli agricoltori.

 

di Vittorio Fiorenza

Per arrivare in quella zona, bisogna andarci apposta. La strada che porta in contrada “Sgarrata”, con i suoi agrumeti bagnati dal fiume Simeto, in territorio di Biancavilla, viene percorsa soltanto dai proprietari dei terreni. Eppure, gli ignoti razziatori delle campagne non si sono fatti scrupoli a scendere fino a laggiù, in cerca di ferro e rame.

Superato l’incrocio della Ss 121 di Piano Rinazze, basta prendere la prima strada a destra e seguirla. Poi, la discesa ripida, alcune curve e in qualche minuto si arriva ad un cancello: è l’ingresso di decine di piccoli fondi agricoli di proprietà di biancavillesi.

Una di queste notti, i ladri hanno tagliato la catena del cancello e si sono introdotti, facendo “visita” praticamente a tutte le case rurali della contrada, “incastonata” tra il fiume ed alti costoni rocciosi. Hanno rubato pezzi di un motozappa e soprattutto le saracinesche in rame degli impianti di irrigazione a pioggia (anche se in tanti li avevano sostituiti già con quelli di plastica).

Più che veri e propri furti, peraltro non denunciati ai carabinieri, si tratta di razzie. Episodi che confermano il senso di insicurezza che da anni, inascoltati, manifestano gli agricoltori biancavillesi. E con loro, anche gli imprenditori. Come quelli della vicina zona Rinazze, trasformata in una “terra di nessuno”, in cui più volte si sono verificati danneggiamenti e furti di mezzi e macchinari ai magazzini delle cooperative agricole. Le minacce degli imprenditori di abbandonare l’area, non sono servite finora a fare prendere misure adeguate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Truffa un’azienda agricola con un assegno rubato di 7500 euro: arrestato

Un 49enne smascherato dai carabinieri dopo un secondo tentativo di illecito pagamento di 2700 euro

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Aveva acquistato da un’azienda agricola di Biancavilla materiale per 7500 euro, pagando con un assegno risultato poi provento di furto. La titolare ha richiesto l’intervento dei carabinieri dopo avere riconosciuto l’uomo, che a distanza di due giorni si è ripresentato per un ulteriore acquisto di 2700 euro con relativo assegno.

I militari hanno subito avviato le indagini, risalendo ad un 49enne di Ramacca. L’uomo è stato ora arrestato dai militari della stazione di Biancavilla, con il supporto della Radiomobile della Compagnia di Paternò. Dovrà rispondere di truffa e, per il secondo episodio, tentata truffa ai danni dell’azienda di Biancavilla.

I carabinieri erano intervenuti immediatamente in azienda, sorprendendo l’uomo che insisteva per pagare mediante il titolo bancario. Appena gli sono stati chiesti i documenti per identificarlo, lui ha sostenuto di non avere la carta di identità, fornendo false generalità nel tentativo di eludere i controlli. Un tentativo, però, che gli è costato anche una denuncia per false dichiarazioni a pubblico ufficiale.

Nell’immediatezza, infatti, le pattuglie sul campo hanno contattato i colleghi della Centrale Operativa che, grazie alla consultazione della banca dati delle forze dell’ordine, hanno consentito di risalire alla sua vera identità.

Smascherato, dunque, l’uomo è stato portato in caserma a Biancavilla e sottoposto a ulteriori verifiche. In particolare, sono stati sequestrati gli assegni che il 49enne aveva con sé, perché risultati appartenenti a un carnet rubato. Per lui, c’è quindi un’ulteriore accusa di ricettazione.

Dalle indagini è, inoltre, emerso come l’uomo avesse già messo a segno, con analogo modus operandi, un’altra truffa sempre ai danni di un commerciante. Sulla base degli indizi raccolti, il 49enne è stato arrestato e sottoposto all’obbligo di firma tutti i giorni presso la stazione dei carabinieri di Ramacca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Cronaca

Violenta rissa in via Milone: due arresti dei carabinieri per tentato omicidio

I militari chiudono subito il cerchio su una lite tra stranieri: la vittima colpita anche con uno sgabello

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Tentato omicidio in concorso. Con questa accusa, i carabinieri della Stazione di Biancavilla hanno arrestato due uomini di 36 e 27 anni, entrambi con precedenti penali. I due, di originini straniere ma residenti a Biancavilla, sarebbero gli autori del ferimento di un loro connazionale, 38enne, al culmine di una lite. I fatti sono accaduti in via Milone, in pieno centro storico.

Al loro arrivo, i militari, intervenuti dopo una segnalazione giunta al 112 e alla locale caserma, hanno trovato il ferito a terra, dolorante. Immediato il suo trasporto al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata”.

Nell’immediato sono state avviate anche le indagini per risalire ai colpevoli. Grazie alla rapida acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e alle testimonianze di chi aveva assistito ai fatti, i militari sono riusciti in breve tempo a identificare i presunti responsabili dell’episodio.

Secondo quanto ricostruito, i due, al culmine di una lite per motivi ancora in corso di approfondimento, avrebbero aggredito il connazionale colpendolo ripetutamente al capo anche con uno sgabello.

I due indagati, rintracciati poco dopo dai Carabinieri al termine di una rapida attività di ricerca sul territorio, sono stati arrestati e, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, rinchiusi nel carcere catanese di piazza Lanza.

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