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La sezione “Togliatti”, la Madonna e il “rosso comunista” ormai sbiadito

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di ALESSIO LEOTTA

Biancavilla, territorio storicamente “rosso”, oggi riscopre pubblicamente che i catto-comunisti sono sempre esistiti. In riferimento all’accoglienza nella sede del Pci dell’icona della Madonna dell’Elemosina, parlando con un vecchio militante della sede “Togliatti” di Biancavilla, questi mi ha detto che già negli anni ’70 vi erano due fazioni all’interno del partito: quelli devoti alla “Santa Romana Chiesa” e quelli devoti alla “Grande Madre Russia”.

Vi sono stati per anni scontri all’interno del circolo e dibattiti molto accesi con chi magari voleva partecipare a momenti di preghiera e partecipare alle celebrazioni eucaristiche. Il tutto finiva in confusione, urla, si usavano le mani e volavano sedie. Quindi capite bene come oggi non meravigli più qualcosa che già da anni era annidato tra i “compagni” biancavillesi.

I nostri tempi confermano i cambiamenti storici. Per la Chiesa oggi vi è una grandissima personalità come quella di Papa Francesco aperto al dialogo con tutti e per il vecchio Pci comprendiamo che il famoso “rosso comunista” oggi sia diventato multicolor tendente al rosella…

Quindi, cari biancavillesi, cari catto-comunisti, cari cattolici, il cambiamento storico che avevate previsto si è realizzato! La Madonna non si crea problemi ad entrare nella vostra sede. E voi non vi create problemi a votare un partito “misto-frutta”.

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L’icona della Madonna dell’Elemosina con padre Pino Salerno nella sede della sezione “Togliatti”

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Chiesa

Il prete che alzò la voce contro i mafiosi e lasciò il “palcoscenico” della basilica

Padre Nino Tomasello diceva che il cristiano deve saper tenere in una mano il Vangelo e nell’altra il giornale

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di ENRICO INDELICATO

Il Covid ha portato via padre Nino Tomasello e adesso mi piace pensare che Dio, o chi per lui, avrà certamente saputo accoglierlo in modo degno e con i meritati onori in quella patria celeste a cui tutti noi in fondo aneliamo, sperando, a volte contro ogni speranza, che esista veramente, da qualche parte lassù.

È stato un prete perbene, umile, discreto, gentile, con un sorriso timido e un sentire solido. Un pastore di quelli che, come dice Papa Francesco, non hanno mai paura dell’odore delle proprie pecore, che non disprezzano di sporcarsi le mani, che sanno scendere dagli altari. Non è una prerogativa che appartiene indistintamente e quasi per ruolo a tutti i pastori della Chiesa, anzi. Ecco, lui questo dono ce l’aveva.

Forse proprio per questo, tanti anni fa, aveva deciso, inopinatamente e spiazzando tutti, di lasciare il ruolo di prevosto della Chiesa Madre di Biancavilla, e non certo per fare un passo in avanti nel percorso degli onori e della gloria, ma per tornare a fare il parroco qualsiasi in una chiesa qualsiasi, lontano perfino dalla sua città.

Quel palcoscenico per prime donne, fatto come tutti i palcoscenici anche di apparenza e vanità, non faceva per lui. Un uomo mite e semplice come lui si trovava di gran lunga a suo agio dietro le quinte.

Eppure, mi ricordo, sapeva anche alzare la voce con autorevolezza, quando voleva e quando soprattutto era opportuno e doveroso farlo. Come quando, per esempio, tuonò contro la mafia durante un’affollata omelia estiva, proprio qualche giorno dopo un grave ed increscioso fatto di cronaca avvenuto in una Biancavilla come sempre attonita e superficiale. Quella volta invitò i biancavillesi presenti e sonnecchianti in Basilica a ribellarsi e a non accettare che una sparuta minoranza di delinquenti tenesse sotto scacco con il terrore e la sopraffazione un’intera città.  

Non mi è mai più capitato di sentire da alcun pulpito nostrano nulla di simile, con la stessa vibrante forza, con lo stesso evangelico coraggio.

Delle nostre tante chiacchierate me ne rammento una in particolare: in quella circostanza, si parlava del ruolo dei cristiani nella società, mi disse che il cristiano deve sempre saper tenere in una mano il Vangelo e nell’altra il giornale. Quella chiacchierata non l’ho più dimenticata. Riposa in pace, caro padre Tomasello…

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