Politica
Mattarella, biancavillesi fiduciosi: «L’occupazione sia la sua priorità»
Appena il 54% del campione dichiara di conoscerlo, ma è la fascia giovanile, quella di età inferiore ai trent’anni, che, in particolare, dice di avere «sentito per la prima volta» il suo nome soltanto in questi giorni. Eppure, il 74% dei biancavillesi selezionati nel nostro “gruppo di rilevazione” si dice «molto fiducioso» che Sergio Mattarella possa essere un «buon rappresentante degli italiani e delle istituzioni» contro il 23% di sfiduciati, secondo cui «non cambierà nulla».
Il neo presidente della Repubblica, il primo siciliano ad occupare la carica più alta dello Stato, ottiene dunque l’impressione positiva dei biancavillesi, che a caldo, appena alcune ore dopo la conclusione del voto dei Grandi Elettori in parlamento, sembrano volergli attribuire una certa fiducia, mista ad un carico di aspettative.
Questo, in sintesi, il quadro che viene fuori da un sondaggio istantaneo effettuato attraverso la rete da Biancavilla Oggi su un campione di 387 biancavillesi, omogeneamente rappresentativi delle diverse fasce d’età. Non una rilevazione scientifica, certo, ma altamente indicativa degli umori della comunità.
«Attenzione per l’occupazione» è, secondo il 58% degli intervistati, la priorità che il nuovo presidente deve seguire. Il 22% si attende una maggiore presenza, nell’agenda del Quirinale, di azioni e iniziative sul fronte dell’Antimafia. Il 9% auspica che Matteralla «non dimentichi le sorti della Sicilia», mentre per il 7% dovrebbe essere una sentinella contro il fenomeno della corruzione nel nostro Paese.
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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