Politica
Opposizione a muso duro: «Indagare sulla “allegra” gestione di Glorioso»
Un’accusa per «gestione allegra delle risorse comunali» e la richiesta di una commissione di indagine per «le numerose violazioni di Legge, contestate al Sindaco e alla sua maggioranza di centro sinistra».
Lo chiedono i partiti del Centrodestra di Biancavilla (Forza Italia, Fratelli d’Italia e Ncd), in riferimento alle due deliberazioni della sezione siciliana della Corte dei conti, che ha esaminato il rendiconto 2012 e alla gestione finanziaria del Comune.
Una gestione, quella del sindaco Giuseppe Glorioso, che in un comunicato dell’opposizione viene definita «allegra ed irresponsabile per come si rileva dalle numerose contestazioni pronunciate dalla Corte dei Conti». I magistrati contabili -evidenziano le forze di minoranza- hanno contestato un lungo elenco di criticità: «l’incapacità a riscuotere i tributi, l’utilizzo distorto dell’anticipazione di cassa, gli elevati incarichi esterni, 95 affidamenti diretti che non rispondono a criteri di efficienza, il bilancio “inquinato” dai residui attivi, la mancanza di un piano di sviluppo, la mancata trasparenza sul bilancio delle partecipate ecc. ecc.».
Da qui, la «grave preoccupazione». Ma anche l’«immenso stupore per il tentativo del sindaco di sottovalutare tutte le contestazioni che la Corte dei conti gli ha mosso con grave rischio per la credibilità delle nostre Istituzioni, ormai “mal ridotte”».
La preoccupazione è dettata anche, sottolineano i gruppi di opposizione, dal «livello di inefficienza rilevato dalla Corte dei conti nella gestione delle risorse finanziarie, con grave rischio per la tenuta dei nostri conti, rischio che il centro destra, nel corso di questi anni di Amministrazione Glorioso, ha sempre paventato e che secondo la Corte dei Conti se non si cambia atteggiamento nell’amministrare la cosa pubblica, il nostro Comune rischia il fallimento».
Ecco perché «si chiede al presidente del Consiglio di voler proporre l’istituzione, secondo quanto previsto dallo statuto, di una commissione di indagine, per poter far luce sulle contestazioni della Corte dei conti, tenuto conto anche delle risposte fornite dall’Amministrazione Comunale e in parte respinte dai magistrati»
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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