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Symmachia: «Aiuti economici alle vittime della fluoroedenite»

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Alla luce del riconoscimento della cancerogenicità delle fibre di fluoroedenite, l’associazione Symmachia rilancia l’appello per sostenere le famiglie delle vittime.

Già lo scorso anno, Symmachia aveva chiesto una sostanziale equiparazione normativa delle vittime di fluoroedenite con quelle di amianto per le quali la legge prevede già un sussidio per le famiglie.

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Vincenzo Ventura di Symmachia

«Adesso, il Governo Renzi e la Regione Siciliana prevedano un fondo per aiutare economicamente le famiglie delle vittime di fluoroedenite – dice Vincenzo Ventura di Symmachia – non servono grandi risorse, occorre un gesto di civiltà. Ci risulta che in Parlamento è già giunta una proposta e sappiamo dell’impegno del sindaco Glorioso che va in tale. Serve uno sforzo in più, per riuscire, tutti insieme, in questa importante battaglia».

Per Ventura è necessario intervenire anche sulla prevenzione e sulla diagnosi.

«Occorre impegnarsi per realizzare ambulatori per la prevenzione e la diagnosi dei tumori alla pleura – sottolinea Ventura – si potrebbe prevedere un apposito settore nei nuovi locali dell’Ospedale dal momento che Biancavilla rientra nel Progetto Nazionale Amianto, elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità e finanziato dal Ministero della Salute».

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Politica

Scuole riaperte, a Biancavilla il 75-80% degli alunni è rientrato in classe

Dalla Regione ammonimento ai sindaci che firmano ordinanze di chiusura degli edifici scolastici

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© Foto Biancavilla Oggi

di VITTORIO FIORENZA

Genitori divisi. Da una parte, il fronte di chi sollecita il sindaco a chiudere le scuole perché gli alunni stiano a casa per una maggiore tutela. Dall’altra, coloro che ritengono le aule sicure e gli unici luoghi per garantire un effettivo diritto allo studio. In queste pagine abbiamo ospitato l’appello delle quattro dirigenti scolastiche di Biancavilla per il ritorno alla didattica in presenza. Ma abbiamo anche dato voce alle mamme contrarie.

Il primo giorno di riapertura delle scuole – dopo la pausa imposta con ordinanza del primo cittadino – ha comunque registrato a Biancavilla il 75-80% di presenze, secondo quanto appurato dal Comune con le segreterie scolastiche. Ci sono state alcune classi svuotate quasi per intero, ma nel complesso gli istituti hanno annotato una media di 2-4 assenze per ogni classe.

L’assenza di massa, dunque, non c’è stata, nonostante, fra l’altro, la pioggia battente abbia ulteriormente influito –in maniera “fisiologica”– a fare restare alcuni bambini a casa.

Da entrambi i fronti dei genitori ci sono ragioni legittime, certamente. Ma la decisione del sindaco Antonio Bonanno è stata quella di fare suonare la campanella per il rientro in classe. Anche perché dalla Regione sono arrivati veri e propri ammonimenti a tutti i sindaci –compreso quello di Biancavilla– che hanno adottato le precedenti ordinanze di chiusura.

Basso contagio tra gli alunni

Bonanno e l’assessore alle Politiche scolastiche, Francesco Privitera, lo hanno spiegato a diverse mamme che sono state ricevute al palazzo comunale. Le condizioni per adottare una decisione così drastica vanno appurati, quindi, con il coinvolgimento dell’Asp e degli assessorati regionali alla Salute, all’Istruzione e alla Famiglia. Ma lo screening che ha interessato la popolazione scolastica di Biancavilla (genitori compresi), seppur non nella sua interezza, ha evidenziato un’incidenza del contagio da coronavirus dell’1,4%.

Solo tre bambini risultati positivi, a cui si aggiungono altri 4 sottoposti a tampone nello screening precedente “dedicato” alle tre classi della scuola media “Luigi Sturzo” che erano state poste in isolamento per la positività di un insegnante. Un dato indicativo, certo. Ma sufficiente, secondo l’amministrazione comunale, a mettere di lato un ulteriore provvedimento di chiusura della scuola. Almeno per il quadro delineato in questo momento.      

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