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Cronaca

Furto in una casa di via dei Peloritani, i vicini: «Sono stati quattro ragazzi»

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di Vittorio Fiorenza

Ladri d’appartamento di nuovo in azione, in pieno giorno, a Biancavilla. La casa presa di mira dai ladri è una di quelle di via dei Peloritani, la strada che da piazza Don Bosco porta in contrada Pozzillo. I proprietari erano usciti per andare a fare la spesa. Un’assenza, la loro, di qualche ora. Al rientro, hanno trovato l’abitazione letteralmente a soqquadro. È successo nel pomeriggio e ancora è presto per avere un elenco esatto delle cose mancanti. Da una prima verifica, i proprietari hanno visto che mancano oggetti in oro ed altri preziosi, oltre a soprammobili che i ladri pensavano fossero di valore.

Gli indizi in possesso dei carabinieri è che i ladri erano almeno quattro. Sono stati alcuni vicini, come hanno raccontato ai militari dell’Arma, a notare quattro ragazzi vicino la casa in cui è stato compiuto il colpo, pur non pensando che potessero avere cattive intenzioni. Invece hanno prima tentato di forzare il cancelletto di ingresso. Poi, non riuscendoci, sono andati nella parte posteriore dell’immobile e, tagliando la recinzione che separa la proprietà dalla linea ferrata della Fce, sono entrati nell’area che circonda la casa e da qui sono riusciti ad aprire il portone.

Hanno passato in rassegna tre stanze, mettendo tutto sotto sopra. Non sono passati in tutte le stanze. Evidentemente hanno agito in pochi minuti e quando hanno trovato gli oggetti preziosi sono fuggiti via.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri del nucleo operativo per effettuare i rilievi di routine e acquisire la testimonianza dei vicini che avevano notato quei quattro ragazzi.

Certo è che azioni di questo tipo, ormai a Biancavilla si fanno con disinvoltura e, come in questo caso, pure in pieno giorno. Tra gli ultimi, analoghi episodi, quello compiuto in un’abitazione di via Marco Botzaris alcune settimane fa.

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Cronaca

Liti di vicinato all’ombra dell’Etna: querelle nel cuore delle Vigne

Denunce tra la struttura di accoglienza “Casa di Maria” e i proprietari dei terreni circostanti

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È una lite di vicinato che dura ormai da anni a colpi di denunce e carte bollate. Un pessimo rapporto tra confinanti, nel cuore delle Vigne di Biancavilla, ai piedi dell’Etna. Da una parte Casa di Maria, la struttura che accoglie bambini e donne in difficoltà e che, sotto la guida dei coniugi Sergio Pennisi e Carmela Comes, svolge un’importante attività sociale. Dall’altra, la famiglia Borzì, che è proprietaria dei terreni circostanti.

C’è adesso un verdetto del Tribunale di Catania. La prima sezione penale, a firma del giudice Cristina Giovanna Cilla, ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti di Giuseppe Borzì e del figlio Placido, assistiti dall’avv. Vincenzo Nicolosi.

Erano accusati di diffamazione (ma «il fatto non sussiste») e ingiuria (ma «il fatto non è più previsto dalla legge», essendo stato depenalizzato). Una terza accusa, relativa alla detenzione di munizioni, è andata in prescrizione. La sentenza dispone pure «la confisca delle munizioni in sequestro e la loro trasmissione alla competente Direzione di artiglieria».

È soltanto uno dei capitoli di un’articolata querelle tra le due parti, che ha strascichi anche in sede civile. Resta pendente ancora, a carico dei Borzì, una denuncia per lesioni personali, il cui procedimento entrerà nel vivo l’anno prossimo.

Altre querele sono state prodotte negli anni. Lungo l’elenco delle accuse nei confronti dei Borzì: violenza privata, stalking, estorsione, violazione di domicilio, danneggiamenti, incendio e persino atti osceni in luogo pubblico. Ipotesi di reato per le quali non si è avuto seguito o, come nel caso della violenza privata, è stata disposta l’archiviazione.

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