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Cronaca

L’accusa all’ex convivente: «Ho vissuto anni di terrore»

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di VITTORIO FIORENZA

Maltrattamenti e stalking nei confronti della sua (ormai ex) convivente. Per queste accuse, il pm Raffaella Vinciguerra ha chiesto il rinvio a giudizio per un 35enne di Biancavilla. Il procedimento scaturisce dalle denunce presentate dalla presunta vittima, una giovane di 27 anni, che, affidatasi all’.avv. Pilar Castiglia, ha voluto reagire ai soprusi che sarebbe stata costretta a subire in continuazione.

L’uomo, secondo le accuse, «teneva abitualmente e con frequenza comportamenti violenti contro la convivente, sia fisici che verbali, picchiandola, denigrandola e minacciandola, creando un clima di paura e violenza».

Anche successivamente alla fine del rapporto sentimentale, il 35enne avrebbe tenuto «condotte reiterate consistite nel pedinare, nel minacciare di morte la donna, nel perseguitarla, al punto da cagionare alla stessa un perdurante stato di ansia e di paura per la propria incolumità». Da qui, quindi, la contestazione dello stalking, oltre a quella dei maltrattamenti.

La donna non avrebbe subìto le angherie sempre in silenzio. Ha tentato di ribellarsi e chiedere aiuto, ma non sempre ha trovato ascolto. «Dopo anni di sofferenza –dice la giovane– finalmente inizio a sentirmi tutelata e per questo ringrazio il mio legale, l’avv. Pilar Castiglia, che con il suo intervento ha smosso la situazione di terrore in cui vivevo».

Su questo caso, il Gup Giovanni Cariolo ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo ottobre al palazzo di giustizia di Catania.

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Cronaca

Per l’omicidio di Antonio Andolfi resta in carcere Salvatore Santangelo

Il delitto avvenuto a Centuripe durante un inseguimento, su TikTok il dolore del padre della vittima

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Per l’omicidio di Antonio Andolfi, morto a seguito di diversi colpi di arma da fuoco, il Gip del Tribunale di Catania, Sebastiano Di Giacomo Barbagallo, ha convalidato il fermo del presunto omicida, Salvatore Santangelo, un pastore di 45 anni, assistito dall’avv. Giuseppe Milazzo.

Dagli archivi di Biancavilla Oggi, si apprende che nel 2018 l’uomo era stato arrestato dai carabinieri di Nicosia per detenzione di armi e munizioni nella propria masseria, in territorio di Centuripe. Ma a suo carico non ci sono precedenti di particolare rilievo.

Adesso si trova rinchiuso nel carcere catanese di piazza Lanza. I fatti sono avvenuti nelle campagne di Centuripe. Per tale ragione, il giudice etneo si è dichiarato incompetente. Il fascicolo del pm Antonella Barrera passa così dalla Procura di Catania a quella di Enna, che dovrà quindi rinnovare la richiesta di fermo.

La vittima era stata trasportata, in un furgone, al pronto soccorso dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla. A guidare il mezzo, un suo amico allevatore biancavillese, presente durante lo svolgimento dei fatti. Per il giovane non c’è stato nulla da fare: era già morto, nonostante i tentativi di rianimarlo da parte dei medici.

Movente e dinamica dei fatti

Quanto al movente, come aveva già anticipato Biancavilla Oggi, correggendo le ipotesi più disparate pubblicate da tv, siti e canali social, il fatto di sangue sarebbe scaturito da diverbi personali e discussioni legati al pascolo degli animali. Al momento, le indagini – condotte dai carabinieri della Compagnia di Paternò e della stazione di Biancavilla – farebbero emergere una dinamica con una lite, un inseguimento in auto e una sparatoria.

Santangelo, come appreso da Biancavilla Oggi, avrebbe avuto una discussione con Andolfi e l’altro allevatore. Ne è nata una lite, l’indagato si sarebbe sentito minacciato. Poi un inseguimento: il furgone con i due a bordo avanti e Santangelo a seguire. Quest’ultimo ha affiancato li ha affiancati e ha esploso almeno tre colpi di pistola. Uno ha colpito mortalmente il giovane 20enne. Vana la corsa all’ospedale di Biancavilla, dove si è subito radunata una folla di familiari e amici.

Il dolore del padre: «Cori miu…»

Antonio Andolfi aveva compiuto da pochi giorni 20 anni. In tanti, soprattutto suoi coetanei, sui social lo stanno ricordando con video, immagini e parole di dolore.

Il padre, Massimo, ha condiviso i suoi pensieri su TikTok: «Cori miu…». Un rapporto tra i due definito come quello di “fratelli complici”.

«Amore di papà, ti hanno strappato da questo mondo e da noi, è un dolore che non potrà mai passare ma verrà un giorno che saremo vicini di nuovo, ti amo da morire». E ancora: «Non troverò mai pace a pensare che non potrò mai stringerti più a me, mi manchi un casino ‘a papà».

Massino Andolfi ringrazia tutti coloro che stanno dimostrando vicinanza per la morte di Antonio. «Ma – aggiunge – non facciamolo sentire solo perché lui non amava stare solo, facciamo rimbombare il suo nome nei nostri cuori».

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