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«Chiudere l’Ostetricia a Biancavilla per fare un unico reparto a Paternò»

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L’ospedale “Santissimo Salvatore” di Paternò

Ad oggi, le Unità Operative di ginecologia e ostetricia sia di Paternò che di Biancavilla si ritrovano ad operare «con poco personale medico, ostetrico e infermieristico. E per evitare una assistenza sanitaria al di sotto dei regolari standard, sarebbe opportuno che la Direzione generale accorpasse le due Unità Operative di Paternò e Biancavilla presso l’ospedale “Santissimo Salvatore” in quanto, quest’ultimo, a norma di legge».

E’ quanto si legge in una nota del “Comitato per… l’Ospedale di Paternò”, secondo cui i punti nascita dei due nosocomi andrebbero accorpati far farne uno nella struttura paternese.

Per questo si rivolge alla classe politica regionale e ai vertici dell’Asp di Catania, da cui dipendono i due ospedali.

«Invitiamo l’assessore alla Salute, Lucia Borsellino, il presidente della commissione Sanità, Pippo Digiacomo, ed i parlamentari regionali e nazionali a porre l’attenzione – si legge ancora nel comunicato del comitato paternese – su quanto sta accadendo all’ospedale di Paternò, dove il Punto nascite andrebbe potenziato per garantire una struttura sanitaria efficiente, a norma e soprattutto sicura».

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“Il respiro di Biancavilla”, la questione amianto diventa una mostra fotografica

Iniziativa di Inail e Università di Catania: immagini di Valentina Brancoforte e dell’archivio di Daniela Bellomo

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Si intitola “Il respiro di Biancavilla”. Martedì 11 giugno, alle ore 11.00, presso la Direzione territoriale Inail di via Cifali a Catania, inaugurazione della mostra fotografica. Iniziativa nata nell’ambito della attività previste dalla convenzione tra l’Inail Sicilia e l’Università degli studi di Catania.

Le opere fotografiche di Valentina Brancaforte e l’archivio fotografico di Daniela Bellomo, coordinatrice reggente della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail Sicilia, raccontano la storia degli abitanti di Biancavilla. Una popolazione esposta per oltre cinquant’anni alla fluoro-edenite, una fibra asbestiforme che ha provocato un elevato tasso di mortalità per mesotelioma.

L’istituzione della Sin (Sito interesse nazionale), avvenuta del 2001, si rese necessaria quando, a seguito di studi epidemiologici, venne scoperto negli affioramenti rocciosi della cava di Monte Calvario un nuovo minerale. Una struttura anfibolica, la fluoro-edenite, che presenta tre habitus: aciculare, fibroso e prismatico. Studi successivi hanno dimostrato che il nuovo anfibolo ha caratteristiche chimico-tossicologiche riconducibili all’asbesto.

I testi a corredo delle immagini sono di Daniela Bellomo, Valentina Brancaforte e Stefano Zuliani. Ha collaborato Caterina Ledda, docente associata di Medicina del lavoro all’Università di Catania. La mostra sarà visitabile fino al 12 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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