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Andare a scuola con il “pedibus”: ok del Consiglio, ma decide la Giunta

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di Vittorio Fiorenza

Andare a scuola non più con il pulmino, ma a piedi per riscoprire il piacere di vivere la città e le sue vie. Alunni in gruppo e sistemati in fila, accompagnati ovviamente da una persona adulta. E’ il “pedibus”, una modalità di trasporto scolastico urbano, previsto nel nuovo regolamento approvato dal Consiglio Comunale di Biancavilla.

L’atto, condiviso all’unanimità delle forze politiche presenti in aula, è stato aggiornato, rispetto alle linee generali previste con una deliberazione di Giunta del 2004. Tra gli elementi di novità introdotti, proprio quello del “pedibus”.

Un’idea sperimentata per promuovere l’attività fisica dei bambini, negli anni ’90 in Danimarca e poi diffusa nel Nord Europa e, da qualche tempo, messa in pratica pure in alcuni comuni italiani. Biancavilla vorrebbe aggiungersi alla lista. Gli alunni, anziché prendere lo scuolabus, alla fermata si aggregano ad una comitiva guidata da alcuni addetti fino a scuola per poi fare lo stesso tragitto all’uscita.

L’assemblea comunale ha introdotto la possibilità, su proposta dei consiglieri Ada Vasta e Mario Amato, dopo un lavoro propedeutico della prima Commissione consiliare. Ma non basta. Tocca ora all’assessore alla Pubblica Istruzione prevedere e realizzare quanto voluto dal Consiglio.

«Auspichiamo –dicono Vasta e Amato– che il pedibus non rimanga solo una possibilità prevista dal regolamento, ma che l’Amministrazione Comunale, in collaborazione con scuole e famiglie, possa far partire dei progetti che ne prevedano l’attuazione».

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Autovelox non omologato sulla Ss 284, annullata multa per eccesso di velocità

Decisione del Giudice di pace: accolto il ricorso di un automobilista presentato contro il Comune

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Il Giudice di pace di Biancavilla ha accolto il ricorso di un automobilista di Randazzo contro una sanzione sulla Strada Statale 284, disponendo l’annullamento del verbale. La contestazione riguardava il rilevamento con autovelox di una velocità di 77 km/h (7 in più del limite consentito).

Alla base della decisione giudiziaria – come riporta il quotidiano “La Sicilia” – vi è un rilievo relativo alla strumentazione utilizzata per l’accertamento. Nel ricorso è stata contestata la mancanza dell’omologazione dell’autovelox impiegato per il controllo della velocità, requisito ritenuto necessario ai fini della validità della rilevazione.

Il Comune, dal suo canto, ha sostenuto che l’approvazione ministeriale dell’apparecchiatura potesse essere considerata equivalente all’omologazione. Una posizione che non è stata condivisa dal giudice, che ha richiamato i principi affermati dalla Corte di Cassazione sulla distinzione tra i due procedimenti.

Approvazione e omologazione non rappresentano passaggi identici: la prima riguarda l’autorizzazione all’utilizzo del modello di apparecchio, mentre la seconda comporta una verifica tecnica finalizzata ad accertarne la conformità e l’affidabilità nelle misurazioni. Da qui, la decisione di annullamento del verbale. Il Comune dovrà pagare anche le spese di giudizio.

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Servizio idrico, Bonanno e gli altri sindaci stracciano il contratto con la Sie

Svolta clamorosa: l’Ati interrompe il rapporto con la società (ma la gestione non torna ai Comuni)

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L’Assemblea territoriale idrica di Catania, composta dai sindaci della provincia, ha votato quasi all’unanimità la risoluzione del contratto con la Sie Servizi Idrici spa. Gravi carenze sul servizio e inadempienze sono alla base della proposta nata in seno al direttivo dell’Ati (di cui è componente il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno) ed ora approvata con il clamoroso “strappo” del rapporto con la società.

Biancavilla ha sperimentato il servizio con la Sie da un anno, nel quale sono emerse una serie di criticità. La risoluzione del contratto – va detto – non ripristina la gestione comunale. Indietro non si torna. Bisognerà attendere una nuova gara perché subentri una nuova società. Nell’attesa, i Comuni possono proseguire con la Sie o affidarsi ad altre realtà aziendali (per esempio Acoset, con cui Biancavilla ha uno storico rapporto di integrazione di un quantitativo di acqua nella propria rete).

«È passata la nostra linea come direttivo», commenta Antonio Bonanno a Biancavilla Oggi. «In questi mesi – sottolinea – abbiamo raccolto la voce dei sindaci e dei territori. Da parte di Sie sono mancati una serie di elementi (dalla questione dei depuratori al carattere industriale) non rispondenti ad una qualità del servizio. Un servizio che non ha fatto passi avanti per efficienza, persino sull’assenza di un front-office adeguato per i cittadini».

Da qui, la proposta di rottura del contratto con la Sie. Proposta ora votata trasversalmente da tutti i sindaci, con in testa Antonio Bonanno con i colleghi di Adrano, Nicolosi, Gravina e Linguaglossa, e l’eccezione di quelli di Militello e Licodia Eubea (a guida Partito democratico, contrari alla rescissione) e l’astensione dei Comuni di Palagonia e Ramacca (a guida “civica” e Fratelli d’Italia).

«In queste settimane – ha poi aggiunto Bonanno – ho scelto di non alimentare polemiche. Ho preferito lavorare. Mentre qualcuno provava a cavalcare il malcontento con accuse, ricostruzioni fantasiose e slogan, noi eravamo impegnati a studiare gli atti, confrontarci con gli uffici, costruire un percorso che oggi ha trovato il consenso dell’Assemblea… Chi in questi giorni ha cercato di attribuire responsabilità a chi, invece, stava lavorando per trovare una soluzione, oggi ha ricevuto la risposta più autorevole: quella delle istituzioni. Continuerò a fare ciò che ho sempre fatto: lavorare con serietà, senza rincorrere il consenso facile, mettendo al primo posto gli interessi dei cittadini. Perché alla fine non contano le parole, ma i risultati. E quello di oggi è un risultato importante per tutto il nostro territorio».

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