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Mafia, via al processo “Garden”
Ma il Comune non è parte civile

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Glorioso con il procuratore Patanè in occasione dell’apertura dello sportello antiracket

Quesito di Biancavilla Oggi al sindaco Glorioso: «Perché non si è costituito parte civile nei procedimenti per mafia?». Disarmante la sua risposta: «Mi coglie assolutamente impreparato». Il procuratore capo Michelangelo Patanè: «Speriamo ci ripensi in altre occasioni».

 

di Vittorio Fiorenza

Logo EditorialeSarebbe stato un atto concreto e dirompente: affrontare, faccia a faccia, nelle aule giudiziarie gli imputati del blitz scaturito dalle indagini sugli omicidi di Alfredo Maglia, Agatino Bivona e Nicola Gioco. Ma il Comune non l’ha fatto.

Mancanza di coraggio, grave disattenzione, ingiustificabile dimenticanza? Fatto sta che non si è costituito parte civile nei procedimenti già avviati (uno con rito ordinario, l’altro abbreviato) relativi al blitz “Garden” dell’ottobre 2014.

Un’operazione che ha svelato inquietanti dettagli, parecchi dei quali pubblicati da Biancavilla Oggi. Non soltanto episodi di estorsioni. Questa volta gli inquirenti si dicono certi di avere sventato almeno due omicidi (uno in extremis, il giorno di San Placido).

Il sequestro di un arsenale di armi ha dato l’idea, poi, di ciò che un’ala del clan biancavillese stava per fare contro il gruppo contrapposto.

Sullo sfondo, i delitti di Maglia ad Adrano e le “48 ore di fuoco” del gennaio 2014. Per quei fatti, Biancavilla è stata catapultata sui tg nazionali e sulle cronache di tutti i giornali, facendo un balzo indietro verso gli anni ’80 e un tonfo di immagine irreparabile.

Ecco perché dal Comune ci si aspettava un’attiva partecipazione ai procedimenti giudiziari con la costituzione di parte civile, come ormai è prassi elementare per tante amministrazioni locali.

Ma perché il Comune non ha fatto questo gesto semplice quanto significativo, spesso auspicato dai magistrati che sono in prima linea nella lotta alla mafia?

Un interrogativo girato al sindaco Giuseppe Glorioso, che ha risposto arricciando le spalle.

«Guardi, con l’onestà che contraddistingue i nostri rapporti, caro Fiorenza, mi coglie assolutamente impreparato. Un’altra risposta non sarebbe onesta da parte mia. Non ho valutato se questo si può o non si può fare».

Ma come? Certo che si può. Anzi, si deve fare.

«Vorrei capire ora insieme a dei legali se possiamo inserirci nel procedimento. Chissà quante deficienze o carenze ha l’amministrazione comunale nell’azione quotidiana».

Non parliamo di una piccola “deficienza”, in questo caso.

«Sì, non mi voglio nascondere dietro un dito o non rispondere alla sua domanda né voglio dire che la colpa è di altri. Valuterò. Ha fatto bene a fare questa sua domanda, le sono grato».

Per la cronaca: i tempi tecnici per proporsi, il Comune non ce li ha più, secondo quanto ci riferiscono fonti legali. Un’occasione persa. È stata sciupata la possibilità, per esempio, di potere vedere il primo cittadino, alla prima udienza, con tanto di fascia tricolore, in rappresentanza dei biancavillesi onesti contro l’oppressione mafiosa. Ci vogliono adeguata sensibilità e coraggio per una simile scelta politica. Che senza alcun dubbio o esitazioni Biancavilla Oggi avrebbe applaudito e sostenuto. Una scelta comunque non più possibile. «Mi coglie assolutamente impreparato». Colpa dell’impreaparazione. Bene.

Chi, invece, non ha dubbi sul valore della scelta delle amministrazioni comunali di costituirsi parte civile nei processi di mafia è il Procuratore capo della Repubblica di Catania, Michelangelo Patanè, che così aveva risposto a Biancavilla Oggi, a margine dell’inaugurazione dello sportello antiracket di “Libera Impresa” a Villa delle Favare.

«È molto importante perché per i cittadini assume il significato che anche l’istituzione è con loro e rappresenta una parte fondamentale nel processo».

Procuratore Patanè, il Comune di Biancavilla invece non l’ha fatto nei procedimenti “Garden”.

«Speriamo che in altre occasioni ci ripensi» (risata di imbarazzo, ndr)

Altre occasioni ci sono pure state. Per esempio il processo “The Wall”. E anche quella volta, l’amministrazione comunale ha preferito non affrontare gli imputati di mafia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Zalando Privé

1 COMMENTO PUBBLICATO PER QUESTO ARTICOLO:
Mafia, via al processo “Garden”
Ma il Comune non è parte civile

  1. vincenzo ha detto:

    Dobbiamo ricordare, sig. Fiorenza, che l’amministrazione comunale non si è mai costituita parte civile neppure negli innumerevoli processi che hanno coinvolto tanti consiglieri comunali per commissioni bluff, gettoni di presenza e quant’altro. Oggi come allora i motivi li sappiamo o per lo meno li intuiamo tutti…i cittadini non sono “impreparati”.

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