Istituzioni
Referendum sulla giustizia, chiamati alle urne 18.152 elettori di Biancavilla
Una campagna che la politica locale – a parte due occasioni “autoreferenziali” – ha snobbato
Sono 18.152 gli elettori di Biancavilla chiamati alle urne per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, domenica 22 e lunedì 23 marzo. Nel dettaglio, il corpo elettorale è composto da 8.726 uomini e 9.426 donne.
Si tratta di un appuntamento rilevante sul piano istituzionale: i cittadini italiani sono chiamati ad esprimersi sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, che interviene su aspetti centrali della Costituzione, tra cui la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura.
Anche a Biancavilla, seppur in ritardo rispetto ad altre realtà, la campagna referendaria ha registrato timidi segnali di attivazione nel dibattito pubblico locale. Occasioni di confronto sono stati organizzati dal Circolo Castriota e, presso la parrocchia dell’Annunziata, dall’Azione Cattolica.
Impegno spento e marginale da parte della politica locale. Soltanto due gli appuntamenti, peraltro “autoreferenziali”, con il coinvolgimento di esponenti politic, istituzionali e sindacali. A Villa delle Favare, incontro promosso a sostegno delle ragioni del “Sì”. Nella saletta di un bar, incontro a favore del “No”. Il minimo indispensabile, giusto per dire “qualcosa l’abbiamo fatta”.
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Istituzioni
All’Istituto comprensivo “Bruno” inaugurata la prima mensa scolastica
La struttura, destinata ai bambini delle sezioni dell’infanzia, operativa dal prossimo anno scolastico
Per la prima volta, una scuola di Biancavilla ha una mensa. I primi ad usufruirne sono i bambini delle azione dell’infanzia dell’Istituto comprensivo “Antonio Bruno”. La mensa sarà in funzione dal prossimo anno scolastico, ma è già stata allestita. L’inaugurazione è avvenuta con il sindaco Antonio Bonanno.
«Ogni investimento fatto sui bambini è un investimento sul futuro della nostra comunità – dice Antonio Bonanno –. Con determinazione abbiamo scelto di rimettere la scuola al centro: nuovi asili nido, edifici più sicuri, servizi migliori. Oggi aggiungiamo un tassello fondamentale. Quando mi sono insediato non avrei mai pensato di poter arrivare a 4 mense scolastiche comunali: partire da zero e raggiungere questo obiettivo sa di prodigioso».
La nuova mensa non sarà soltanto un servizio di refezione, ma un vero e proprio luogo di educazione alimentare. A tavola, i bambini impareranno a mangiare correttamente, a scoprire i sapori autentici del territorio e a condividere. In occasione dell’inaugurazione, i piccoli hanno già avuto il piacere di gustare succhi di ficodindia e succhi d’arancia di due aziende locali.
La mensa, una volta che entrerà in funzione con le nuove iscrizioni, consentirà l’attivazione del tempo pieno. Un’innovazione che porterà anche nuovi posti di lavoro, grazie a un organico maggiore nelle scuole.
«Oggi è una giornata di festa – prosegue il primo cittadino – perché con l’apertura di questa mensa centriamo un grande obiettivo: permettere il tempo prolungato ai nostri bambini e consentire loro di vivere in una bella struttura. Biancavilla sta cambiando, sta nascendo una città a misura di bambino e misura di famiglia».
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Istituzioni
L’associazione “Ad Maiora” chiede correttivi sui tributi da “rottamare”
Appello al Consiglio Comunale sulla misura per agevolare i cittadini in debito con Imu, Tasi e Tari
L’associazione “Ad Maiora” di Biancavilla rivolge un appello al presidente del Consiglio Comunale, a tutti i consiglieri e all’Amministrazione Comunale per correggere alcune criticità sulla cosiddetta “rottamazione quinquies”.
Si tratta dell’opportunità, cui ha aderito il Comune, attraverso la quale i cittadini che non hanno pagato Imu, Tasi e Tari degli anni passati, possono regolare i propri debiti in modo agevolato, pagando il solo capitale e le spese, senza sanzioni né interessi di mora. Le domande sono da presentare entro il 9 maggio. La somma debitoria si può pagare entro il 30 giugno in un’unica soluzione oppure fino ad un massimo di 48 rate.
L’associazione “Ad Maiora”, però, rileva alcuni aspetti da ritoccare ed avanza delle proposte. «Abbiamo raccolto diverse segnalazioni – dice il presidente Simone Tomaselli – da parte di cittadini e operatori economici che evidenziano una criticità rilevante: la previsione di una prima rata pari al 20% dell’importo complessivo dovuto.
Per molti, questa soglia rappresenta un ostacolo concreto all’accesso alla misura, rischiando di limitarne fortemente l’efficacia e di escludere proprio quei soggetti che la definizione agevolata dovrebbe aiutare».
Per questo motivo rivolgiamo, vengono avanzate delle precise proposte: innanzitutto ridurre la percentuale della prima rata. Poi, valutare di aumentare ulteriormente la possibilità di dilazione, rendendo i pagamenti più sostenibili.
«Siamo convinti – conclude Tomaselli – che piccoli correttivi possano rendere questa misura davvero accessibile a tutti, ampliando la platea dei beneficiari e garantendo al tempo stesso un maggiore recupero delle risorse per il Comune. L’obiettivo è semplice: trasformare una buona misura in una misura davvero efficace».
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