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Partoriente trasferita a Biancavilla, ambulanza in panne: sconcerto e timori

Un episodio – dovuto alla chiusura del punto nascite di Bronte – denunciato dal sindacato degli infermieri

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Un’ambulanza del 118 è rimasta in panne mentre trasportava una donna incinta all’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla. La paziente – proveniente da Bronte – stava per partorire a bordo del mezzo con tutti i rischi che questa evenienza avrebbe comportato. Fortunatamente la situazione è migliorata e la donna è giunta nella struttura sanitaria, potendo partorire con l’adeguata assistenza.

La situazione è emersa a causa della chiusura del punto nascite dell’ospedale “Castiglione Prestianni”. Decisione che costringe il trasferimento della partorienti a Biancavilla, attraverso un’ambulanza con a bordo un’ostetrica.  

È quanto denunciato da NurSind – l’organizzazione sindacale degli infermieri – e dall’associazione dei consumatori Aiace. Entrambe manifestando sconcerto e preoccupazione per quanto accaduto alla donna. L’ambulanza è rimasta in panne vicino all’ospedale di Biancavilla. Ma ci si chiede cosa sarebbe accaduto se il mezzo si fosse fermato a metà strada tra i due comuni etnei.

«Questo episodio – dicono le due organizzazioni – sottolinea l’importanza cruciale di avere punti nascita operativi e strutture mediche adeguate, in grado di garantire assistenza in situazioni di emergenza come questa».

«La salute e la sicurezza dei cittadini – proseguono – devono essere la priorità assoluta. Il corretto funzionamento dei servizi sanitari è un diritto fondamentale di ogni comunità. Auspichiamo che le autorità competenti prendano seriamente in considerazione questa richiesta e adottino le misure necessarie per garantire un’assistenza medica adeguata e tempestiva a tutte le future mamme della zona. Il benessere delle famiglie e la protezione della vita umana sono valori inestimabili, la disponibilità di strutture mediche efficienti è un elemento essenziale per una società che si preoccupa del proprio futuro».

«La recente vicenda dell’autoambulanza – evidenziano ancora NurSind e Aiace – ci ricorda che non possiamo permetterci di trascurare questo aspetto cruciale della nostra comunità. Facciamo appello a una risposta immediata da parte delle autorità e delle istituzioni coinvolte affinché si affronti la questione con la massima serietà e si adottino soluzioni concrete per garantire una corretta assistenza alle partorienti, sia in situazioni di emergenza che nella quotidianità».

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Istituzioni

Servizio idrico, costituito il Comitato per la tutela dell’acqua pubblica

Ne è portavoce Salvo Grasso, che annuncia una serie di iniziative per chiedere trasparenza ed equità

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La nuova gestione del servizio idrico, passato dal Comune di Biancavilla alla società “Servizi Idrici Etnei”, ha chiuso un’era e ne ha aperto un’altra. Un passaggio, formalmente avvenuto nel giugno del 2025 ma che gli utenti hanno realizzato con la prima fattura emessa lo scorso febbraio. Addio alle vecchie e anacronistiche tariffe comunali. Ecco spuntare tariffe più alte, tra immancabili malumori.

Adesso, un gruppo di cittadini ha costituito ufficialmente il Comitato per la Tutela dell’Acqua Pubblica di Biancavilla, con l’obiettivo di difendere un diritto fondamentale: l’accesso all’acqua come bene pubblico.

In un momento in cui molti cittadini segnalano criticità nel servizio idrico e costi sempre più elevati, il Comitato nasce per chiedere trasparenza, equità e rispetto per la comunità. Ne è portavoce Salvo Grasso.

«Non è accettabile – dichiarano i promotori – che l’acqua manchi dai rubinetti e sia invece sempre presente nelle bollette. Vogliamo chiarezza sulla gestione e sulle tariffe».

Il Comitato annuncia fin da subito iniziative pubbliche, raccolte firme e attività di informazione rivolte alla cittadinanza, invitando tutti a partecipare. «L’acqua – viene sottolineato – è di tutti. Difenderla è un dovere».

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News

Rissa in via Milone, la comunità islamica condanna la violenza: «Dispiaciuti»

Ismail Bouchnafa, presidente della Federazione Islamica di Sicilia, scrive al sindaco Bonanno

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© Foto Biancavilla Oggi

«Desidero esprimere la nostra più sincera vicinanza alla comunità di Biancavilla per quanto accaduto nei giorni scorsi. Siamo profondamente dispiaciuti per gli episodi che hanno coinvolto alcuni cittadini di origine marocchina. Desideriamo ribadire con fermezza che tali comportamenti non rappresentano in alcun modo i valori della nostra comunità, fondata sul rispetto, sulla convivenza pacifica e sulla responsabilità sociale».

Ad intervenire è Ismail Bouchnafa, presidente della Federazione Islamica della Sicilia, in riferimento alla violenta rissa avvenuta in via Milone, a Biancavilla. Tre i marocchini coinvolti: la vittima finita all’ospedale, i due presunti aggressori – zio e nipote – arrestati dai carabinieri della locale stazione per tentato omicidio.

«Condanniamo ogni forma di violenza e di comportamento che possa generare paura o disagio tra i cittadini. Allo stesso tempo – sottolinea Bouchnafa – prendiamo nettamente le distanze da quanto accaduto, riaffermando il nostro impegno costante nel promuovere il dialogo, l’integrazione e il rispetto delle regole».

Parole che il rappresentante della comunità islamica ha inviato al sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno, conosciuto alcuni anni fa in occasione della visita della console del Regno del Marocco, Boutaina Bouabid, che di fatto aveva inaugurato un rapporto di dialogo e amicizia con Biancavilla.

«Siamo pienamente disponibili – conclude Bouchnafa – a collaborare con le istituzioni locali per rafforzare iniziative che favoriscano la coesione sociale e prevenire il ripetersi di simili episodi, contribuendo così al benessere e alla sicurezza di tutta la cittadinanza».

Bonanno: «Biancavilla, città del dialogo»

Le parole di Ismail Bouchnafa sono state accolte con favore dal primo cittadino di Biancavilla. «Come sindaco di Biancavilla – dice Antonio Bonanno – accolgo questo messaggio con rispetto e gratitudine. È esattamente il tipo di risposta che ci si aspetta da una comunità che ha a cuore il bene comune. Non il silenzio, non la chiusura, ma la parola chiara e la disponibilità a fare la propria parte».

«Noi raccogliamo la disponibilità Federazione Islamica della Sicilia – sottolinea il sindaco – con la stessa apertura con cui è stata offerta. Biancavilla è una città che crede nel dialogo, nell’integrazione e nel rispetto delle regole. Valori che non appartengono a una sola comunità, ma a tutti coloro che scelgono di vivere e costruire qualcosa insieme».

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