News
Dall’Asp assistenza in casa alle neo-mamme nei primi 60 giorni dal parto
A disposizione un’intera équipe, coinvolto l’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla
Un’équipe multidisciplinare dell’Asp di Catania – composta da ostetriche, assistenti sociali, psicologi e ginecologi – entra nelle case delle neo-mamme per offrire gratuitamente sostegno e assistenza nei delicati primi giorni di vita del bambino.
Si chiama “Home Visiting” il nuovo progetto dell’Asp di Catania, rivolto a tutte le neo-mamme e ai loro bambini nei primi 60 giorni dal parto, indipendentemente dall’ospedale in cui è avvenuta la nascita.
Il progetto coinvolge il reparto di Ostetricia dell’ospedale “Maria Santissima Addolorata” di Biancavilla, ma anche le strutture di Acireale e Caltagirone e la rete dei 34 Consultori Familiari della provincia di Catania.
Il progetto prevede la valutazione individualizzata, in base alle esigenze della neo-mamma e della sua famiglia, a domicilio rispetto alla quale intervengono diverse figure professionali: ostetrica, ginecologo, psicologo, assistente sociale.
Perché è importante
Il puerperio è un momento di grandi cambiamenti – fisici, emotivi e relazionali – che coinvolgono la donna, il partner e l’intera famiglia. È un passaggio delicato, che può mettere alla prova la capacità di adattamento della madre e della coppia, e in cui la presa in carico precoce rappresenta una strategia fondamentale per sostenere la salute della mamma, del bambino e il legame genitori-figli.
“Home Visiting” ha lo scopo di accompagnare i genitori nella nuova esperienza, rafforzando le loro competenze nella cura del neonato e sostenendo la relazione di coppia, con particolare attenzione alla promozione e al sostegno dell’allattamento al seno.
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Chiesa
Missione a Niscemi delle confraternite di Biancavilla per portare solidarietà
Un carico di beni di prima necessità è stato consegnato alla città nissena, colpita dalla frana
Prima iniziativa dell’Unione delle Confraternite di Biancavilla. Una delegazione di confrati, con a capo il portavoce Pippo Furnari, si è recata a Niscemi per consegnare beni di prima necessità. Si tratta di prodotti acquistati con le offerte raccolte tra le otto confraternite cittadine (SS. Sacramento, dell’Annunziata, del SS. Rosario, dei Bianchi, della Mercede, di Sant’Antonio da Padova, di San Giuseppe e dell’Idria). Tutte facenti parte della Confederazione delle Confraternite dell’Arcidiocesi di Catania.
Un’iniziativa di solidarietà rivolta alle popolazioni rimaste senza casa a causa della frana che ha colpito la città nissena.
«Tale iniziativa – ha scritto il portavoce Pippo Furnari in una lettera al sindaco di Niscemi – nasce dal desiderio di offrire un aiuto concreto a tutte le persone che stanno vivendo un momento di difficoltà, nella speranza che questo gesto possa rappresentare un segno di sostegno e fraternità utile alla comunità. Siamo certi che la collaborazione e la solidarietà siano strumenti fondamentali per affrontare ogni difficoltà».
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News
Servizio idrico, a Biancavilla l’esordio Sie: addio alle “tariffe piuma” comunali
Fine di un’epoca: alle fatture più salate dovrebbero corrispondere ora investimenti sulla rete colabrodo
Non più l’intestazione del Comune di Biancavilla, ma quella dei “Servizi Idrici Etnei spa”. È l’esordio delle nuove fatturazioni (relative al secondo semestre 2025) sul servizio idrico: in questi giorni la Sie le sta recapitando agli utenti biancavillesi. Il trasferimento di competenza alla società a maggioranza pubblica che gestisce il servizio idrico integrato è avvenuto nel giugno 2025 da parte del Comune di Biancavilla, che ha lo 0,904% di quota nell’assemblea dei soci.
Un passaggio di cui si discute e che era previsto da anni. Soltanto adesso, però, i cittadini stanno realizzando questa svolta epocale, che dice addio alle anacronistiche e insostenibili tariffe-piuma comunali. Dalle fonti di approvvigionamento dell’acqua alla manutenzione della condutture fino alla bollettazione: tutto passato di competenza.
Tariffe +50%, quota fissa più elevata
Il primo effetto è quello di notare un importo di fatturazione più alto rispetto alle somme che in precedenza venivano richiesti dal Comune. Tariffe superiori del 50% per utente tipo, quote fisse più elevate. Conseguenza dell’equiparazione del servizio nei diversi Comuni.
Le tariffe, per utenze domestiche, variano a seconda della quantità di acqua consumata, da 0,72 euro a metro cubo (per consumi fino a 60 mc) a 4,12 euro (per i consumi oltre i 277 mc). Da considerare poi 0,14 euro a mc per la quota fognatura e 0,35 euro a mc per la quota depurazione. Da aggiungere, infine, la quota fissa di 28,84 euro all’anno.
Per quanto riguarda, invece, le utenze domestiche non residenziali (inclusi, per esempio, i garage), la quota fissa è di 58 euro annui con tariffe comprese tra 1,24 e 4,94 euro per metro cubo di acqua, in base alla fascia di consumo. Per fasce di reddito basse, si potrà beneficiare del cosiddetto “bonus idrico”: sarà applicato in automatico o, se non dovesse avvenire, si potrà presentare il proprio Isee agli uffici Sie.
Arginare sprechi ed eccessi
In questa fase, le nuove fatturazioni – al netto di grossolani errori – potrebbero riportare importi per consumi non effettivi ma calcolati sulla base di stime. Capita nel caso di assenza della lettura aggiornata dei contatori (da riequilibrare con un successivo conguaglio). Ci sono poi fatture “esagerate”, anche per diverse migliaia di euro, ma per metri cubi d’acqua realmente consumati. È questo il caso che si presenta quando 3-4 nuclei familiari sono “aggrappati” ad un’unica utenza. Oppure il caso di coloro che, in barba alle ordinanze sindacali, anche in periodi di penuria d’acqua, hanno riempito piscine alle Vigne o irrigato prati e giardini.
È evidente quindi che una tale impostazione tariffaria, d’ora in poi, tende a colpire e penalizzare, per l’eccedenza di ogni fascia di consumo, quegli utenti che fanno usi idrici consistenti. Un modo per spingere ad una maggiore consapevolezza e attenzione ad evitare sprechi.
Condutture da rifare, abusivi da scovare
A fronte di una rivoluzione tariffaria di questo tipo, la società dovrebbe ora programmare investimenti sugli impianti e sulla rete idrica cittadina. Condutture che per oltre la metà, a Biancavilla, sono di fatto un colabrodo con perdite ingenti di acqua. La caccia agli allacci abusivi è un’altra delle attività da mettere in campo. Troppi “furbi” da perseguire, anche tra personaggi pubblici locali e insospettabili professionisti.
L’obiettivo finale – certamente non nell’imminenza – dovrebbe essere quello di avere in ogni abitazione un’erogazione idrica continua, senza turni, e con una pressione tale da non dovere usare più i motori per pescare l’acqua. Se e quando si arriverà ad una situazione ideale, il servizio presenterà standard univoci per tutti gli utenti e per tutte le zone di Biancavilla. Nell’attesa, le fatture che stanno arrivando a casa – superato l’effetto sorpresa – vanno pagate entro il 16 febbraio.
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