Istituzioni
Terremoti e altre calamità: Biancavilla ha il suo piano di protezione civile
Uno strumento operativo, frutto dell’esperienza del sisma del 2018 e della pandemia Covid
Presentato il nuovo Piano di Protezione Civile del Comune di Biancavilla. Si tratta di un aggiornamento fondamentale del documento operativo predisposto per organizzare la risposta a situazioni di emergenza sul territorio comunale, come terremoti, incendi, alluvioni, frane o altri eventi calamitosi.
Il Piano è frutto del lavoro dell’ingegnere Antonio Zerbo, del geometra Dino Gentile, di Paolo Pinnale (responsabile comunale della Protezione Civile) e dell’ispettore di Polizia municipale Luca Messina.
«Nel 2019, anno del varo del Piano, avevamo già tracciato una strada che oggi si fa più moderna, più concreta, più consapevole. In Sicilia solo il 25% dei Comuni negli ultimi anni si è dotato di un Piano di Protezione Civile. Biancavilla è tra questi. E oggi proseguiamo su questa strada virtuosa aggiornando lo strumento di prevenzione», ha dichiarato il sindaco Antonio Bonanno.
L’esperienza degli ultimi anni ha contribuito a definire e migliorare l’approccio operativo: eventi come il sisma del 2018 con epicentro a Biancavilla e magnitudo 4.6, le piogge vulcaniche e la pandemia da Covid-19 hanno rappresentato momenti di prova per la macchina della Protezione Civile. Il nuovo Piano tiene conto di questi eventi e si propone come uno strumento più agile, efficace e al passo con i rischi attuali.
«Sono orgoglioso della collaborazione delle associazioni di volontariato, che da sempre rappresentano la nostra forza silenziosa», ha aggiunto il primo cittadino.
Per garantire la massima conoscenza e condivisione, il Comune diffonderà le informazioni più importanti del Piano attraverso i social, il sito istituzionale e incontri nelle scuole. L’obiettivo è far conoscere alla cittadinanza le procedure da seguire in caso di emergenza.
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Istituzioni
Scuole chiuse anche giovedì e venerdì, danni al municipio e a Villa delle Favare
Escluse dall’ordinanza l’asilo nido “Domenico Savio” e lo spazio gioco “Sacro Cuore”, che tornano in attività
La chiusura delle scuole e la sospensione delle attività didattiche degli istituti di Biancavilla sono prorogate anche per le giornate di giovedì e venerdì. È fatta eccezione per l’asilo nido “Domenico Savio” e lo spazio gioco “Sacro Cuore”.
La decisione, esaurito il ciclone “Harry”, si è resa necessaria perché i controlli sulle strutture e le aree circostanti non sono ancora stati ultimati. È indispensabile un supplemento di verifica e alcuni interventi di manutenzione immediata, come la rimozione di alberi caduti nella zona di Cicalisi e interventi di manutenzione.
Personale del Comune è ancora al lavoro per la ricognizione e il censimento completo dei danni. Nelle strutture pubbliche, in particolare a Villa delle Favare, e nel palazzo comunale, i danni sono considerevoli. Una prima stima, relativa ai soli edifici comunali, è di 500mila euro. Una relazione dettagliata verrà inviata alla Protezione Civile Regionale.
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Istituzioni
Il sindaco Bonanno: «Danni enormi, ma il sistema salva-vite ha funzionato»
«La nostra comunità ha dimostrato grande resilienza e non può essere lasciata sola»
«Il mio personale plauso e quello della mia Amministrazione va alla Protezione Civile regionale, alle Prefetture e ai sindaci. Grazie al loro coordinamento, le realtà territoriali, Biancavilla compresa, hanno affrontato con decisione e unità i lunghissimi due giorni di allerta massima».
Lo dichiara il sindaco Antonio Bonanno, alle prese con la conta dei danni lasciati dal ciclone “Harry” anche a Biancavilla. «L’ammontare è enorme», dice il primo cittadino. E non ci sono solo le devastazioni delle zone costiere.
«Sono le campagne – sottolinea Bonanno – a gridare aiuto: interi raccolti distrutti, aziende agricole messe in ginocchio da questo ciclone devastante. Tocca ora ai governi regionale e nazionale fare la propria parte, senza indugio. Serve una risposta immediata, chiara e tangibile per gli agricoltori e per tutte quelle città che vivono di turismo balneare e oggi si ritrovano con le infrastrutture in frantumi. La nostra comunità ha dimostrato grande resilienza e non può essere lasciata sola».
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