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Notte al buio a Biancavilla, l’Enel invia un mega generatore di emergenza

Tecnici al lavoro in maniera ininterrotta, il sindaco Antonio Bonanno: «La situazione è delicata»

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Una notte al buio. Diversi quartieri di Biancavilla rimaste senza illuminazione pubblica né energia elettrica nelle abitazioni. Una lunga notte di disagi con tentativi di ripristinare l’erogazione e continui distacchi. Ci sono ancora zone (da “Solaris” a via Gramsci e via Inessa, per esempio) che attengono che si torni alla normalità.

«È stata una notte complicata per Biancavilla, dalle prime ore del mattino seguo personalmente la situazione», dice il sindaco Antonio Bonanno, che sottolinea come i tecnici dell’Enel hanno lavorato ininterrottamente.

 A Biancavilla è arrivato anche un generatore Power Station, che può essere utilizzato in caso di emergenza.

«Per oltre 24 ore – dice ancora Bonanno – ho visto all’opera i tecnici dell’Enel e sento il dovere di ringraziarli per ciò che stanno facendo. È una situazione delicata quella che stiamo vivendo. Si tratta di un’emergenza che riguarda tutta la provincia». Da qui, l’appello a razionalizzare i consumi elettrici, soprattutto per i climatizzatori.

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Installazione antenna 5G, le suore salesiane: «Noi non c’entriamo niente»

Intervento delle Figlie di Maria Ausiliatrice a proposito dell’impianto sull’edificio in cui sono ospitate

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«Come Figlie di Maria Ausiliatrice esprimiamo comprensione per le preoccupazioni espresse. Siamo fiduciose che chi ha responsabilità e competenza prenda decisioni rispettose della sicurezza e della salute dei cittadini».

Lo scrivono in una nota stampa le Figlie di Maria Ausiliatrice di Biancavilla, a proposito della installazione di un’antenna 5G sull’edificio di via Mongibello in cui sono da sempre ospitate.

Sulla vicenda gli abitanti della zona hanno manifestato il loro dissenso e il Comune aveva presentato un ricorso contro l’installazione, bocciato dal Tar.

C’è chi ha chiamato in causa le suore salesiane, a sproposito. Ed ora arrivano le loro puntualizzazioni.

«La notizia dell’installazione delle antenne 5G – scrivono – ha destato ansia e preoccupazione per molti. Ci sembra doveroso fornire alcune chiarificazioni. La sede di via Mongibello è di proprietà dell’Ipab Casa del fanciullo “Francesca Messina”.
Tra l’Ipab e l’ente delle Figlie di Maria Ausiliatrice è in essere un comodato d’uso gratuito dei locali per l’abitazione delle suore e le attività pastorali da loro animate».

«L’azienda che sta provvedendo all’installazione delle antenne – viene specificato – non ha alcun contratto in essere né in forma diretta né indiretta con le Figlie di Maria Ausiliatrice. Circa un anno fa la direttrice dell’istituto ha ricevuto la semplice informazione della decisione in oggetto da parte dell’Ipab».

Le suore, dunque, non hanno alcun ruolo formale nell’iter per la collocazione dell’impianto. Resta il fatto che le entrate economiche destinate all’Ipab, per consentire sul proprio tetto l’installazione dell’antenna, non c’è dubbio che avranno un beneficio indiretto pure sulle Figlie di Maria Ausiliatrice. In mancanza di introiti, il mantenimento dell’immobile e l’ospitalità riservata alle suore potrebbero non essere così scontate.

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