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Cronaca

In zona Scirfi sequestrata area privata per lo smaltimento illecito di rifiuti

Intervento della Polizia provinciale dopo una segnalazione, attesi provvedimenti della magistratura

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Sequestrata un’area di circa 150 mq per smaltimento illecito di rifiuti pericolosi in contrada Scirfi a Biancavilla da una squadra della Polizia provinciale.

I componenti della polizia ambientale, in sinergia con l’Asp, a seguito di una segnalazione, stavano effettuando un’ispezione per verificare il luogo da dove avviene la captazione illecita di acque nere. Acque provenienti dalla condotta fognaria, utilizzate per la coltivazione di agrumi e ortaggi, a danno della salute pubblica.

Dalla postazione che stavano perlustrando hanno osservato una cortina di fumo nero che proveniva da un’impresa agricola della zona. A seguito di un controllo hanno verificato l’esistenza di un’area destinata allo smaltimento di rifiuti di vario genere. Materiale organico, metallo, cassette di frutta, strerpaglia, imballaggi in plastica varia (che bruciata produce diossina). E ancora: una pedana di succhi di frutta confezionati in bottigliette di plastica in procinto di combustione. Verificata la presenza di diverse aree dove già altro materiale era stato incenerito.

Il magistrato di turno ha autorizzato il sequestro preventivo, affidando l’area in custodia, senza facoltà di uso, al presidente della cooperativa agricola, in attesa di successivi provvedimenti giudiziari.

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Cronaca

Omicidio Parisi, condanna definitiva: carcere a vita per Salvatore Fallica

Un iter giudiziario particolarmente complesso per il delitto commesso nel 2003 in contrada Rinazze

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Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Paternò ad eseguire l’arresto. Hanno eseguito così un ordine per la  carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale di Catania.

Destinatario del provvedimento è Salvatore Fallica, 47 anni, personaggio noto alle cronache, er ora rintracciato a Volterra, in provincia di Pisa.

Nei suoi confronti è arrivata la sentenza definitiva all’ergastolo per omicidio premeditato in concorso di Gaetano Parisi, guardia campestre 53enne di Paternò. Riconosciuto colpevole anche per deteenzione e porto illegale di armi comuni da sparo.

L’omicidio di Parisi avvenne il 14 aprile 2003 in contrada Rinazze, a sud di Biancavilla. La vittima era alla guida della sua autovettura, una Fiat 500, dopo essere stata speronata.

Un delitto di sangue maturato per conflittualità interne al clan mafioso locale. Il movente?Secondo gli inquirenti è legato alla mediazione, all’epoca dei fatti, tra Parisi e il clan di Biancavilla ed i piccoli imprenditori agricoli sottoposti alle estorsioni.

Fallica era inserito nel clan Toscano-Tomasello-Mazzaglia, articolazione della famiglia di Cosa nostra etnea Santapaola-Ercolano. Particolermanete complesso l’iter giudiziario del caso, che aveva coinvolto anche un secondo soggetto di Biancavilla, poi morto a causa di una lunga malattia. Alla loro identificazione, gli inquirenti sarebbero giunti grazie alla comparazione del Dna trovato, dai carabinieri del Ris di Messina, su pezzi di guanti in lattice dimenticati dentro un’auto, risultata rubata. La stessa utilizzata dai sicari nell’agguato, e su un guanto in prossimità della stessa auto.

La sentenza di primo grado di condanna era stata annullata dalla Corte d’Assise d’appello di Catania nei confronti dei due. Poi, la prosecuzione del procedimento. Fino al verdetto definitivo di oggi nei confronti di Fallica.

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