Politica
Lavori da fare, progetti da presentare: l’assessore Falcone in tour a Biancavilla
Tra i punti attenzionati: case popolari, area della Fce, zona artigianale e chiese da mettere in sicurezza
Visita ufficiale dell’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, a Biancavilla. L’esponente del governo Musumeci ha fatto un vero e proprio tour, annotando una serie di questioni. Dalle case popolari all’ex linea ferrata della Fce, dall’arteria di collegamento alla zona di Sciammarita (destinata all’area artigianale) alle chiese che interessano interventi di reastauro. «All’assessore regionale abbiamo “consegnato” una serie di richieste che riguardano vari punti della città», ha detto il sindaco Antonio Bonanno.
La visita di Falcone ha preso le mosse dalle Case popolari di via Martoglio, lungo Viale Europa. Lì la Regione può intervenire per riqualificare decine di residenze che ricadono sotto la responsabilità dell’Iacp.
«Nella zona Badalato – altro punto dove siamo stati – abbiamo affrontato –specifica Bonanno – la questione che riguarda la ferrovia dismessa, per la quale abbiamo chiesto un finanziamento di 400 mila euro per la progettazione. Nella zona di Vallelato, detta Badalato, stiamo lavorando alla stesura di un progetto esecutivo per l’illuminazione, l’allargamento della strada e la realizzazione dei marciapiedi».
«Ci siamo poi spostati nell’Area Artigianale per sollecitare la realizzazione di uno svincolo della SS 284 che darebbe respiro alle arterie stradali interne. Affinché il progetto possa essere realizzato, Falcone promuoverà nei prossimi giorni un incontro con il dirigente dell’Anas nel corso del quale esporrò le ragioni della mia amministrazione. Entro la fine dell’anno – ha aggiunto Falcone – la gara per il raddoppio della SS 284 dovrebbe essere appaltata».
Il “giro” biancavillese dell’assessore si è concluso in tarda mattinata con la visita alle chiese dell’Annunziata, della Mercede, di Sant’Antonino, San Gaetano e Sant’Orsola. Per metterle in sicurezza bisogna presentare in tempi veloci i progetti che dovranno essere finanziati.
«Registro con grande soddisfazione –ha detto il sindaco– la disponibilità dell’assessore ad accogliere i progetti cantierabili, pronti per essere finanziati, che la mia amministrazione intende presentare alla Regione Siciliana. Con l’ufficio tecnico siamo già al lavoro per tradurre sul piano progettuale le richieste avanzate stamattina. Già in questi mesi, come i cittadini sanno, abbiamo attinto a importanti finanziamenti regionali ed europei per una serie di interventi strutturali che riguardano la città».
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Politica
Referendum giustizia, a Biancavilla il 61% di “no” alla riforma Meloni-Nordio
La Costituzione non si tocca: esito netto sulla consultazione, che ha però mosso solo il 43% degli elettori
Per il referendum si è espresso soltanto il 43% degli aventi diritti al voto (dato al di sotto della media regionale e nazionale). Ma il responso è stato netto: Biancavilla ha detto a gran voce “no” alla riforma della giustizia avanzata dal governo Meloni.
Il 60,8% dei votanti ha respinto la proposta di modifica della Costituzione che mirava a un nuovo ordinamento della giustizia (dalla separazione delle carriere dei magistrati allo sdoppiamento del Csm con sorteggio dei componenti).
Sui 7809 biancavillesi che si sono recati ai seggi nelle giornate del 22 e 23 marzo, 4703 hanno votato “no” (60,8%), contro i 3032 che hanno segnato un segno sul riquadro del “sì” (39,2%).
Un esito da attribuire alla libera volontà popolare e a quanti si sono recati alle urne. Un esito su cui la politica locale non ha inciso per nulla, visto il totale disimpegno, a parte due appuntamenti di aree contrapposte (uno a Villa delle Favare, l’altro in una saletta di un bar). Insomma, su questo referendum hanno scelto i biancavillesi, respingendo la riforma Meloni-Nordio, nonostante la latitanza dei partiti locali.
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Politica
Referendum, il risveglio della politica locale: due distinti incontri “Sì-No”
Riforma della giustizia, appuntamenti nel fine settimana promossi da schieramenti opposti
La politica locale alza il dito per mostrare la propria presenza nel dibattito in vista del referendum sulla riforma della giustizia del 22 e 23 marzo. Lo fa, arrivando in notevole ritardo rispetto ad altre iniziative pubbliche di confronto, come quella promossa dal Circolo Castriota o quella organizzata dall’Azione Cattolica nella parrocchia dell’Annunziata.
Ad ogni modo, forze della destra e della sinistra di Biancavilla hanno in programma due distinti incontri a sostegno, rispettivamente, delle ragioni del “Sì” delle ragioni del “No” alla riforma del governo Meloni. Le prime danno appuntamento a Villa delle Favare, le altre in una saletta di un bar.
I sostenitori del “Sì”
Il primo incontro, a sostegno del del “Sì”, si terrà sabato 14 marzo alle ore 17.30 alla Villa delle Favare. “Le ragioni del Sì per una giustizia giusta”, è il titolo dell’iniziativa. Sarà il sindaco Antonio Bonanno a dare i saluti istituzionali e l’ex sindaco Mario Cantarella e l’ex deputato all’Ars, Nino D’Asero, ad introdurre i lavori. Interventi il senatore Salvo Pogliese e i deputati Giuseppe Castiglione e Luca Sbardella. Parleranno della riforma, l’avv. Vincenzo Vitale e il magistrato Roberto Passalacqua. Il dibattito sarà moderato dal giornalista Luigi Pulvirenti.
I sostenitori del “No”
Il giorno successivo, domenica 15 marzo alle ore 10, è invece l’incontro dal titolo “Le ragioni del No – Verso il referendum costituzionale”. L’appuntamento si svolgerà nella saletta del bar “L’Artigiana”. Interverranno Giuseppe Glorioso, segretario generale Flai Cgil di Catania ed ex sindaco di Biancavilla, l’avv. Andrea Ingiulla e l’avv.o Giuseppe Berretta. Le conclusioni saranno affidate ad Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia. A moderare il confronto sarà Nino Benina.
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