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Ultime ore del 2020 “salutate” con sciame sismico avvertito a Biancavilla

L’origine del terremoto è stata localizzata dall’Ingv in un’area tra Santa Maria di Licodia e Ragalna

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Ultime ore del 2020 “salutate” con una scossa di terremoto. Il tremore è stato ben avvertito a Biancavilla. La strumentazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Catania ha registrato una serie di scosse di magnitudo compresa tra 2.4 e 3.8.

L’origine è stata localizzata ad una profondità compresa tra 5,8 e 9 km di profondità in territorio al confine tra Santa Maria di Licodia e Ragalna.

Un messaggio di alert rivolto ai cittadini e ai sindaci è stato diramato da Salvatore Cocina, direttore generale della Protezione Civile in Sicilia.

È da settimane che si susseguono i tremori della terra, a causa dell’attività vulcanica. Il 13 dicembre serie di scosse, sempre localizzate nella stessa zona, tra cui una di magnitudo 2.7 ben avvertita pure a Biancavilla.

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“Il respiro di Biancavilla”, la questione amianto diventa una mostra fotografica

Iniziativa di Inail e Università di Catania: immagini di Valentina Brancoforte e dell’archivio di Daniela Bellomo

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Si intitola “Il respiro di Biancavilla”. Martedì 11 giugno, alle ore 11.00, presso la Direzione territoriale Inail di via Cifali a Catania, inaugurazione della mostra fotografica. Iniziativa nata nell’ambito della attività previste dalla convenzione tra l’Inail Sicilia e l’Università degli studi di Catania.

Le opere fotografiche di Valentina Brancaforte e l’archivio fotografico di Daniela Bellomo, coordinatrice reggente della Consulenza tecnica per la salute e la sicurezza dell’Inail Sicilia, raccontano la storia degli abitanti di Biancavilla. Una popolazione esposta per oltre cinquant’anni alla fluoro-edenite, una fibra asbestiforme che ha provocato un elevato tasso di mortalità per mesotelioma.

L’istituzione della Sin (Sito interesse nazionale), avvenuta del 2001, si rese necessaria quando, a seguito di studi epidemiologici, venne scoperto negli affioramenti rocciosi della cava di Monte Calvario un nuovo minerale. Una struttura anfibolica, la fluoro-edenite, che presenta tre habitus: aciculare, fibroso e prismatico. Studi successivi hanno dimostrato che il nuovo anfibolo ha caratteristiche chimico-tossicologiche riconducibili all’asbesto.

I testi a corredo delle immagini sono di Daniela Bellomo, Valentina Brancaforte e Stefano Zuliani. Ha collaborato Caterina Ledda, docente associata di Medicina del lavoro all’Università di Catania. La mostra sarà visitabile fino al 12 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.00.

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