Chiesa
Festa per la Madonna dell’Elemosina, pontificale di mons. Rino Fisichella
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di Vittorio Fiorenza
L’Icona bizantina della Madonna dell’Elemosina, compatrona di Biancavilla, torna oggi tra i suoi devoti nella tradizionale festa dell’ultima domenica d’agosto. Un appuntamento solenne per la comunità cattolica che vedrà presiedere la celebrazione pontificale da mons. Rino Fisichella, tra i più stretti collaboratori di Papa Francesco e a capo del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione.
Mons. Fisichella sarà accompagnato dall’arcivescovo di Catania, Salvatore Gristina. Dopo la messa, lungo le vie del centro storico, processione del sacro dipinto.
L’icona, che secondo la tradizione fu portata dal gruppo di profughi albanesi fondatore del paese a fine ‘400, è stata esposta in piazza San Pietro in occasione della canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta.
Un’immagine proiettata in mondovisione, in un evento vissuto dai fedeli biancavillesi con l’emozione della straordinarietà, come ricorda il prevosto, padre Pino Salerno: «Come ci hanno detto Papa Francesco e il Papa emerito Benedetto XVI, noi che custodiamo l’immagine della Madre della Misericordia abbiamo la grande responsabilità di “far conoscere la ricchezza della Divina misericordia, che va incontro alle necessità quotidiane”. Con questa splendida e autorevole “consegna”, ad un anno da quelle storiche giornate romane, desideriamo fare sempre più della nostra basilica una casa che accoglie, che consola e rimargina le ferite, il “Santuario della misericordia”».
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Chiesa
Il senso di appartenenza alla comunità cristiana: incontro a “San Salvatore”
Iniziativa della Diocesi e dello Studio teologico “San Paolo” con padre Francesco La Vecchia
La comunità religiosa come luogo di appartenenza, confronto e ricerca di senso. Attorno a questi temi si è sviluppato l’incontro ospitato nella parrocchia “Santissimo Salvatore” di Biancavilla, primo appuntamento di un percorso dedicato alla Didaché, uno dei più antichi testi della tradizione cristiana, noto anche come “catechismo antico” o “manuale della Chiesa primitiva”.
L’iniziativa è promossa dall’Arcidiocesi di Catania, insieme allo Studio Teologico “San Paolo”. A guidare la riflessione è stato padre Francesco La Vecchia OP, docente universitario e maestro della Cappella musicale del Duomo di Catania.
All’incontro presenti numerosi insegnanti di religione cattolica della provincia, insieme a parrocchiani e cittadini che hanno partecipato per seguire il confronto sul ruolo della comunità religiosa nel contesto contemporaneo.
«La comunità è un modo per trovare un senso. Oggi più che mai l’uomo ha bisogno di appartenenza, di relazioni vere, di luoghi in cui sentirsi accolto e ascoltato», ha osservato padre La Vecchia nel corso del suo intervento.
La riflessione si è soffermata sulle difficoltà vissute dalle comunità ecclesiali in una società caratterizzata da individualismo e frammentazione sociale. Da qui la domanda posta dal relatore: «Come può essere oggi la comunità religiosa?».
La Didaché è stata proposta come chiave di lettura utile per comprendere dinamiche, relazioni e modelli di vita comunitaria che, pur appartenendo alle origini del cristianesimo, continuano a suscitare interrogativi attuali.
Il percorso proseguirà con altri due appuntamenti previsti il 13 maggio al Seminario Interdiocesano “Regina Apostolorum” di Catania e il 20 maggio a Viagrande.
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Chiesa
In cinque pronunciano la Professione nell’Ordine Francescano Secolare
Si tratta di Tonino Greco, Santina Grigorio, Agata Mazzaglia, Antonella Stissi e Claudio Ventura
Comunità francescana di Biancavilla in festa. Nella chiesa del convento celebrazione per la professione perpetua nell’Ordine Francescano Secolare di Tonino Greco, Santina Grigorio, Agata Mazzaglia, Antonella Stissi e Claudio Ventura. La celebrazione è stata presieduta dal guardiano fra Mario Marino.
La professione perpetua è l’atto con cui, da laici, si assume in modo definitivo l’impegno di vivere il Vangelo secondo la spiritualità di San Francesco d’Assisi, all’interno della fraternità francescana. Non si tratta di voti religiosi. È una promessa pubblica e stabile a seguire la Regola dell’OFS, integrando i valori francescani nella propria condizione quotidiana, familiare e professionale.
In una chiesa affollata di fedeli, durante la celebrazione, i cinque candidati hanno rinnovato le promesse battesimali e, leggendo la relativa formula, giurato di osservare la Regola.
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